La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

Ultimi scritti

Il negozio di dischi

I

Il sabato pomeriggio era dedicato al pellegrinaggio al negozio di dischi di via Anguissola, che si chiamava Alabama. Adolescenti ribelli in cerca di musica per orecchie avide di rivolta. Fluida chioma al vento, berretto da baseball al contrario (prima di Jovanotti) e jeans sdruciti, giubbo con spille e toppe e le immancabili scarpe da ginnastica alte, rigorosamente Adidas. C’era una coppia a gestirlo, lui perennemente in jeans, camicia a scacchettoni (prima del grunge) e Clarks. Lei uguale, solo che al posto della camicia sfoggiava maglioni peruviani d’inverno e kurta indiani d’estate. C’era un bel clima, in quel negozio: gente che...

Rachmaninov al secondo piano

R

Primo piano: Catelli Secondo piano: Favini-Gaetano Terzo piano: Delmolino Quarto piano: Nardi 8:00 Balconi esterni sul retro del caseggiato Ghisleri, terza palazzina, scala B. Una colonna di piattaforme scrostate e impilate una sopra l’altra. Unici segnali di vita, il verde dei gerani alla ringhiera della vedova e il rumore della ventola del condizionatore al sesto piano, i signori Barignano. Anche le gocce di condensa, che dai tubi di scarico di quel mostro anteguerra scivolano sotto, sul balcone del quinto, emettono un tonfo che rimbomba. Un’eco rivelatrice. Il cielo su Cremona è un manto luminoso e privo di nubi e Favini è...

Andrea

A

Tus lavorava come barista presso il Circolo Arci di via Speciano. Mi piaceva quel posto, anche se non ci andavo quasi mai. Qualche concerto e nient’altro, ma si respirava una bella aria. Era il 1995 e il 4 luglio di quell’anno maturai come ragioniere. Mio padre prestava servizio al Festival Provinciale de L’Unità e una sera, mentre lo stavo accompagnando allo stand, si ferma davanti alla birreria e mi indica due ragazzi appoggiati al banco. Mi avvicino e saluto. Beppe, sangue Zaist, lo conosco da anni, è il Presidente di Arcipelago e mi presenta l’altro tipo, Gigi. Li incontro per propormi come barista al posto di Tus; dopo due...

La più bella partita mai vista

L

Vi è mai capitato di andare allo stadio e non vedere la partita? Ma non una partita qualsiasi, una partita di quelle che entrano nella storia. A me è capitato, come è capitato che una pianta secolare decidesse di suicidarsi abbattendosi sopra la mia macchina e commettendo un macchinicidio, ma questa è un’altra storia. Nel giugno del 1982 ero un bimbetto che stava per affrontare gli esami di quinta elementare, ma domenica 5 avevo altro a cui pensare, perché la Cremo stava volando verso la Serie A ed era la prima volta che lo faceva. La partita era Cremonese-Bologna e, oltre alla promozione in A per i grigiorossi, c’era anche in...

Un’intervista possibile

U

Da quasi quattro decenni si parla di questa entità. Lo si è fatto in maniera abbondantissima all’inizio, alla sua “comparsa”; poi sempre meno, occasionalmente. Poi ancora meno, ma lui c’è ancora, eccome. L’idea è di incontrare proprio lui e chiedergli come sta andando questa esistenza, che sembrava essere un evento epocale solo ieri. Lo si può incontrare ovunque, è cosmopolita e non è classista. È in grado di accoppiarsi con chiunque, non bada all’età, al sesso, al luogo, alle convinzioni politiche o religiose, all’etnia, all’aspetto. Molto democratico. Lo è totalmente. Ci siamo abituati a chiamarlo aids, ma sarebbe più corretto...

Finalmente

F

La mattina di domenica 20 dicembre 1981 si palesò davanti a me con un raggio di sole che filtrava tra le ante. Era un bel periodo per me. Facevo la quinta elementare con un profitto tale da rendermi immune da rimproveri genitoriali, le vacanze natalizie erano dietro l’angolo e avevo passato il pomeriggio di sabato a giocare a pallone con gli amici e la sera in compagnia dei miei, alla tombola che il bar sotto casa organizzava nei mesi invernali. Quando le aprii mi trovai davanti una distesa di tetti ricoperti di brina. Faceva un freddo pazzesco ma questo non mi avrebbe impedito di attuare il mio piano, convincere mio padre ad...

Conosco un tipo strano…

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Rock ‘N’ Roll Robot di Alberto Camerini era una hit del 1981, ma a Cremona la gente la cantava ancora nel 1984, con un testo rivisitato e adattato alla realtà cittadina. «Conosco un tipo strano / Vedrai ti piacerà / Si chiama Emiliano / Ci porta in Serie A». Mi svegliai con quelle parole nella testa e uscii di casa fischiettandone la melodia. Era la prima domenica di giugno ma non c’era il sole e brutte nubi scure sorvolavano il cielo di Cremona. Era presto ma la sveglia era già suonata, avevo un appuntamento importante quel giorno. Avevo un appuntamento con la storia. Come nelle migliori favole, a cui non credevo dalla prima...

Ablish Chablis #2. Carte

A

Il mago è comodamente seduto su una delle poltrone del locale, davanti ha un bicchiere di grog e le sue cinque carte, è indeciso su quale usare, ma sa che la sua scelta sarà poco influente sul risultato complessivo. Scoprirà se è stata la carta giusta solo a notte inoltrata, quando si alzerà dalla poltrona, un po’ più felice o un po’ più triste. Quindi ne sceglie due, appoggia la prima sul tavolo e prepara la seconda, che giocherà appena dopo, guarda le facce degli altri partecipanti per avere un riscontro dalle loro espressioni, ma non riesce a cogliere nessuna emozione, tutti i maghi sono poco decifrabili. Nell’attesa della sua...

L’episodio

L

Gli sportivi, quelli veri, apprezzano il gesto atletico e la performance dell’atleta, mentre quelli come me, che sono tifosi, apprezzano ben altre loro qualità. Con queste premesse, come non innamorarsi di Alviero Chiorri quando arrivò a giocare all’ombra del Torrazzo? Mise piede in città nell’estate del 1984, proveniente dalla sponda blucerchiata di Genova, quella che stava cercando di diventare una grande squadra e che preferì il giovane Vialli al talentuoso Chiorri, troppo scomodo per una squadra che aspirava al gotha del calcio nazionale. Ve lo vedete voi un club con tali ambizioni schierare uno che da ragazzo, tra i mondiali...

Ablish Chablis #1. Passeggiata

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Marco e il mago stanno passeggiando per strada, sanno che tra poco dovranno tornare sui loro passi e incamminarsi verso le proprie case. Marco prenderà la scalinata che porta al piazzale sottostante e da lì camminerà fino alla piccola casetta rossa a fianco della tabaccheria; al mago invece basteranno tre passi per arrivare davanti al suo portone, appoggerà la sua borsa, cercherà nella tunica le chiavi di casa e in pochi minuti sarà seduto sulla sua poltrona per sistemare borsa, scarpe e cappello. Ma non è ancora il momento. Sono passati giorni da quando si sono visti l’ultima volta e Marco ha ancora tanto da raccontare, del suo...

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Daniele Conca

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non c'è spazio a sufficienza per scrivere tutto.

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