La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

Ultimi scritti

La più bella partita mai vista

L

Vi è mai capitato di andare allo stadio e non vedere la partita? Ma non una partita qualsiasi, una partita di quelle che entrano nella storia. A me è capitato, come è capitato che una pianta secolare decidesse di suicidarsi abbattendosi sopra la mia macchina e commettendo un macchinicidio, ma questa è un’altra storia. Nel giugno del 1982 ero un bimbetto che stava per affrontare gli esami di quinta elementare, ma domenica 5 avevo altro a cui pensare, perché la Cremo stava volando verso la Serie A ed era la prima volta che lo faceva. La partita era Cremonese-Bologna e, oltre alla promozione in A per i grigiorossi, c’era anche in...

Un’intervista possibile

U

Da quasi quattro decenni si parla di questa entità. Lo si è fatto in maniera abbondantissima all’inizio, alla sua “comparsa”; poi sempre meno, occasionalmente. Poi ancora meno, ma lui c’è ancora, eccome. L’idea è di incontrare proprio lui e chiedergli come sta andando questa esistenza, che sembrava essere un evento epocale solo ieri. Lo si può incontrare ovunque, è cosmopolita e non è classista. È in grado di accoppiarsi con chiunque, non bada all’età, al sesso, al luogo, alle convinzioni politiche o religiose, all’etnia, all’aspetto. Molto democratico. Lo è totalmente. Ci siamo abituati a chiamarlo aids, ma sarebbe più corretto...

Finalmente

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La mattina di domenica 20 dicembre 1981 si palesò davanti a me con un raggio di sole che filtrava tra le ante. Era un bel periodo per me. Facevo la quinta elementare con un profitto tale da rendermi immune da rimproveri genitoriali, le vacanze natalizie erano dietro l’angolo e avevo passato il pomeriggio di sabato a giocare a pallone con gli amici e la sera in compagnia dei miei, alla tombola che il bar sotto casa organizzava nei mesi invernali. Quando le aprii mi trovai davanti una distesa di tetti ricoperti di brina. Faceva un freddo pazzesco ma questo non mi avrebbe impedito di attuare il mio piano, convincere mio padre ad...

Conosco un tipo strano…

C

Rock ‘N’ Roll Robot di Alberto Camerini era una hit del 1981, ma a Cremona la gente la cantava ancora nel 1984, con un testo rivisitato e adattato alla realtà cittadina. «Conosco un tipo strano / Vedrai ti piacerà / Si chiama Emiliano / Ci porta in Serie A». Mi svegliai con quelle parole nella testa e uscii di casa fischiettandone la melodia. Era la prima domenica di giugno ma non c’era il sole e brutte nubi scure sorvolavano il cielo di Cremona. Era presto ma la sveglia era già suonata, avevo un appuntamento importante quel giorno. Avevo un appuntamento con la storia. Come nelle migliori favole, a cui non credevo dalla prima...

Ablish Chablis #2. Carte

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Il mago è comodamente seduto su una delle poltrone del locale, davanti ha un bicchiere di grog e le sue cinque carte, è indeciso su quale usare, ma sa che la sua scelta sarà poco influente sul risultato complessivo. Scoprirà se è stata la carta giusta solo a notte inoltrata, quando si alzerà dalla poltrona, un po’ più felice o un po’ più triste. Quindi ne sceglie due, appoggia la prima sul tavolo e prepara la seconda, che giocherà appena dopo, guarda le facce degli altri partecipanti per avere un riscontro dalle loro espressioni, ma non riesce a cogliere nessuna emozione, tutti i maghi sono poco decifrabili. Nell’attesa della sua...

L’episodio

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Gli sportivi, quelli veri, apprezzano il gesto atletico e la performance dell’atleta, mentre quelli come me, che sono tifosi, apprezzano ben altre loro qualità. Con queste premesse, come non innamorarsi di Alviero Chiorri quando arrivò a giocare all’ombra del Torrazzo? Mise piede in città nell’estate del 1984, proveniente dalla sponda blucerchiata di Genova, quella che stava cercando di diventare una grande squadra e che preferì il giovane Vialli al talentuoso Chiorri, troppo scomodo per una squadra che aspirava al gotha del calcio nazionale. Ve lo vedete voi un club con tali ambizioni schierare uno che da ragazzo, tra i mondiali...

Ablish Chablis #1. Passeggiata

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Marco e il mago stanno passeggiando per strada, sanno che tra poco dovranno tornare sui loro passi e incamminarsi verso le proprie case. Marco prenderà la scalinata che porta al piazzale sottostante e da lì camminerà fino alla piccola casetta rossa a fianco della tabaccheria; al mago invece basteranno tre passi per arrivare davanti al suo portone, appoggerà la sua borsa, cercherà nella tunica le chiavi di casa e in pochi minuti sarà seduto sulla sua poltrona per sistemare borsa, scarpe e cappello. Ma non è ancora il momento. Sono passati giorni da quando si sono visti l’ultima volta e Marco ha ancora tanto da raccontare, del suo...

Corona 28. A.D. 2020

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Minchia che mal di testa, che vino di merda, che vino di merda!!! Sicura che non dipenda dal fatto che una bottiglia te la sei bevuta praticamente da sola? Che mal di te… Ma tu chi sei? Chi? Tu che parli, chi sei? Chi sono chi? Tu… Oh!!! In questa stanza c’è troppa gente! Non urlare, sei qui da sola… Allora chi parla? Son qui… Qui dove, non vedo nessuno… Qui dietro… Ma dietro a chi? Dietro di te, sei da sola! … Adesso, a ore 12. Ma sono le nove… Ore 12, come nei film, vuol dire davanti a te. Davanti a me ora ho la libreria. Giustappunto… E sulla libreria non c’è nessuno. Difatti io non sono qualcuno, ma sono qui ugualmente! La...

Ciao Mister

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Ciao Mister. Forse non lo sai, ma tu hai regalato delle gioie immense a un’intera generazione di tifosi grigiorossi. Sei arrivato in punta di piedi nell’estate del 1992, portando in dote l’ennesima tacca su un palmarès di tutto rispetto. Eravamo una piazza stanca di quel continuo saliscendi dalla cadetteria alla massima serie – e rassegnata a ripeterlo in eterno, come un moto perpetuo – e tu invece ci regalasti tre anni di gloria. L’inizio non fu dei migliori: fuori dalla coppa al primo turno contro una squadra di Serie C e quattro sberle alla prima di campionato in terra romagnola. Poi di colpo, così, tirasti fuori dal cilindro...

Incipit. Anno 2018

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È vero. Sono io che parlo con Hermes attraverso le sue applicazioni scrupolosamente scaricate sul cellulare. È vero. Sono io che gli dico dove c’è neve, quando è meglio stare in casa, quando Veronica è in ovulazione per cui “attento al merlo”; se c’è chi sta importunando la gatta, se in rifugio ci sarà il gulasch per cui è consono tenersi la voglia oppure muoverla altrove. È vero. Antonella lo sostiene ironica, ma è vero. Sono io che parlo a Hermes, perché Hermes mi piace molto. Combatte la frustrazione di una vita greve, nella quale per la maggior parte del tempo sente il peso e vorrebbe scuoiarsi rivestendosi di altra pelle...

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Daniele Conca

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non c'è spazio a sufficienza per scrivere tutto.

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