La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

CategoriaEsperienze

Meda non esiste

M

La stagione 2002/03 vede la gloriosa Unione Sportiva Cremonese affrontare il terzo campionato di Serie C2. La rovinosa discesa negli inferi del calcio semiprofessionistico italiano non è diventata una toccata e fuga, non è stato un salto nel vuoto per toccare il fondo e risalire, ma sta rischiando di diventare un doppio fondo. Si pensava che una società con un certo blasone sarebbe immediatamente risalita verso un calcio meno umiliante, e invece si è impantanata nel fango dei campi sportivi comunali. Ma tutto ciò non scalfisce l’indomabile fede del popolo grigiorosso che ogni anno si ripresenta sugli spalti per sostenere la...

Sex, drugs and football

S

Vi ricordate i Super Furry Animals? Erano un gruppo gallese di Cardiff, uscito alla ribalta a metà anni Novanta sfruttando l’onda lunga del brit pop. Di loro ricordo due cose: il nome e la copertina di un singolo tratto dal primo album, del 1996. Non ricordo neanche una loro canzone: non me ne vogliano, ma sinceramente il brit pop non mi ha mai appassionato. La copertina mi restò in mente perché vi appariva un calciatore che mostrava indice e medio a un avversario – per i non esperti di cultura britannica, è il nostro dito medio – e perché il giocatore sembrava una rockstar. Capello lungo, basettone e faccia da fottuto rocker anni...

La prima volta fa sempre male

L

A più di due anni dal mio esordio allo Zini arriva finalmente il giorno del debutto in curva, quella vera, in mezzo, dietro la porta, dove si sta in piedi e si canta novanta minuti, non quella ai lati, dove si sta seduti e ci si alza solo per applaudire al gol. La partita scelta è Cremonese-Pescara, 11 marzo 1984. Mancano sei mesi al mio tredicesimo compleanno, è giunto il momento di staccarsi dal cordone ombelicale grigiorosso dello zio e lanciarmi nella mischia con i miei soci. Appuntamento all’una davanti al Bar Manila di via Persico, lontano dagli occhi indiscreti che ci sono davanti all’ingresso: dobbiamo dividerci i fumogeni...

Il negozio di dischi

I

Il sabato pomeriggio era dedicato al pellegrinaggio al negozio di dischi di via Anguissola, che si chiamava Alabama. Adolescenti ribelli in cerca di musica per orecchie avide di rivolta. Fluida chioma al vento, berretto da baseball al contrario (prima di Jovanotti) e jeans sdruciti, giubbo con spille e toppe e le immancabili scarpe da ginnastica alte, rigorosamente Adidas. C’era una coppia a gestirlo, lui perennemente in jeans, camicia a scacchettoni (prima del grunge) e Clarks. Lei uguale, solo che al posto della camicia sfoggiava maglioni peruviani d’inverno e kurta indiani d’estate. C’era un bel clima, in quel negozio: gente che...

Andrea

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Tus lavorava come barista presso il Circolo Arci di via Speciano. Mi piaceva quel posto, anche se non ci andavo quasi mai. Qualche concerto e nient’altro, ma si respirava una bella aria. Era il 1995 e il 4 luglio di quell’anno maturai come ragioniere. Mio padre prestava servizio al Festival Provinciale de L’Unità e una sera, mentre lo stavo accompagnando allo stand, si ferma davanti alla birreria e mi indica due ragazzi appoggiati al banco. Mi avvicino e saluto. Beppe, sangue Zaist, lo conosco da anni, è il Presidente di Arcipelago e mi presenta l’altro tipo, Gigi. Li incontro per propormi come barista al posto di Tus; dopo due...

La più bella partita mai vista

L

Vi è mai capitato di andare allo stadio e non vedere la partita? Ma non una partita qualsiasi, una partita di quelle che entrano nella storia. A me è capitato, come è capitato che una pianta secolare decidesse di suicidarsi abbattendosi sopra la mia macchina e commettendo un macchinicidio, ma questa è un’altra storia. Nel giugno del 1982 ero un bimbetto che stava per affrontare gli esami di quinta elementare, ma domenica 5 avevo altro a cui pensare, perché la Cremo stava volando verso la Serie A ed era la prima volta che lo faceva. La partita era Cremonese-Bologna e, oltre alla promozione in A per i grigiorossi, c’era anche in...

Finalmente

F

La mattina di domenica 20 dicembre 1981 si palesò davanti a me con un raggio di sole che filtrava tra le ante. Era un bel periodo per me. Facevo la quinta elementare con un profitto tale da rendermi immune da rimproveri genitoriali, le vacanze natalizie erano dietro l’angolo e avevo passato il pomeriggio di sabato a giocare a pallone con gli amici e la sera in compagnia dei miei, alla tombola che il bar sotto casa organizzava nei mesi invernali. Quando le aprii mi trovai davanti una distesa di tetti ricoperti di brina. Faceva un freddo pazzesco ma questo non mi avrebbe impedito di attuare il mio piano, convincere mio padre ad...

Conosco un tipo strano…

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Rock ‘N’ Roll Robot di Alberto Camerini era una hit del 1981, ma a Cremona la gente la cantava ancora nel 1984, con un testo rivisitato e adattato alla realtà cittadina. «Conosco un tipo strano / Vedrai ti piacerà / Si chiama Emiliano / Ci porta in Serie A». Mi svegliai con quelle parole nella testa e uscii di casa fischiettandone la melodia. Era la prima domenica di giugno ma non c’era il sole e brutte nubi scure sorvolavano il cielo di Cremona. Era presto ma la sveglia era già suonata, avevo un appuntamento importante quel giorno. Avevo un appuntamento con la storia. Come nelle migliori favole, a cui non credevo dalla prima...

L’episodio

L

Gli sportivi, quelli veri, apprezzano il gesto atletico e la performance dell’atleta, mentre quelli come me, che sono tifosi, apprezzano ben altre loro qualità. Con queste premesse, come non innamorarsi di Alviero Chiorri quando arrivò a giocare all’ombra del Torrazzo? Mise piede in città nell’estate del 1984, proveniente dalla sponda blucerchiata di Genova, quella che stava cercando di diventare una grande squadra e che preferì il giovane Vialli al talentuoso Chiorri, troppo scomodo per una squadra che aspirava al gotha del calcio nazionale. Ve lo vedete voi un club con tali ambizioni schierare uno che da ragazzo, tra i mondiali...

Ore 6: caffè & metano

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In piedi alle 6. Stamattina mi sono svegliato con la schiena che gridava vendetta a tutto l’Olimpo, le spalle disarticolate e gli addominali non pervenuti. Forever young ’sto cazzo. Che poi, “svegliato”… Diciamo che il mio involucro esterno si è messo in moto, in qualche maniera. Per evitare di addormentarmi con la faccia sul clacson ai 150 all’ora, ho dovuto giocare il jolly “caffè dal metanaio”. Ora, dovete sapere che il bar del metanaio fonda le sue fortune sul fatto che una delle due bariste fa il caffè praticamente nuda. (La Barista Nuda ha una collega: la Barista Vestita.) Ciò rende il bar del metanaio una specie di country...

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Daniele Conca

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