La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

Sandman. Preludi e notturni

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Neil Gaiman The Sandman Preludi e notturni I
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Published: 3/10/1999

Attenzione: gli spoiler sono molti, quasi un riassunto.

Pur non trattandosi di un’opera letteraria in senso stretto, più volte la serie capolavoro Sandman, scritta da Neil Gaiman, è stata annoverata tra le migliori saghe che la letteratura contemporanea abbia presentato e, a mio modesto parere, non a torto.
Sandman è un vecchio personaggio della DC Comics (Batman e Superman, tanto per capirci) degli anni Trenta e ripreso successivamente negli anni Settanta in versione alquanto psichedelica (e ridicola?), che è rientrato in un progetto di rinnovamento quando la DC ha deciso di aprire un’etichetta suggested for mature readers (il che non vuol dire hot) dal nome Vertigo, tra le cui serie ricordiamo tra quelle pubblicate in Italia abbastanza regolarmente: Hellblazer e Shade.
Dunque la DC aveva questo scrittore (Gaiman) a cui affidare un lavoro e gli propose di scegliere un personaggio qualunque da rivitalizzare… La scelta di Gaiman ricadde su Sandman, con la clausola di poter reinventare completamente a proprio piacimento il personaggio, in collaborazione con Sam Kieth e Mike Dringenberg.
Come sempre dichiarato dal suo autore, Sandman è una serie regolare terminata inequivocabilmente con il nº 75 (con alcuni spin-off aggiuntivi), che in Italia ha avuto, come si conviene alle opere di valore, vita abbastanza travagliata: inizia a essere pubblicata sulla rivista contenitore Horror (due numeri) della Comic Art, per poi passare a DC Comics Presents (tredici numeri) e a Sandman (dodici numeri), un contenitore e un monografico sempre della Comic Art, quindi a Il Corvo Presenta (cinque numeri) della General/Magic Press.
Bibliografia italiana incompleta, dunque. Fortunatamente negli Stati Uniti l’intera serie è stata raccolta in volumi, stampati in Italia dalla Magic Press, di cui Sandman. Preludi e notturni è appunto il primo.
L’unica cosa che, a detta di Gaiman, occorre sapere è che ci sono sette entità che non sono Dei, che sono esistiti prima che l’umanità abbia mai sognato gli dei e che esisteranno dopo la morte dell’ultimo Dio. Essi sono chiamati gli Eterni e sono: Destino, Morte, Sogno, Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio.
Dopo questa lunga ma necessaria introduzione, veniamo al contenuto di Preludi e notturni, il primo volume, che raccoglie i numeri dall’1 all’8 della serie regolare.
Nel 1918, un potente stregone (di gran lunga più potente di Aleister Crowley) della vecchia Inghilterra, di nome Roderick Burgess, attraverso un rito magico tenta di imprigionare uno dei sette Eterni, il più importante, Morte, ma qualcosa va storto e come riconosciuto dallo stesso Burgess («No. Non è la Morte, abbiamo sbagliato. Va’ all’inferno!») è un altro dei sette, ma quale? Solo il figlio Alex Burgess capirà che si tratta di Sogno, ma non sapendo che farsene i Burgess continueranno a tenerlo imprigionato.
Mentre il Signore dei Sogni è imprigionato in una campana di vetro, nel mondo si diffonde una strana forma di letargia in cui cadono decine di persone, tra cui è bene ricordare per il seguito Unity Kinkaid.
Passano gli anni (70) finché, dopo la morte di Burgess sostituito dal figlio, approfittando del sogno di uno dei suoi carcerieri, Morfeo riesce a liberarsi dalla sua prigione di vetro e, dopo aver condannato Alex Burgess a una vita di soli incubi e consentito il risveglio di tutti i dormienti sparsi nel mondo, parte alla ricerca dei suoi tre strumenti del potere, che gli erano stati rubati e venduti da Burgess: un elmo, un sacchetto di sabbia e un rubino.
Tornato nel suo regno, Sogno lo ritrova semidistrutto e abbandonato, abitato solo da Lucien, il suo bibliotecario dei sogni, e Caino e Abele, custodi dei Misteri e dei Segreti, dove le Parche gli rivelano che l’elmo è in mano a un demone dell’inferno, il sacchetto a John Constantine e il rubino alla Justice League (una corporazione di supereroi della DC, questi toccava metterceli, evidentemente).
Il primo a essere recuperato è il sacchetto di sabbia, grazie all’aiuto di Constantine (più noto come Hellblazer), il quale l’aveva regalato a una sua ex, che, praticamente assuefatta ai sogni che il sacchetto provocava come a una droga, si era rinchiusa in casa vivendo solo di quello, fino a consumarsi e praticamente morire.
L’elmo viene recuperato con molta più difficoltà: sceso all’inferno, Morfeo, grazie a Lucifero, scopre che l’elmo è in mano a Choronzon, duca dell’ottavo girone. Sogno è costretto ad affrontare Choronzon in una singolare sfida (una sorta di “e io uno più di te”) per poter riottenere lo strumento del suo potere, ma, una volta vinta la sfida, Lucifero non intende lasciare andare via dall’inferno Sogno e questi, con arguzia, riesce a umiliarlo e ad andarsene indisturbato.
Lucifero giura di distruggerlo.
L’ultimo elemento è il rubino solare, ma è stato sottratto ai supereroi della Justice League da uno psicopatico (il Dottor Destino), John Dee, evaso dal manicomio criminale di Arkham (quello dove sono finiscono reclusi tutti i nemici di Batman: il Joker, lo Spaventapasseri e via dicendo).
Dopo essere entrato in possesso del rubino, Dee si reca in uno di quei locali tipici americani, tipo fast food, dove troviamo l’inserviente di turno, Judy, una lesbica, un giovane, una coppia sposata e un vedovo (la cui moglie è morta in un incidente dove era alla guida ubriaco). Il tutto ha un’atmosfera tranquilla e ovattata. Poi Dee comincia a utilizzare il rubino. Nessuno può consciamente andarsene dal fast food e, mentre alla televisione, in un programma per bambini, l’attore che indossa il pupazzo Dino sul braccio taglia la testa al dinosauro (e con essa la propria mano), gli avventori del locale iniziano a sognare, dopodiché a mutilarsi, fare l’amore e uccidersi reciprocamente fino a quando nel locale sono tutti orribilmente morti.
A questo punto Sogno trova il Dottor Dee, e per poter recuperare il rubino, pur essendo debole, lo costringe a inseguirlo nella Terra del Sogno, dove, con uno stratagemma, riesce a rientrarne in possesso.
Nel pieno dei suoi poteri, Sogno concede all’intera umanità una notte serena.
Questo è a grandi linee quanto accade in Preludi e notturni, ma la descrizione, pur sembrando più che esauriente, è nulla in confronto a ciò che è realmente l’opera, i dialoghi e i disegni, che, nonostante il tratto di Kieth (famoso per alcuni lavori su Wolverine e The Maxx) dia un’aria tipica da fumetti pulp-horror, rende questo “pilota” una delle migliori presentazioni possibili per una serie a fumetti.
Quanto è ovvio è invece il crescendo di qualità, che raggiunge il culmine nella pazzia di Dee e nel delirio che provoca nel fast food, in alcune scene che hanno una tale forza da sembrare cinematografiche, e la maestria di come tutto è integrato nel mondo di Sandman, da Constantine ai supereroi, da Lucifero e i demoni agli avventori di un fast food.
Avete voglia di leggere un fumetto? Leggete Sandman. Avete voglia di leggere un libro? Leggete Sandman. Anche se Preludi e notturni non è il miglior capitolo di Sandman e non è essenziale, se non per alcuni particolari che ho citato per il prosieguo della storia, vale la pena di procurarselo, perché il suo otto vale un dieci per qualsiasi altro fumetto.

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Daniele Conca

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