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Poesie

P

Un cane

U

Vorrei un cane,
per parlarci di giorno
e uscirci la sera.
Un cane che sappia:
parlare,
ridere e fumare…fffffumare.
E magari sappia anche cambiare canale alla televisione!
Sono pazzo? Soonoo paazzzo?
No.
Mi piace sognare, ridere e scherzare,
ma non guardare il calcio in televisione…
per questo vorrei, che sapesse cambiare canale.
Sì! Lo vorrei proprio sotto l’albero di Natale!
E se per caso…..
Se ne va in bagno col giornale.

I cipressi si pettinavano al vento

I

I cipressi si pettinavano al vento
nutriti dalle lacrime dei passanti.
Una madre accompagnava il figlio
tra le nebbie dell’autunno,
tra le ceneri non credenti
soffiate a boccate spesse,
da un camino solitario.
La donna lasciava brillanti d’amore,
tra le foglie rastrellate a noia.
Il corteo si fermò,
ma i cipressi…
continuavano a pettinarsi nel vento.

Da quando Margot non è più Margot

D

Passo dopo passo
l’imperscrutabile assenza del sentirmi vivo,
mi violenta l’odierno.
Dov’è Margot
dai piedi nudi e i capelli ramati appesi al vento?
Raccoglie la follia nella pioggia,
intrecciandone visioni autunnali.
Quanto hai pianto Margot,
sul mio petto, con le foglie rosse tra le mani secche…
bagnate da un addio,
sciolto come il tuo profumo tra le lenzuola.
Non ho che te Margot
e tu sei sola nel tuo mondo,
in cui anch’io ho perso il volto.

HOMO SAPIENS SAPIENS

H

Il primo della catena fosti tu, qualcuno ti chiamò australopithecus afarensis. Vivevi senza pensieri nelle savane dell’Africa centrale ti cibavi di bacche e dormivi nell’erba. di una casa non avevi bisogno. Eh perdio! La liberta non ha un prezzo. Combattevi con pietre grezze. Poi arrivasti tu, homo abilis; Fu il Kenya settentriona1e la tua terra natale ma con l’aiuto di utensili semplici conquistasti l’Europa e l’Asia. Bravo! Non è da tutti colonizzare meta del mondo con pietre semiavorate e bastoni. Arrivasti lì che eri già erectus. Nella valle di Neander in Germania perfezionavi la tecn1ca aggiungevi...

Le Mongolfiere

L

Anche in questa domenica d’autunno e sole molte cose avrei da dirti. Senza il coraggi0 o la forza di dirti ciò che è importante potrei telefonare a te poco lontana per dirti solo di guardare in cielo passare le mongolfiere. Anche se non ho più l’età le cose importanti preferisco rimandarle a domani. Guarda, bella, dalla tua finestra mongolfiere come acini d’uva consumati sul piatto d’argento d’una quiete festiva. Ti chiederei soltanto di non rispondere al mio stupore di bambino con alcuna parola umana né di passare da me per un lungo o furtivo atto d’amore per oggi soltanto voglio restare solo...

Brandy (L’ora di geografia)

B

– Tra tutte le disgrazie che il Lord vi può mandare la più grande è che il mare s’innamori di voi – Così dicevo dall’alto della cattedra senza mai pontificare e io ti ascoltavo trasognata (eri calmo, quasi bello e perdonami se ti do del Tu) In cortile un cockerino ad aspettarti con affetto per nulla esasperato Molti anni dopo fra le palme e le scimmie di un’esotica spiaggia sperduta in uno staterello dell’Asia sudorientale Vidi il mare innamorarsi di noi bagnanti ti pensai e salvai gli altri e me e compresi che la scienza non sempre è strumento di morte Son passati vent’anni e ancora ti...

Daniele Conca

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