LIBER

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Ultimi scritti

Ore 6: caffè&metano

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In piedi alle 6. Stamattina mi sono svegliato con la schiena che gridava vendetta a tutto l’Olimpo, le spalle disarticolate e gli addominali non pervenuti. Forever young stocazzo Che poi, “svegliato”…. Diciamo che il mio involucro esterno si è messo in moto, in qualche maniera. Per evitare di addormentarmi con la faccia sul clacson ai 150 all’ora, ho dovuto giocare il jolly “Caffè Dal Metanaio” Ora, dovete sapere che il bar del metanaio, fonda le sue fortune sul fatto che una delle due bariste faccia il caffè praticamente nuda. (la barista nuda ha una collega: la barista vestita) Ciò rende il bar del metanaio una specie di country...

Una notte pulp a Den Haag

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Ieri pomeriggio avevo deciso di indossare la mia minigonna nera, fatto alquanto raro, perché oramai mi vesto sempre nel reame degli strascichi lunghi e ampi. Ma ieri, con una bruschezza che si autoconcludeva su di me e sul mio abito, avevo deciso di ritagliarmi uno spazio per qualcosa di corto e scuro. Qualcun altro ieri si sarebbe rasato i lati della testa, se avesse avuto il mio umore (il quale non era niente di così particolare: solo, più voglia di starmene sulle mie e incrostare appena la pelle che mi separa dagli altri, al posto del mio attuale costante tentativo di discioglierla). Comunque, io la mia chioma non la amputo di...

Cremonapalloza Team Vs La Compa Team

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TURBORIASSUNTO DELLO SCONTRO EPICO DEL 17/07/06 DENOMINATO ‘SFIDA INFERNALE’ O ANCHE ‘IL GIORNO IN CUI FLO NON REAGÌ!’ Terreno di gara Area Le Pleiadi in zona San Rocco, Italia del nord. Terreno in buone condizioni in quanto finto, clima assurdo! Spettatori 13, paganti 1 (Kappo). Formazioni (1 portiere più 4, più due cambi) Cremonapalloza Team (divisa bianca): Sienanza (Siena); Jami (Jami); Tyler Durden (Ale); Skate (Sam); Dipsomaniac (Bino); Sg (Sg); Viciousburger (Baby). La Compa Team (divisa nera): Teo (il Bisonte); Bruce (Se_Pang); Ruffolinodiminchia (Ruffo); Flower (l’Albino); Cizzu (Lagna); Ra...

Un cane

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Vorrei un cane,
per parlarci di giorno
e uscirci la sera.
Un cane che sappia:
parlare,
ridere e fumare…fffffumare.
E magari sappia anche cambiare canale alla televisione!
Sono pazzo? Soonoo paazzzo?
No.
Mi piace sognare, ridere e scherzare,
ma non guardare il calcio in televisione…
per questo vorrei, che sapesse cambiare canale.
Sì! Lo vorrei proprio sotto l’albero di Natale!
E se per caso…..
Se ne va in bagno col giornale.

I cipressi si pettinavano al vento

I

I cipressi si pettinavano al vento
nutriti dalle lacrime dei passanti.
Una madre accompagnava il figlio
tra le nebbie dell’autunno,
tra le ceneri non credenti
soffiate a boccate spesse,
da un camino solitario.
La donna lasciava brillanti d’amore,
tra le foglie rastrellate a noia.
Il corteo si fermò,
ma i cipressi…
continuavano a pettinarsi nel vento.

Da quando Margot non è più Margot

D

Passo dopo passo
l’imperscrutabile assenza del sentirmi vivo,
mi violenta l’odierno.
Dov’è Margot
dai piedi nudi e i capelli ramati appesi al vento?
Raccoglie la follia nella pioggia,
intrecciandone visioni autunnali.
Quanto hai pianto Margot,
sul mio petto, con le foglie rosse tra le mani secche…
bagnate da un addio,
sciolto come il tuo profumo tra le lenzuola.
Non ho che te Margot
e tu sei sola nel tuo mondo,
in cui anch’io ho perso il volto.

Vita di Maro

V

Un giorno naque (sì, proprio “naque”, senza la “c”) un bambino. Appena uscito dal pancione di sua madre cominciò a ridere, anziché piangere. Tutti compresero immediatamente che si trattava di un fatto strano; solo uno non capì, perché era scemo. L’imberbe e ridente essere fu accolto da un coro di «QQQQQQQQQQ», tanto stupore suscitò. La madre Ardua e il padre Ronco diedero al neonato il nome di Maro, perché erano indecisi tra Marco e Mario; dopotutto, Marcio, come nome, non è il massimo (Marico non venne neppure preso in considerazione) e, si sa, togliere è sempre meglio che aggiungere. Un anno dopo la...

Lo specchio di Itzamà

L

Francisco Tucumàn aveva trascorso gli ultimi vent’anni della sua vita in stato vegetativo presso l’ospedale psichiatrico di Millwood, dopo essere stato rinvenuto in una foresta in Messico, dove stava compiendo delle ricerche. In passato era stato professore ordinario di Storia delle Religioni presso la Cornell University (lo conobbi là). Da anni mi recavo periodicamente a fargli visita; lui se ne stava tutto il giorno nel letto, con gli occhi sbarrati,  o sguardo assente e un’espressione che solo ora riesco a decifrare. La notizia della sua morte mi spaventò, in fondo aveva solo cinquant’anni. Il funerale si...

Il punto e la virgola

I

Era il 1924 quando Jakob Hirsch, uno scrittore ebreo di grande talento, concluse il suo ultimo libro intitolato La vita secondo Emile, una biografia del suo grande amico Emile Dukas, poeta francese, nato nel 1890 e morto al fronte durante la Prima Guerra Mondiale mentre prestava servizio come autista di ambulanza. Nell’ultima frase c’erano un punto e una virgola. Non si erano mai incontrati; prima di allora quel punto terminava una poesia su una copia tascabile della settima edizione di Foglie d’erba di Walt Whitman e la virgola spezzava una lunga frase in un testo di economia domestica per istituti femminili...

Daniele Conca

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