La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

Liber

Che cos’è Liber? Liber è un supporto digitale (o cartaceo) per la lettura e per la scrittura. Ci si possono scrivere o leggere cose belle. O brutte. È un nuovo spazio di Cremonapalloza in cui le persone condividono idee e storie che superano i 140 caratteri e non si rivolgono solo agli amici. È progettato per testi di ogni tipo e può essere usato da tutti: dagli scrittori ai giornalisti, dagli studenti ai cuochi dilettanti. È semplice, bello, collaborativo e ti aiuta a trovare un pubblico per qualsiasi cosa tu abbia da dire

La libertà non è uno spazio libero.
Libertà è partecipazione.

Ultimi scritti

Il derby

I

Stava partendo, il treno che ci avrebbe portato al derby stava partendo. La metà dei presenti non era ancora nata quando si era giocato l’ultimo, e l’altra metà era troppo piccola fin per farsi le seghe. Qualche vecchio che ha fatto il derby c’è, la maggior parte di loro non viene più. Non si sono mai abituati al nuovo modo di andare allo stadio e si vedono raramente sui gradoni, ma l’odio verso i cugini l’han tenuto vivo, tramandandolo alle nuove generazioni. Troppa merda per noi negli ultimi vent’anni. Troppa gloria per loro negli ultimi vent’anni. Siamo carichi e sappiamo che anche loro lo sono, ce l’han fatto capire un paio di...

Macchie

M

Ogni sera e ogni giorno incontro Snicio o Micioopy. Lo trovo sempre in Piazza Roma, dalle parti del Filo. Mi vede e mi viene incontro miagolante con la sua coda nera, ritta come antenna, quelle delle nostre radio captano musica, la sua i croccantini. Nella mia borsa tengo di tutto, tra cui un sacchetto che contiene un lungo spago marroncino, per giocare con gli eventuali felini, e, in una busta sigillata, appunto, qualche croccantino. Manco a dirlo, dopo averglieli dati la prima volta, siamo diventati amiconi. «Ciao Micio! Come stai?». «Miao, croccantini». «Tame te set bel!». «Croccantini». «Eh, proprio come la vita, tante domande...

Corona 17. Dissidenti

C

Con gli amici ci si dà appuntamento la domenica mattina in edicola, in un’edicola che possa essere facilmente raggiungibile tramite una valevole scusa per tutti. WhatsApp, chat di gruppo n. 1459: «Si va davanti a Zara». Per me è perfetto perché ho già in mente come sfangarla: «L’unica banca che ho vicina è quella in Duomo», e Zara è appena dietro. Se mi fermano all’andata, «Sto andando a far bancomat per la settimana, non posso pagare con il bancomat le sigarette, la frutta sotto casa e il pane dalla signora dietro l’angolo». E se mi fermano al ritorno avrò anche i giornali sottobraccio. «Ma signora, poteva andare nell’edicola a...

Sassi

S

E quella volta che ci siamo costruiti una spiaggia di sassi? Era la nostra prima volta e già sapevamo che ci sarebbe andato bene qualsiasi mare, purché non fosse troppo lontano. Partimmo all’una di notte, decidendo che sarebbe stata la spiaggia il nostro letto. Sacco a pelo e sassi. Arrivammo che era ancora notte con più voglia di far baracca che di dormire. Non avevamo valutato ci potesse essere l’alta marea e quando trovammo un piccolo spazio asciutto era già quasi mattina. Alla fine due ore intense di sonno non ce le levò nessuno. Arrivare al bar per la colazione fu invece durissima. In mezzo a donne pronte per la messa...

Corona 4. Le cose stese

C

Nulla al mondo surclasserà mai l’importanza che per me hanno le cose stese… Cioè, alt, fondamentale è tutta la procedura, che inizia dallo smistamento dei panni, dai colorati, ai bianchi, ai grigi, ai beige che di solito vanno con i bianchi perché non ho mai abbastanza bianchi da lavare. La stessa importanza la ricopre la cesta per il bucato cui la biancheria viene portata allo stendino, che sia il verticale in casa, l’orizzontale da calorifero o la terrazza sul Torrazzo. La cesta dev’essere bianca, senza se e senza ma, dev’essere bianca perché le cose pulite è giusto che si posino nella cesta bianca, candida, con quel sentore di...

Dialogo

D

Una volta pensavo che il mio frigorifero parlasse. Poi il pensiero, seppur accennato, è diventato realtà, perché sì, ora ne ho la certezza, il mio frigo, come tutti gli elettrodomestici, parla. Me ne sono accorta quando anch’io ho cominciato a parlare con lui: un giorno abbiamo intrapreso una conversazione, poi trasformatasi in vera e propria discussione, in quanto lui, carogna ingrata, sosteneva: a) che il peso di Morgan fosse eccessivo solo per il fatto che viene da lui “forzatamente” ospitato sotto forma di stampa sorretta da calamita a gatto; b) che la sua “musica” fosse difficilmente capibile per un elettrodomestico e così...

Il cappellaccio dell’inganno

I

Questa è la storia di un uomo qualsiasi. Un uomo colto ma umile, troppo umile, incapace di farsi valere e quindi oggetto di continui scherzi e umiliazioni da parte della gente che lo circondava. Quest’uomo aveva preso una fregatura quando acquistò la casa, perché gliela vendettero a quasi il doppio del suo valore, quando acquistò l’auto, perché gli dissero che era usato sicuro, in realtà era stata incidentata e quindi sbandava tutta verso destra, un uomo, insomma, circuibile da chiunque, persino sul lavoro. Infatti, lavorando in un ufficio statale, era preda, ogni giorno, di scherzi da parte dei colleghi e supersfruttamento da...

Il bambino con la cresta

I

Una decina d’anni fa incontro casualmente una coppia di amici che non vedevo da tempo. Per un motivo o per l’altro ci siamo persi di vista, ma incontrarli fa sempre piacere e riusciamo a condensare in pochi minuti il resoconto di mesi in sospeso. Io fresco genitore di un bimbo che ha iniziato l’avventura scolastica della materna, loro con un figlio ormai alle medie. Mi raccontano di un compagno di classe di Marco che frequenta i concerti punk e sfoggia un mohicano da vero punk con tanto di catena e lucchetto al collo. La paternità non mi concede più il tempo necessario per andare ai concerti come una volta e non so chi possa essere...

15 agosto 1979

1

Non ricordo che giorno fosse il 15 agosto del 1979, né che tempo c’era e se il caldo fosse stato clemente con noi popolo della buca padana. Non ricordo se avevo passato la giornata a casa o da qualche parte, ma sicuramente avevo passato il tempo a giocare. Avrei compiuto otto anni meno di un mese dopo e a quell’età, durante le vacanze estive, si passa la giornata a giocare. Ma ricordo bene che cosa successe nei giorni a venire. Non esistevano i cellulari: il telefono di casa, un enorme aggeggio della sip grigio, suonava in continuazione e quando non suonava, era perché mia mamma stava telefonando a qualcuno. Non esistevano le chat...

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Daniele Conca

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non c'è spazio a sufficienza per scrivere tutto.

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