La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

ArchivioMaggio 2020

Ablish Chablis #2. Carte

A

Il mago è comodamente seduto su una delle poltrone del locale, davanti ha un bicchiere di grog e le sue cinque carte, è indeciso su quale usare, ma sa che la sua scelta sarà poco influente sul risultato complessivo. Scoprirà se è stata la carta giusta solo a notte inoltrata, quando si alzerà dalla poltrona, un po’ più felice o un po’ più triste. Quindi ne sceglie due, appoggia la prima sul tavolo e prepara la seconda, che giocherà appena dopo, guarda le facce degli altri partecipanti per avere un riscontro dalle loro espressioni, ma non riesce a cogliere nessuna emozione, tutti i maghi sono poco decifrabili. Nell’attesa della sua...

L’episodio

L

Gli sportivi, quelli veri, apprezzano il gesto atletico e la performance dell’atleta, mentre quelli come me, che sono tifosi, apprezzano ben altre loro qualità. Con queste premesse, come non innamorarsi di Alviero Chiorri quando arrivò a giocare all’ombra del Torrazzo? Mise piede in città nell’estate del 1984, proveniente dalla sponda blucerchiata di Genova, quella che stava cercando di diventare una grande squadra e che preferì il giovane Vialli al talentuoso Chiorri, troppo scomodo per una squadra che aspirava al gotha del calcio nazionale. Ve lo vedete voi un club con tali ambizioni schierare uno che da ragazzo, tra i mondiali...

Ablish Chablis #1. Passeggiata

A

Marco e il mago stanno passeggiando per strada, sanno che tra poco dovranno tornare sui loro passi e incamminarsi verso le proprie case. Marco prenderà la scalinata che porta al piazzale sottostante e da lì camminerà fino alla piccola casetta rossa a fianco della tabaccheria; al mago invece basteranno tre passi per arrivare davanti al suo portone, appoggerà la sua borsa, cercherà nella tunica le chiavi di casa e in pochi minuti sarà seduto sulla sua poltrona per sistemare borsa, scarpe e cappello. Ma non è ancora il momento. Sono passati giorni da quando si sono visti l’ultima volta e Marco ha ancora tanto da raccontare, del suo...

Guida galattica per gli autostoppisti

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È difficile scrivere qualcosa che non sia già stato scritto intorno alla Guida galattica per gli autostoppisti, con cui Douglas Adams (1952-2001) si è conquistato un posto di rilievo nella storia della letteratura fantascientifica e umoristica – ma anche della narrativa tout court – di ogni tempo. Quel che è certo è che, se la «Trilogia più che completa in cinque parti», come si legge sulla stupenda copertina della nuova edizione reversibile, continua a vendere (tanto da essere ripubblicata, di tanto in tanto, in questa o quell’altra versione aggiornata o speciale) e a significare qualcosa per generazioni sempre nuove di lettrici e...

Corona 28. A.D. 2020

C

Minchia che mal di testa, che vino di merda, che vino di merda!!! Sicura che non dipenda dal fatto che una bottiglia te la sei bevuta praticamente da sola? Che mal di te… Ma tu chi sei? Chi? Tu che parli, chi sei? Chi sono chi? Tu… Oh!!! In questa stanza c’è troppa gente! Non urlare, sei qui da sola… Allora chi parla? Son qui… Qui dove, non vedo nessuno… Qui dietro… Ma dietro a chi? Dietro di te, sei da sola! … Adesso, a ore 12. Ma sono le nove… Ore 12, come nei film, vuol dire davanti a te. Davanti a me ora ho la libreria. Giustappunto… E sulla libreria non c’è nessuno. Difatti io non sono qualcuno, ma sono qui ugualmente! La...

Ciao Mister

C

Ciao Mister. Forse non lo sai, ma tu hai regalato delle gioie immense a un’intera generazione di tifosi grigiorossi. Sei arrivato in punta di piedi nell’estate del 1992, portando in dote l’ennesima tacca su un palmarès di tutto rispetto. Eravamo una piazza stanca di quel continuo saliscendi dalla cadetteria alla massima serie – e rassegnata a ripeterlo in eterno, come un moto perpetuo – e tu invece ci regalasti tre anni di gloria. L’inizio non fu dei migliori: fuori dalla coppa al primo turno contro una squadra di Serie C e quattro sberle alla prima di campionato in terra romagnola. Poi di colpo, così, tirasti fuori dal cilindro...

Incipit. Anno 2018

I

È vero. Sono io che parlo con Hermes attraverso le sue applicazioni scrupolosamente scaricate sul cellulare. È vero. Sono io che gli dico dove c’è neve, quando è meglio stare in casa, quando Veronica è in ovulazione per cui “attento al merlo”; se c’è chi sta importunando la gatta, se in rifugio ci sarà il gulasch per cui è consono tenersi la voglia oppure muoverla altrove. È vero. Antonella lo sostiene ironica, ma è vero. Sono io che parlo a Hermes, perché Hermes mi piace molto. Combatte la frustrazione di una vita greve, nella quale per la maggior parte del tempo sente il peso e vorrebbe scuoiarsi rivestendosi di altra pelle...

Una risata vi disseppellirà

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La leggerezza nella pratica filosofica «I nostri problemi sono troppo gravi per essere abbandonati allo spirito di serietà». Yves Citton¹ Abstract La filosofia è spesso percepita come un’attività “pesante”, connotata da argomenti seri e da un approccio pedante. L’analisi delle esperienze con l’Institut de Pratiques Philosophiques e con La Palestra della Scrittura offre lo spunto per trattare il tema della leggerezza nella consulenza filosofica, mostrando come questa possa essere al tempo stesso una caratteristica che connota la filosofia pratica rispetto alla filosofia accademica, uno strumento per rendere la consulenza più fluida...

Negazione – …Lo Spirito Continua…

N

Cremona, negli anni Ottanta, era una città metal. Si ascoltava metal, i gruppi locali (salvo qualche eccezione) suonavano metal e nei due negozi di dischi trovavi quasi solo quella musica. La musica era potente, veloce ed energica ma non capivo i testi, perché non conoscevo granché l’inglese e non comprendevo tutto questo interesse per maghi, mummie, faraoni, streghe, folletti e diavoli vari. Iniziai a ordinare dischi per corrispondenza e mi consigliarono i Negazione, gruppo hardcore torinese. Una botta pazzesca. Comprendevo e condividevo i testi e la musica mi strapiaceva. Veloce, diretta e diversa dal solito. Mi confrontavo con...

Incipit. Anno 2017

I

Appollaiato sulla pala del ventilatore lampadario, gli piaceva guardarmi nei diversi abbracci che mi decidevo di assecondare. Se avesse avuto la capacità poi di descriverli, di estrarre taccuino e penna, ieri sera avrebbe parlato di una danza quasi sincrona nell’allontanarsi di due persone distese a letto insieme, trovatesi lì quasi per caso, per una volontà che a guardarci bene, neppure si vede. Guardiamo un film? Volentieri. Ma facciamolo a letto… Tu sei lungo di gambe, il divano è proporzionato a gambe corte femminili. Lui che si spaventa e io che lo rassicuro dicendogli che non lo voglio scopare, o almeno non adesso, che...

La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

Daniele Conca

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non c'è spazio a sufficienza per scrivere tutto.

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