La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

Ablish Chablis #2. Carte

A

Il mago è comodamente seduto su una delle poltrone del locale, davanti ha un bicchiere di grog e le sue cinque carte, è indeciso su quale usare, ma sa che la sua scelta sarà poco influente sul risultato complessivo.
Scoprirà se è stata la carta giusta solo a notte inoltrata, quando si alzerà dalla poltrona, un po’ più felice o un po’ più triste.
Quindi ne sceglie due, appoggia la prima sul tavolo e prepara la seconda, che giocherà appena dopo, guarda le facce degli altri partecipanti per avere un riscontro dalle loro espressioni, ma non riesce a cogliere nessuna emozione, tutti i maghi sono poco decifrabili.

Nell’attesa della sua prossima mossa i pensieri vanno altrove.

Era passata una settimana da quando aveva salutato Marco, si sarebbero dovuti rivedere il giorno dopo ma l’amico era stato richiamato al lavoro ed era dovuto partire subito, la notte stessa.
Si erano sentiti con qualche messaggio vocale e gli aveva raccontato di aver rivisto la gatta siberiana dopo due giorni dal loro incontro.
Come la prima volta non l’aveva vista arrivare in modo chiaro; era appena uscito dal ristorante di pesce, aveva fatto uno, due passi e prima del terzo era comparsa alla sua sinistra, dietro la fioriera che c’era in strada.
Allora si era avvicinato, le aveva fatto una carezza e si era preparato per andarsene, ma Mimì l’aveva seguito, gli aveva dato qualche colpo con il musetto contro la tunica e lui si era lasciato convincere a portarle un po’ di pesce avanzato dal ristorante.
Quella gatta aveva qualcosa di simile a lui, non solo per la voglia di libertà di entrambi, ma sentiva che c’era qualcos’altro, qualcosa di magico.

Era di nuovo il momento di usare le carte.

Il mago questa volta si vuole concentrare, controlla qual è la situazione, gli effetti delle carte precedenti, i movimenti del corpo degli altri convenuti; decide di usare due delle carte rimanenti, definisce l’ordine, il modo e i tempi di utilizzo e completa la sua azione.

La serata è ormai giunta al termine e il mago inizia a preparare la borsa per tornare a casa, ripone la carta rimasta inutilizzata e gli appunti della serata in una tasca interna; poi estrae il cappello e il bastone da mago dal fondo della borsa e vi ripone il set di pipe, la borsa frigo e la tastiera musicale.
Stasera il mago è abbastanza stanco, la serata non è andata bene come sperava, e lui non ha voglia di fare passeggiate per tornare a casa, per fortuna la borsa è sempre molto leggera e in un battibaleno sarà arrivato.
Così saluta gli altri maghi e si prepara per i suoi tre passi: un passo, due passi… e al terzo passo si ritrova davanti al portone di casa.
In momenti come questi gli piacerebbe avere anche altre abilità, come quella del suo amico David, che riesce a fare salti alti cinque metri, per entrare direttamente dal balcone di casa, senza aspettare l’ascensore.
Arrivato in casa però non può mettersi subito a letto, il mago svuota la borsa e la prepara con il materiale per la gara del giorno dopo: una tavola da surf, la bicicletta e il sasso da curling.
Poi cade sul letto come un peso morto e sogna, riposa il suo corpo e la sua mente per la giornata impegnativa dell’indomani.
Buonanotte mago.

Questo breve racconto è parte di Ablish Chablis, una storia a puntate, inventata, di sera in sera, per una bambina di cinque anni, mia figlia.
In modo aperiodico riporterò qui la trasposizione del racconto, in differita; la versione originale si può ascoltare solo dal letto a castello, al primo piano.

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Lorenzo Bellini
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