La pubblicazione collettiva di Cremonapalloza

ArchivioOttobre 2020

Corona 17. Dissidenti

C

Con gli amici ci si dà appuntamento la domenica mattina in edicola, in un’edicola che possa essere facilmente raggiungibile tramite una valevole scusa per tutti. WhatsApp, chat di gruppo n. 1459: «Si va davanti a Zara». Per me è perfetto perché ho già in mente come sfangarla: «L’unica banca che ho vicina è quella in Duomo», e Zara è appena dietro. Se mi fermano all’andata, «Sto andando a far bancomat per la settimana, non posso pagare con il bancomat le sigarette, la frutta sotto casa e il pane dalla signora dietro l’angolo». E se mi fermano al ritorno avrò anche i giornali sottobraccio. «Ma signora, poteva andare nell’edicola a...

Sassi

S

E quella volta che ci siamo costruiti una spiaggia di sassi? Era la nostra prima volta e già sapevamo che ci sarebbe andato bene qualsiasi mare, purché non fosse troppo lontano. Partimmo all’una di notte, decidendo che sarebbe stata la spiaggia il nostro letto. Sacco a pelo e sassi. Arrivammo che era ancora notte con più voglia di far baracca che di dormire. Non avevamo valutato ci potesse essere l’alta marea e quando trovammo un piccolo spazio asciutto era già quasi mattina. Alla fine due ore intense di sonno non ce le levò nessuno. Arrivare al bar per la colazione fu invece durissima. In mezzo a donne pronte per la messa...

Corona 4. Le cose stese

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Nulla al mondo surclasserà mai l’importanza che per me hanno le cose stese… Cioè, alt, fondamentale è tutta la procedura, che inizia dallo smistamento dei panni, dai colorati, ai bianchi, ai grigi, ai beige che di solito vanno con i bianchi perché non ho mai abbastanza bianchi da lavare. La stessa importanza la ricopre la cesta per il bucato cui la biancheria viene portata allo stendino, che sia il verticale in casa, l’orizzontale da calorifero o la terrazza sul Torrazzo. La cesta dev’essere bianca, senza se e senza ma, dev’essere bianca perché le cose pulite è giusto che si posino nella cesta bianca, candida, con quel sentore di...

Dialogo

D

Una volta pensavo che il mio frigorifero parlasse. Poi il pensiero, seppur accennato, è diventato realtà, perché sì, ora ne ho la certezza, il mio frigo, come tutti gli elettrodomestici, parla. Me ne sono accorta quando anch’io ho cominciato a parlare con lui: un giorno abbiamo intrapreso una conversazione, poi trasformatasi in vera e propria discussione, in quanto lui, carogna ingrata, sosteneva: a) che il peso di Morgan fosse eccessivo solo per il fatto che viene da lui “forzatamente” ospitato sotto forma di stampa sorretta da calamita a gatto; b) che la sua “musica” fosse difficilmente capibile per un elettrodomestico e così...

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Daniele Conca

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non c'è spazio a sufficienza per scrivere tutto.

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