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Ricordo.Un cavalluccio in una bottiglia di acqua di plastica salata.Io appena bambino,a metà del mio inizio,per la prima volta impazzito di rabbia,urlo e piango rincorrendo schizzoide un bimbo colpevole di avermi battuto a qualche gioco idiota,mani potenzialmente assassine che tentano di afferrarlo,la voglia di sentire il suo respiro cessare,il cavalluccio che forse ci guarda odiandoci,odiandoci perchè è colpa nostra se lui sta lì dentro,colpa del nostro essere curiosi bambini crudeli,lui che resta dentro una bottiglia al posto di essere in mezzo al mare. Ricordo. Il pane che galleggia inzuppato d’acqua marina,il cavalluccio...

Pol

P

Cara maestra Blocchi neri schierati in disordine davanti a polizie e paramilitari,bottiglie molotov che volano,spranghe manganelli e coltelli che danzano,porte,negozi chiusi,scudi in plexiglass,passamontagna e telecamere,cassonetti incendiati,l’odore della rivolta che passa nell’aria,la rabbia,la frustrazione,l’insoddisfazione e lo schifo,la violenza che si scatena a senso alternato,la violenza che spacca facce e maschere,uniformi,sempre troppo uguali,fumo nero che sale al cielo di copertoni bruciati ed insulti. Sotto il sole oscurato mi guardi dritto negli occhi con il manganello quasi perpendicolare...

Pirace

P

Novembre,accecato Novembre,al servizio della nazione Novembre,delle cliniche per le malattie mentali. Ore di nebbia tra un sonno e l’altro,il nulla che mi dorme dentro. L’astratto desiderio di cose diverse,di sole,mare e pensieri leggeri Porte che si aprono,porte che sbattono,resto clamorosamente rinchiuso nella mia stanzetta,cocciuto,alzati novembre che sei l’ispiratore di ogni depressione,di ogni scontento,di tutte le battaglie,delle mie costernazioni.Sei il ricordo dei tempi migliori,buon vino rosso degustato piano,liquori alla frutta a dimenticare ciò che c’è già sfuggito di mano,le occasioni perse,mille...

Gommosi

G

(…è da immaginare ritmata,veloce,la voce narrante aumenta di volume a sottolineare l’ultima sillaba di ogni parola,vivaci bambolette che ti ballano nella testa ed urlano ed urlando ti chiamano…provi a raggiungerle e sbatti il naso per terra,una clamorosa caduta di stile,una clamorosa perdita di tempo) Luci radenti il suolo si sparpagliano e germinano in questa notte di pretese incantate il vetro della macchina appanna il mondo di fuori lo scardina dal reale il ghiaccio che lascia scivolare le ruote di corsa a godersi ancora un po’ di bambolette ubriache sexi ballano sbattendo forte il culo attillato luci...

Daniele Conca

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