Pubblicazione Collettiva targata Cremonapalloza
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Racconti Brevi

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Cremonapalloza Team Vs La Compa Team

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TURBORIASSUNTO DELLO SCONTRO EPICO DEL 17/07/06 DENOMINATO ‘SFIDA INFERNALE’ O ANCHE ‘IL GIORNO IN CUI FLO NON REAGÌ!’ Terreno di gara Area Le Pleiadi in zona San Rocco, Italia del nord. Terreno in buone condizioni in quanto finto, clima assurdo! Spettatori 13, paganti 1 (Kappo). Formazioni (1 portiere più 4, più due cambi) Cremonapalloza Team (divisa bianca): Sienanza (Siena); Jami (Jami); Tyler Durden (Ale); Skate (Sam); Dipsomaniac (Bino); Sg (Sg); Viciousburger (Baby). La Compa Team (divisa nera): Teo (il Bisonte); Bruce (Se_Pang); Ruffolinodiminchia (Ruffo); Flower (l’Albino); Cizzu (Lagna); Ra...

Santa Lucia

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Era uno dei giorni seguenti la Santa Lucia di uno dei primi anni cinquanta e come tutte le mattine dalle 7,30 (orario di partenza dei miei genitori per il lavoro) alle 9 in attesa che la Bisùula, la mia Scuola Elementare, aprisse i battenti ero affidato alle cure della numerosa famiglia di Camillo el Càvagnìin che abitava ed aveva bottega nella mia stessa abitazione che dava sulla piàsétà Antonèla nel rione de Sàn Bòsol. Non era una cura efficace, specialmente in quei giorni perché era stata una di quelle Santa Lucia particolarmente felice per via di un dono del tutto particolare che era arrivato, che, seppur annunciato da qualche...

Attori di carta

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Questa è la storia di una compagnia teatrale molto speciale: la compagnia “Attori di carta”. Quello che una compagnia di teatro fa è noto a tutti, portare in giro per il mondo spettacoli, per far vivere delle storie alla gente che si reca a vederli, storie drammatiche, storie divertenti, storie d’amore, storie di denuncia, storie. In questo gli “Attori di carta” non differiscono in nulla dalle compagnie comuni. Certo, definire gli “Attori di carta” una compagnia comune sarebbe oltremodo riduttivo, e Vi spiegherò perchè. In primo luogo gli “Attori di carta” non inscenano mai spettacoli ideati da loro stessi, sono semplicemente...

Vita di Maro

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Un giorno naque (sì, proprio “naque”, senza la “c”) un bambino. Appena uscito dal pancione di sua madre cominciò a ridere, anziché piangere. Tutti compresero immediatamente che si trattava di un fatto strano; solo uno non capì, perché era scemo. L’imberbe e ridente essere fu accolto da un coro di «QQQQQQQQQQ», tanto stupore suscitò. La madre Ardua e il padre Ronco diedero al neonato il nome di Maro, perché erano indecisi tra Marco e Mario; dopotutto, Marcio, come nome, non è il massimo (Marico non venne neppure preso in considerazione) e, si sa, togliere è sempre meglio che aggiungere. Un anno dopo la...

Lo specchio di Itzamà

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Francisco Tucumàn aveva trascorso gli ultimi vent’anni della sua vita in stato vegetativo presso l’ospedale psichiatrico di Millwood, dopo essere stato rinvenuto in una foresta in Messico, dove stava compiendo delle ricerche. In passato era stato professore ordinario di Storia delle Religioni presso la Cornell University (lo conobbi là). Da anni mi recavo periodicamente a fargli visita; lui se ne stava tutto il giorno nel letto, con gli occhi sbarrati,  o sguardo assente e un’espressione che solo ora riesco a decifrare. La notizia della sua morte mi spaventò, in fondo aveva solo cinquant’anni. Il funerale si...

Il punto e la virgola

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Era il 1924 quando Jakob Hirsch, uno scrittore ebreo di grande talento, concluse il suo ultimo libro intitolato La vita secondo Emile, una biografia del suo grande amico Emile Dukas, poeta francese, nato nel 1890 e morto al fronte durante la Prima Guerra Mondiale mentre prestava servizio come autista di ambulanza. Nell’ultima frase c’erano un punto e una virgola. Non si erano mai incontrati; prima di allora quel punto terminava una poesia su una copia tascabile della settima edizione di Foglie d’erba di Walt Whitman e la virgola spezzava una lunga frase in un testo di economia domestica per istituti femminili...

COSÌ GIRA IL MONDO OVVERO DELL’APPARENTE VITALITÀ DELLA BARBARIE

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“I barbari questa volta non sono persone, sono cose. Sono gli oggetti che abbiamo creduto di possedere e che ci possiedono; sono lo sviluppo produttivo che doveva essere al nostro servizio e di cui stiamo diventando schiavi”. I BEATNIKS E IL <<SISTEMA>>, 1980 … I due ragazzi correvano abbracciati in uno splendido giardino verdeggiante. Come per magia, i fiori che involontariamente essi calpestavano rimanevano intatti e, nonostante il sopruso subito, continuavano a traboccare di quella fresca lucentezza primaverile che tanto allieta lo spirito e sazia l’occhio insaziabile dell’uomo. Che...

iragazzi

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Tre tizi girano a vuoto per le strade del quartiere,parlano,dicono scemenze e ridacchiano rumorosamente, bevono birra e fumano una sigaretta via l’altra;una giovane coppia passa sul marciapiede opposto,lei sembra arrabbiata,guarda per terra mentre lui tace colpevole,di averla fatta soffrire,di averla fatta piangere;il conducente di un autobus di linea sta pensando che tra quaranta minuti sarà a casa con un bel piatto di pasta davanti farà,l’amore con la moglie e dormirà abbracciato a lei,l’ultimo sforzo allora:si ferma e raccoglie la coppia imbronciata e i tre ragazzi leggermente sbronzi. -Le ragazze valide vanno...

LA SCOMPARSA DI UN QUASI TESTAMENTO

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… Lentamente i suoi occhi stanchi passavano in rassegna le pagine di quel libro che aveva letto e riletto decine di volte. Avvertiva dentro di sé un peso enorme, un’angoscia costante, quasi come se la sua mente fosse continuamente e sistematicamente in preda a misere, squallide, folli perversioni. Il fisico e lo spirito, infatti, in quegli anni ne avevano parecchio risentito. Ora era arrivato ad un punto tale di depressione da non riconoscere più alcuna differenza tra la vita e la morte. Dove stava la discriminante? Se vivere significa esprimere se stessi in un grande e libero atto di volontà, che senso aveva vivere...

22.02.03: URANIA – S. MARTINO

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In settimana c’è stata una strana ondata di polemiche. Grandi calcoli, durante l’allenamento del giovedì, frasi sussurrate nei corridoi oscuri della Chiesina, voci a metà, intercettazioni dei tre mrs tramite spie non-ufficiali (il guardalinee Riveliño, che si aggirava nei cunicoli sotto gli spogliatoi come ‘Il fantasma del palcoscenico’, tutto intabarrato di scuro e con uno scialle grigio sul volto). Si diceva, in queste voci, che qualcuno, un complotto, una specie di setta o loggia massonica interna al Clan Uraniota, stava pianificando un risultato a sfavore della Corazzata Nera per la sfida di oggi...

16.02.03: OLIMPIA – URANIA

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Domenica mattina, ore 9.00. Memori della pioggia di sangue del dopo-sconfitta dell’andata, gli uranioti si presentano al ritrovo alla chiesina muniti di ombrelli scuri. E con occhi gonfi da sabato sera. Il tempo atmosferico oggi è piatto, pesante di freddo e con un’insolita minaccia di vento. Il cielo è bianco. Non nevica? chiede un Dade Chiari con due pomelle in faccia tipo Zio Jessie di ‘Hazzard’ quando distillava il liquore di straforo. Ci mancherebbe, risponde il Centurione che oggi non gli è cresciuta abbastanza la barba allora se l’è pitturata lui con l’Uniposca marrone, Speriamo di no, io...

08.02.2003: URANIA – GRUMULUS

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Splàt!… Splàt!… si sente venir da dietro gli spogliatoi. Sciàk!… Sciàf! si sente poi. Il primo a giungere sul luogo spinto dalla curiosità, l’unico dei presenti al raduno che se la senta di muoversi verso quell’orrido rumore, è un Tony Gattuso carico come una centrale nucleare per la partita. Cosa sarà? ha chiesto dapprima agli altri. Mah, secondo me una spogliarellista che si frusta, suggerisce Faio Faini. Secondo me invece è una falena notturna di due metri, propone Kristio. No, fa un Gabo Gabino uguale a Cruise in Eyes Wide Shut la scena della festa in maschera, E’ il tipico rumore da tossico che strippa. Tony gira l’angolo, gli...

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Daniele Conca

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