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Massimiliano Pegorini

Massimiliano Pegorini
M

Un cane

U

Vorrei un cane,
per parlarci di giorno
e uscirci la sera.
Un cane che sappia:
parlare,
ridere e fumare…fffffumare.
E magari sappia anche cambiare canale alla televisione!
Sono pazzo? Soonoo paazzzo?
No.
Mi piace sognare, ridere e scherzare,
ma non guardare il calcio in televisione…
per questo vorrei, che sapesse cambiare canale.
Sì! Lo vorrei proprio sotto l’albero di Natale!
E se per caso…..
Se ne va in bagno col giornale.

I cipressi si pettinavano al vento

I

I cipressi si pettinavano al vento
nutriti dalle lacrime dei passanti.
Una madre accompagnava il figlio
tra le nebbie dell’autunno,
tra le ceneri non credenti
soffiate a boccate spesse,
da un camino solitario.
La donna lasciava brillanti d’amore,
tra le foglie rastrellate a noia.
Il corteo si fermò,
ma i cipressi…
continuavano a pettinarsi nel vento.

Da quando Margot non è più Margot

D

Passo dopo passo
l’imperscrutabile assenza del sentirmi vivo,
mi violenta l’odierno.
Dov’è Margot
dai piedi nudi e i capelli ramati appesi al vento?
Raccoglie la follia nella pioggia,
intrecciandone visioni autunnali.
Quanto hai pianto Margot,
sul mio petto, con le foglie rosse tra le mani secche…
bagnate da un addio,
sciolto come il tuo profumo tra le lenzuola.
Non ho che te Margot
e tu sei sola nel tuo mondo,
in cui anch’io ho perso il volto.

Massimiliano Pegorini

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