COSÌ GIRA IL MONDO OVVERO DELL’APPARENTE VITALITÀ DELLA BARBARIE

C

“I barbari questa volta non sono persone, sono cose. Sono gli oggetti che abbiamo creduto di possedere e che ci possiedono; sono lo sviluppo produttivo che doveva essere al nostro servizio e di cui stiamo diventando schiavi”.

I BEATNIKS E IL <<SISTEMA>>, 1980

… I due ragazzi correvano abbracciati in uno splendido giardino verdeggiante. Come per magia, i fiori che involontariamente essi calpestavano rimanevano intatti e, nonostante il sopruso subito, continuavano a traboccare di quella fresca lucentezza primaverile che tanto allieta lo spirito e sazia l’occhio insaziabile dell’uomo.

Che magnifica visione! Chissà dove si poteva trovare un luogo simile! E poi il sole. Così alto e immobile nel cielo, pareva come sistemato su un pulpito invisibile, dal quale i raggi di luce venissero scagliati al pari di saette dapprima accecanti e poi, in prossimità di quelle creature da sogno, più tenui e rallentati. A vederlo si poteva quasi pensare che stesse declamando all’universo solenni versi di poesie d’amore talmente belle da risultare sconosciute all’orecchio umano: misteriosamente soltanto il cuore riusciva a ricordarne il senso.

La natura sembrava sovrastata dallo sguardo di questo fuoco celeste, padre e dominatore di ogni cosa. Tutto era meravigliosamente perfetto, coerente, fiabesco.

I due amanti ora si stavano guardando e sorridevano. “Dai, baciala! È la tua occasione, Josè. Manuel non verrà mai a saperlo. Paula ama te ormai ed io non posso più starmene qui ad aspettare che il vostro amore sbocci definitivamente. Sono già troppi episodi che attendo. Ho bisogno di un’altra storia. È tutto così reale, necessario, indispensabile. Voglio imparare ad amare come amate voi. Non mi ero mai accorta di quanto fosse bello il mondo e piacevole la vita.”

Josè stava fissando Paula estasiato da tanta incredibile grazia concentrata in una sola donna. Ma, del resto, anche Josè poteva vantare un fisico eccezionalmente atletico, una mandibola squadrata e decisamente virile. Erano entrambi bellissimi. Più la luce dorata del sole li carezzava e più i loro corpi splendevano. “Ora sono sicura! Esiste solo l’amore!! Soltanto l’amore! Josè e Paula me lo stanno insegnando, me lo vogliono insegnare. Non esiste nient’altro.”

Un semplice gioco di sguardi complici e le labbra di lui e di lei si ritrovarono accostate. “Un bacio Josè, solo un bacio Paula. Ho speso tutto il mio tempo a sperare in un vostro bacio.

Non m’importa d’altro. Su, su… quell’infame di Manuel se lo merita… ti ha tradito! Perché aspettare ancora?”

Le labbra erano sempre più vicine, sempre di più, di più…

FINE PUNTATA

INTERRUZIONE PUBBLICITARIA (Bevi Coca Cola è sempre la migliore, bevila e…Acquista i nostri prodotti! Potrai vincere una vacanza da sogno in…)

TELEGIORNALE

Politica interna:

“Buonasera, gentilissimi ascoltatori! Questo pomeriggio il Parlamento ha approvato una nuova legge che prevede un aumento del 50% delle pensioni e una riduzione del 60% delle tasse. Anche questa volta il testo della legge ha visto concordi la Confindustria e le Organizzazioni sindacali dei Lavoratori di tutte le categorie. Milioni di persone sono scese in piazza spontaneamente per manifestare la loro gioia e la loro fiducia nei confronti del Governo. Il nostro Presidente del Consiglio ha ribadito la sua soddisfazione per tutti gli obiettivi raggiunti in un clima di totale pace sociale. Il tasso di criminalità è diminuito del 99.98% (ma si calcola di azzerarlo entro l’anno, promuovendo una nuova campagna di Pubblicità Progresso). Il nostro sistema sanitario è stato ritenuto il più efficiente del mondo.

Anche il settore della cultura ha sentito il dovere di esprimere gratitudine per le riforme attuate nell’ultimo anno e mezzo. Riforme che prevedono ingenti finanziamenti per tutto ciò che riguarda l’istruzione, la ricerca universitaria, il campo dell’editoria e della musica.” Sport & Salute:

“I ricercatori hanno scoperto che una dieta a base di cioccolato, bucatini all’amatriciana, burro, birra, pepe, peperoncino e pollo – solo se fritto! – migliora la circolazione e depura l’organismo, favorendo la diuresi. Sulla base di recenti studi, sembrerebbe poi che un’ora di sauna al giorno tolga il medico di torno ed allunghi la vita di 5 anni. Basta fatica, basta pesi e footing. Tenersi in forma è FACILE e VELOCE. È sufficiente saper mangiare le cose giuste e bere molta birra per essere sempre al top. Perché se si è belli dentro, si è belli anche fuori!”

INTERRUZIONE PUBBLICITARIA (Buonasera. Vi ricordo che alle ore 21 andrà in onda la 25milionesima puntata del Grande Fratello… Sei stufo del tuo cellulare? Compra il nuovo NOKIA T4302! Oltre al collegamento satellitare interplanetario ora puoi anche filmare e farti la barba! NOKIA, insieme a noi nel futuro!…) … Si può dire che Nina se ne stesse in casa tutto il giorno. Era la classica casalinga tuttofare, concentrata esclusivamente su casa, lavoro e figli. Del resto questa era la vita che aveva sempre desiderato, fondamentalmente una vita tranquilla, serena, senza alcun tipo di problemi. L’importante era avere un marito con uno stipendio niente male, una grossa automobile per tutta la famiglia ed essere in salute. Il resto non la riguardava. A lei bastava aver realizzato il suo sogno di ragazza, intriso di romanticismo adolescenziale e di prudente disinteresse nei confronti di ciò le stava attorno. Fuori dal suo mondo vi era il male, l’anomalia e la diversità. A lei bastavano i lavori di casa, la cucina sempre in ordine e un simpatico gattino da sfamare e coccolare. Non poteva e non voleva lamentarsi.

Certo, questo bisogna dirlo, quando i figli avevano portato il gattino in casa il marito si era infuriato. Lui animali in casa non ne voleva. Nina allora si era opposta come mai prima e, nonostante suo marito fosse seriamente arrabbiato con lei, aveva autorizzato i figli a tenere ugualmente il cucciolo. Era stata dura, ma ce l’aveva fatta. Aveva dimostrato a tutti che era una donna forte, che aveva carattere. E poi da bambina aveva posseduto anche lei un gattino: Perché i suoi figli non avrebbero dovuto averne uno? Era stata forse la più grossa battaglia combattuta e vinta che avesse mai fatto in vita sua.

Ogni mattina, dopo aver spolverato fin dentro il cestino della spazzatura, si sdraiava sul divano in sala e guardava qualche oretta la TV. La sua soap-opera preferita era “Terra Loro”, poi seguiva il telegiornale e qualche programma di gossip. Ma le vicende dei due giovani innamorati, che affrontavano mille peripezie rimanendo sempre uniti, erano il programma che la interessava maggiormente. Una sorta di apologia del sentimento.

Vedeva in loro la proiezione di quello che lei stessa voleva essere. Si sentiva quasi obbligata ad essere felice e, in fondo al cuore, temeva che qualcuno o qualcosa potesse privarla di questo diritto-dovere che si era autoconcessa. Il fatto che, almeno per Josè e Paula, l’eterna lotta tra Bene e Male si risolvesse inevitabilmente nel predominio del primo sul secondo era, in parte, consolante. Se così funzionava per loro, perché non avrebbe dovuto funzionare alla stessa maniera anche per lei? Il ragionamento aveva una fondatezza condivisibile. Tuttavia, giusto per essere certa che non si stesse sbagliando, aveva preso l’abitudine di controllare che fuori tutto fosse sempre a posto. Tra una pausa pubblicitaria e l’altra sbirciava dalla finestra e si compiaceva dell’esattezza della sua teoria.

Il flusso delle macchine sulla strada era costante e frenetico come di consueto; i ragazzini nel parco giocavano al pallone, gustavano le loro bibite (l’onnipresente Coca Cola) e sirimpinzavano di snack; le giovani coppie, invece, ostentavano tenere ed innocenti effusioni d’affetto.

La primavera si mostrava nel pieno della sua rigogliosa ed esplosiva bellezza. Ogni corpo, ogni oggetto risplendeva davvero di luce nuova.

E intanto il mondo girava…

Nina stava facendo le solite pulizie domestiche. La televisione era accesa e trasmetteva una nuova puntata di “Terra Loro”. Quella mattina si era alzata tardi ed era abbondantemente in ritardo sulla tabella di marcia. Ascoltava i dialoghi dei due protagonisti, alternando le faccende che stava sbrigando a qualche istante di pura e semplice contemplazione dello schermo televisivo.

Era proprio, come un acuto autore – cubano o sanremese, non ricordava bene – aveva scritto anni prima, quel restare inchiodato “a fissare il video con occhi abbacinati”, un esercizio necessario, per ricacciare quel vago presagio che la sua felicità “contenesse, latente, una sensazione di forzatura e di noia che si prova con un cattivo teleromanzo”.

Ecco, ora Josè e Paula erano sulla riva di un fiume ad ammirare il tramonto. Le frasi che si scambiavano erano più o meno le stesse di ogni episodio.

INTERRUZIONE PUBBLICITARIA

Nina aveva notato un po’ di polvere proprio sul televisore. Approfittò della pausa pubblicitaria per dare una pulitina anche lì e nell’avvicinarsi inciampò sbadatamente nel filo. Il televisore si spense immediatamente. Dalla strada cominciarono a provenire boati ed esplosioni terrificanti, le porte vibravano vigorosamente e la luce che filtrava dalla finestra lasciava intendere che il sole si era in parte eclissato.

Cosa stava succedendo? Quasi più incuriosita che spaventata, con passo lento ed incerto si avviò verso la finestra dalla quale tanto le piaceva osservare i ragazzini, le macchine, gli innamorati.

Il parco verde era scomparso, era stato completamente raso al suolo. Al suo posto si poteva scorgere un’enorme distesa di terra bruciata, secca e sconnessa, come se qualcosa l’avesse urtata più volte violentemente. Sulla strada le automobili erano accatastate in scomposto disordine, completamente distrutte. In uno dei crateri disseminati qua e là Nina riuscì a distinguere le sagome di due corpi martoriati, avvinghiati l’uno all’altro in un ultimo gesto d’amore. Morti. La loro avventura evidentemente era destinata a finire presto.

E l’amore eterno dov’era finito?

Guardò su nel cielo cercando il sole e vide che ne erano comparsi molti. La cosa strana era che questi soli si staccavano dalla volta celeste e si schiantavano a terra come meteoriti velocissimi. E continuavano a comparirne di nuovi. Inizialmente si presentavano come grappoli, poi proseguendo la loro traiettoria discendente, si separavano. Solo a quel punto ci si poteva rendere conto che, in realtà, non erano soli ma bombe. Sì, sì erano proprio bombe. Nina non poteva credere ai suoi occhi. Se ne era stata in casa per tutto questo tempo e non si era minimamente accorta che fuori c’era la guerra. All’orizzonte si potevano intravedere i soldati che affrontavano i nemici a suon di granate. Ogni sparo causava a Nina un brivido freddo lungo la schiena. Non sapeva più cosa pensare, cosa fare. Il mondo le stava letteralmente crollando addosso. Se avesse ricordato quel racconto letto tanti anni prima sui banchi di scuola, avrebbe forse potuto affermare con il protagonista “guardo stelle e razzi apparire e sparire, penso alle esplosioni che avvelenano i pesci nel mare, e agli inchini che si scambiano, tra un’esplosione e l’altra, quelli che decidono le esplosioni”. Ma la letteratura non era mai stata il suo forte. Troppo impegnativo porsi domande. Piuttosto qualche articolo di quotidiano, ogni tanto. Ma sì,forse quel telespettatore impazzito e arrestato qualche settimana prima perché “condizionato dal bisogno compulsivo di cambiare canale, pretendeva di cambiare il mondo a colpi di telecomando”, come aveva scritto il giornalista, ecco forse lui poteva essere riuscito a sintonizzare tutti sul canale sbagliato…? No, doveva esserci un’altra spiegazione e altre responsabilità, e la colpa poi…

E la colpa doveva essere, in effetti, tutta della spina staccata. Adesso che ci pensava, quando avevano comprato l’apparecchio il tecnico aveva raccomandato di non staccare mai la spina del televisore per nessun motivo, a meno che in casa non ce ne fosse stato un altro funzionante. Anzi, il tecnico aveva detto anche altro. Aveva detto che era PROIBITO per legge staccare la spina, ma nell’euforia dell’acquisto, a una tale “proibizione” non aveva fatto caso nessuno in famiglia.

Nina si diresse subito verso lo spinotto, lo riattaccò e poi tornò alla finestra: all’esterno ogni cosa era nuovamente al proprio posto, Josè e Paula erano nel frattempo riapparsi sullo schermo.

Come se niente fosse, Nina andò a sdraiarsi sul divano, di nuovo serena. Stavolta Josè e Paula si stavano baciando e non voleva perdersi l’evento.

Era tutto così reale, necessario, indispensabile.

Perché così, si sa, così gira il mondo… o meglio così girava nel duemila…? 2003 probabilmente.

Riguardo l' autore

Giovanni Bodini
Giovanni Bodini

Aggiungi commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Giovanni Bodini

Giovanni Bodini

Categorie

Commenti recenti

Articoli recenti

Archivi