iragazzi

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Tre tizi girano a vuoto per le strade del quartiere,parlano,dicono scemenze e ridacchiano rumorosamente, bevono birra e fumano una sigaretta via l’altra;una giovane coppia passa sul marciapiede opposto,lei sembra arrabbiata,guarda per terra mentre lui tace colpevole,di averla fatta soffrire,di averla fatta piangere;il conducente di un autobus di linea sta pensando che tra quaranta minuti sarà a casa con un bel piatto di pasta davanti farà,l’amore con la moglie e dormirà abbracciato a lei,l’ultimo sforzo allora:si ferma e raccoglie la coppia imbronciata e i tre ragazzi leggermente sbronzi.
-Le ragazze valide vanno sempre con i più coglioni,è una bizzarra legge naturale eh?sembra quasi che siano attratte da chi le farà solo stare male,neh?-questo il pensiero di Bodo,un ragazzone biondo ed occhialuto stravaccato sull’ultimo sedile dell’autobus fissa la coppia di incazzati quasi incazzato.
-Con le ragazze basta provarci,noi ci facciamo sempre troppi scrupoli…guarda l’altra sera al Max!quelle che ci guardavano,dico!ci sarebbero state di certo se solo fossimo andate a conoscerle,ma noi tre,coglioni,siamo rimasti seduti al nostro tavolo a bere e sparare cazzate! non erano neanche male!neh Ola?-
-Già.Neanche male.-un flash gli attraversa la testa,i ricordi sfocati del venerdì sera,facce e parole che si accavallano,che si rincorrono,il silenzio nel bel mezzo del frastuono,la gente che ti chiede se c’è qualcosa che non va,tu che non gli rispondi neanche,i tuoi soci che arrivano a fare aria intorno a te,a portarti fuori,riprendi colore e un’ approssimativa percezione delle cose,sorridi e ringrazi.-Ora sto meglio ragazzi,voi tornate dentro, io vi raggiungo tra dieci minuti.-Passa un uomo in bicicletta,si volta a guardare,pronti sguardi di risposta e la testa si gira come a comando,come da copione;quella testa così immersa nel lavoro appena terminato da non rendersi nemmeno conto che davanti a lui c’è una macchina che sta uscendo da uno stop che lo centra in pieno facendolo cadere sull’asfalto bagnato,peccato!femore rotto e tre costole incrinate,almeno una settimana d’ospedale,niente lavoro…niente lavoro.
Sull’autobus la ragazza pensa a suo padre che ha rischiato la pelle cadendo da un’impalcatura mentre lavorava e al suo ragazzo che oggi non ha avuto la sensibilità di chiederle come stesse prima di dire che voleva fare l’ amore. Lo lascerà per questo,lo ha già lasciato,accende il walkman e scende alla fermata senza guardarlo mentre lui la saluta incerto.
What is wrong with me. Ola saluta gli altri e scende dalla porta opposta della ragazza
What is what I need. ha in testa una certa canzone dei Nirvana,gli sembra addirittura di sentirla
What do I think I think si accende una sigaretta,fermo sull’orlo del marciapiede

Hate,hate your enemy. Cammina Ola lungo la sua via,qualche metro dietro la ragazza
Save,save your friend. non si accorge nemmeno di lei e del suo walk-man,assorto in pensieri cammina solo
Find,find your place. ci sbatte quasi contro mentre lei traffica con le chiavi davanti al portone di casa
Speak,speak the truth. e in quel momento sente chiaramente le parole di Cobain rinfrescagli la mente,la chitarra che urla lo emoziona,si ferma e si gira per carpire le ultime note mentre la ragazza entra nel portone.

Hai mai provato a mettere in fila il disordine?statica depressione si accumula in umori retrattili,farò di tutto per non cambiarti,per continuare ad emozionarmi,nel vederti andare via,lontano da me con qualcuno più degno e meno evanescente.E’ la coscienza della sconfitta,è l’arma di chi vince,di chi riesce a bastarsi,di chi non ha bisogno di nient’altro che tre amici,fratelli acquisiti,qualcuno con cui parlare quando si sente il bisogno di farlo,qualcuno con cui si può non dire niente se non se ne ha voglia,stare soli…insieme.

Rovista in uno scatolone pieno di cianfrusaglie il Kamir,con la calma che lo perseguita cerca una vecchia foto di quando era bambino,forse un ricordo.Lui che corre in bicicletta,con gambe sbucciate e sorriso compiaciuto;corre e non ci pensa a quanto
male fanno quelle gambe stanche ad ogni pedalata più male,ma è come non esistessero. E stasera uscirà in bici se la pioggia lascerà un pò di tregua a questa pianura lamentosa;guarda fuori e sembra il diluvio universale,quando urla il cielo,non lo
puoi fermare,puoi solo aspettare,che si calmi un poco.
Si presenta alle nove all’appuntamento con gli altri,sotto il solito portone arriva in bici,inzuppato e sorridente,un sorriso a tempo determinato a giudicare dalle facce degli altri che sembreranno sul punto di piangere. Cosa cazzo è successo chiede Kamir con lo sguardo…ancora silenzio.E’ il Bodo che si fa avanti a parlare:
-Oggi hanno investito Pal,stava tornando dal lavoro in motorino…una Golf…-
-…-
-E’molto grave e il tipo che l’ha investito non si è nemmeno fermato
Silenzio,un silenzio abissale.
-Andiamo subito là,cazzo!
-E’ inutile,i dottori mi hanno detto che non entra nessuno e comunque non ci riconoscerebbe nemmeno,è in coma.

Rain down,rain down come on rain down on mefrom a great hieight from a greeeaa haaaaeeeee
Thats it sir your leaving
the crackle of pig skin
The dust and the screaming the yuppies networkining
the panic
the vomit
the panic
the vomit
god loves his children
god loves his children

Angoscia,rabbia,voglia di spaccare tutto,altro che tranquillo venerdì sera,rega’…andiamo ad ubriacarci,andiamo a cercare quel bastardo,se non lo troviamo andiamo a spaccare tutto,per dio,che ha solo ventun anni ed è sempre stato buono con tutti.E Betty?chissà Betty?si vogliono un bene dell’anima quei due,sarà a casa da sola nel letto da sola,a bagnarlo di lacrime e di rabbia,poveretta!Chissà la Betty,chissà quanto piangere,povera Bett.Proprio a lui,che gli era sempre andato tutto bene,che tante volte si era un po’ invidiosi,del suo negozio di dischi,del fatto che vivesse da solo,era sempre allegro Pal,
aveva lei!
Silenzio.Estrae il telefonino Ola scorre veloce l’elenco con mano esperta si ferma su Bettycell e schiaccia il verde.
-Come va Betty?hai bisogno di qualcosa?…vuoi che veniamo a trovarti?ci dispiace tantissimo,ti siamo vicini,mi raccomando!
Basta poco perchè il mondo cambi,per tre ragazzi basta poco,basta piangere una volta tutti insieme,per la prima volta tutti insieme,disperati senza nessuno che riesca a consolare nessuno,piangere ed abbracciarsi, senza altri pensieri sulla via dellamente.Sotto la pioggia a confondere le lacrime,iniziano a camminare in silenzio a guardare gli occhi degli altri,nella speranza che l’altrui dolore possa alleviare il proprio.
E Pal farà uno strano sogno quella notte,tutti i suoi gruppi preferiti suoneranno davanti a lui in una non stop di settantadue ore,ci sono proprio tutti e insieme a lui tutti gli amici…e Betty. I Doors stanno suonando The end e qualcosa dice a Pal di abbracciare tutti,abbracciare Betty e baciarla per almeno quaranta minuti baciarlatenero che potrebbe essere l’ultima volta.Ma una Golf impazzita salta giù dal palco e gli passa attraverso e
Betty inizia a piangere e lui la rassicura:non è successo niente,sono ancora qua,non mi possono fare male!ma lei sembra non sentirlo,continua a piangere e a gridare -Assassini!ASSASSINI,me l’avete ucciso assassini bastardi avete ammazzato il mio
Pal-
Anche il cielo sembra piangere stanotte,piange una storia d’amore che potrebbe finire male,piange un ragazzo che potrebbe morire,cazzo morire a vent’anni!e allora piangi cielo schifoso se non puoi aiutarlo,piangi se non sai fare altro lurido soffitto d’angoscia.
E i ragazzi vanno in giro ad ubriacarsi che di avere la mente lucida stasera non se ne parla neanche,non è nemmeno da tenere in considerazione.Sarà una balla in silenzio,rotto da qualche ricordo,bestemmia e speriamo in bene,Bodo dice che stasera pregherà prima di dormire,per la prima volta in vita sua pregherà un qualche dio.Ola invece lo maledice il dio,li maledice tutti,e i preti che quando sei bagolo non fanno altro che ripeterti che bisogna avere fiducia in lui,anche quando ci mette alla prova,ma chi è questo dio che si permette di metterci alla prova,a noi che siamo qua a piangere,a cercare di sopravvivere,lui che intanto se ne sta là in alto a guardare in giù,come fosse il suo passatempo preferito,a grattarsi quella lunga barba da tossico.Ti strappa un amico,uno a cui vuoi un bene dell’anima,sarebbe questa una delle tue cazzo di prove?sarebbe questa?chiedilo alla Betty se a lei fa piacere questa prova,lei che lo amava,che aveva solo lui,chiedilo a lei cosa farebbe a dio se solo se lo trovasse davanti.
Betty resterà in casa stasera,a piangere,a non dormire e a ricordare il suo bell’amore che oggi non è tornato a casa,il suo bell’amore che sta morendo stanotte invece di fare l’amore con lei.Lo vede davanti al giradischi,poi in cucina attaccato ai fornelli e nel letto mentre si stende vicino a lei;una voce dentro sembra dirle di stare tranquilla,che tutto andrà per il
meglio…come al solito Pal riuscirà a mettere tutto a posto,la porterà al cinema e poi a ballare,tutta la notte a ballare;tra poche settimane stanotte sarà solo un brutto,vecchio ricordo.

Nell’ospedale Poca speranza sta nascendo una bimba,urla e piange nel vedere per la prima volta il mondo,come se avesse già capito tutto,Pal,o qualcosa di molto a simile a Pal,è lì,a spiare tra le gambe divaricate della madre,a sorridere al piccolo che lo guarda,smette di piangere,gli dice di tornare a letto che deve riposare,rimettersi in sesto per tornare dal suo amore che lo sta aspettando.Ma Pal non ha più voglia di dormire,ha già dormito abbastanza,vorrebbe andare da Betty,rassicurarla,raggiungere gli altri al Max e bersi una birrona ghiacciata con loro,parlare di musica,andare in mezzo ad un campo a fumare e ghignare,come sempre è stato,fino alla fine fratelli i ragazzi.E tutto il resto e tutti gli altri non contano un bel cazzo di niente,si sa,noi possiamo bastarci,consolarci e sopravvivere,non abbiamo bisogno di nient’altro se non di noi,nulla ci dividerà mai nemmeno la donna più bella del mondo può farlo,nemmeno i soldi. Sorride nel letto d’ospedale Pal e qualcosa per un attimo cambia sullo schermo dell’encefalogramma,solo per un attimo,l’attimo delle cose che contano.

E’ mattina,ci sono tre ragazzi e una ragazza nella sala d’aspetto del Poca speranza,nessuno di loro a chiuso occhio stanotte,aspettano il primario,un dottore,un cazzo di portantino o chiunque altro possa dar loro qualche notizia.Possiamo parlare solo con la famiglia dice il primario…siamo noi la sua famiglia,dice Kamir;il medico cede e invita i ragazzi nel suo ufficio.Entrano tutti tranne Betty che riesce a oltrepassare un posto di blocco poliziesco-sanitario,entra nella stanza di terapia intensiva e riesce a stare sola con lui,per un attimo,giusto il tempo dibaciarlo sulla bocca e mettersi a piangere e l’infermiera-poliziotto fa irruzione nella stanza sbraitando imbestialita.Finisce quasi in rissa fra infermieri,dottori e ragazzi gli uni a motivare il perchè di un gesto così azzardato,gli altri ad argomentare regole e dottrine di un istituto ospitaliero serio come quello.

Se ne stanno seduti sul marciapiedi appena fuori dalla clinica a non parlare,a non guardarsi,aspettano l’autobus e fumano sigarette,un vucumpra chiede di dargli mille lire,nessuno risponde e lui se ne va,abituato alla bianca indifferenza.Una signora li fissa,stringe la borsetta a sè,pensando a dei drogati,questi ragazzi senza ideali e senza dio,pensa,ma dove andremo mai a finire?santo dio aiutali tu che a me fanno troppa paura,con queste nuove droghe che girano adesso,c’è da tenere gli occhi ben aperti,c’è da non uscire più di casa.
Il marito della signora nel frattempo sta girando da un bar all’altro,con la sua golf nera,sta pensando a come diavolo ha fatto l’altro giorno a spaccare il paraurti anteriore,non si ricorda,era troppo ubriaco,deve smetterla col vino,domani…forse,domani.Entra in un baraccio malfrequentato e ordina un quarto di rosso personal.
Enrico Malorsi,qualcuno gli farà visita stanotte,nei suoi sogni da ubriaco entra qualcosa di diverso dalle solite allucinazioni da alcolizzato;un ragazzo scuro in volto e rosso negli occhi lo indica,non parla,non ha voglia di parlare e spiegare,si avvicina al vecchio,occhi negli occhi,agghiaccianti,furiosi gli entrano dentro,dal cervello giù nella trachea,ancora più sotto tra cuore e polmoni si mettono ad urlare furibondi,fuoricontrollo gelano il sangue nelle vene e fanno scoppiare il cuore già provato da vent’anni di MS,vinaccio e certezze.Si allontanano quegli occhi,paghi della vendetta consumata,sazi di giustizia improrogabile tornano al legittimo proprietario che nel letto d’ospedale sta finendo un altro sogno,meno guerriero,caldo ed ultimo.
.
Chimiche alterazioni ti sotterrano,amico,ti addormentano,il tuo cuore si è fermato stamattina…straziante scienziatodottore ti risveglia,il peggio è passato…il peggio deve ancora arrivare,sembri provato da questa lotta con la morte,allucinante battaglia
sarai,esito incerto,colori più spenti ti passano davanti agli occhi,ti senti stanco,arreso ed inutile,datemi qualcosa per cui valga la pena vivere,ancora un bacio Bett,ancora un bacio.

Radioattività mi coinvolge,mi libera la mente da te che muori e non ci sei più,dipendenza metropolitana mi spinge a camminare veloce sul cemento,senza mete camminare per niente,una buona scusa per far muovere le gambe e bloccare la testa.Mi libererò un giorno da queste allucinanti disperazioni,mi distruggerò fino a dimenticarti,non parlerò più con
nessuno.
Purificarsi,musica classica,Bach,Beethoven,mi sento tranquillo,leggero;inconsapevole è l’arma di chi vince,di chi sa non ascoltare,immaginarsi diversi e incontrollati,puri come nel momento in cui si nasce,al cento per cento incontaminati.Istantanee foto tessere dei momenti più belli,ricordi accumularsi in negozietti di vita non vissuta,di futuri
impossibili.Ti risulta possibile ricordarmi così come sono ora?mentre valori percentuali che mi tengono in vita si abbassano fottendomi,mentre la dedico a te l’ultima certezza che si fa spazio tra l’aria che sono,mentre non sono più niente.

Macchine spente,risparmio energetico,emotivo;cielo scuro piovoso,gente che si affretta a rientrare a casa,bambini che si consolano di merende e cartoni,riflessi psichedelici nelle pozzanghere,effetti benefici,qualcuno si farà leggere le carte,ascoltare musica anni cinquanta,rilassarsi,riposare;un negozio di dischi,una ragazza compra un cd,pioggia
battente,pioggia battente,fumo che si alza dall’asfalto come se sotto ci fosse l’inferno,il mondo rintanato,il mondo disabitato;musica e gente che balla,pensieri slegati,la voglia di parlare con qualcuno,una foglia che cade vicino al mare .

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