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marzo 2003

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LA SCOMPARSA DI UN QUASI TESTAMENTO

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… Lentamente i suoi occhi stanchi passavano in rassegna le pagine di quel libro che aveva letto e riletto decine di volte. Avvertiva dentro di sé un peso enorme, un’angoscia costante, quasi come se la sua mente fosse continuamente e sistematicamente in preda a misere, squallide, folli perversioni. Il fisico e lo spirito, infatti, in quegli anni ne avevano parecchio risentito. Ora era arrivato ad un punto tale di depressione da non riconoscere più alcuna differenza tra la vita e la morte. Dove stava la discriminante? Se vivere significa esprimere se stessi in un grande e libero atto di volontà, che senso aveva vivere...

Daniele Conca

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