08.02.2003: URANIA – GRUMULUS

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Splàt!… Splàt!… si sente venir da dietro gli spogliatoi. Sciàk!… Sciàf! si sente poi. Il primo a giungere sul luogo spinto dalla curiosità, l’unico dei presenti al raduno che se la senta di muoversi verso quell’orrido rumore, è un Tony Gattuso carico come una centrale nucleare per la partita. Cosa sarà? ha chiesto dapprima agli altri. Mah, secondo me una spogliarellista che si frusta, suggerisce Faio Faini. Secondo me invece è una falena notturna di due metri, propone Kristio. No, fa un Gabo Gabino uguale a Cruise in Eyes Wide Shut la scena della festa in maschera, E’ il tipico rumore da tossico che strippa. Tony gira l’angolo, gli altri lo vedono sbarellare gli occhi, sorridere, scomparire dietro la casotta e chiedere Ma come sei giusto? Cosa stai fac…

SPLÀT!

Tutti accorrono. Tony Gattuso è steso secco a terra, emaciato, all’interno di quello che sembra un ring disegnato col gesso bianco sul cemento. Sopra di lui, in perfetto costume da Jimmy Snuka (il terribile wrestler ammazzatutti esperto nel volo panciuto della morte denominato ‘Superfly’), un mr Luca completamente fuori di cervello. Tutti sono atterriti. Jimmy ‘Superfly’ Luca apre le braccia tipo Batman, spicca un balzo di qualche centimetro e urlando Superflyyyy! abbatte una porticina e scompare nel magazzino.

Nessuno si muove.

Si sente uno Sklàk! e poi un deciso Ci penso io! e mr Morna, caricando il fucile a pompa, scompare dentro pure lui. Cippo si stringe le tempie. Certo che, dice, Cominciarne una in modo normale, qualche volta…

Oh, gli chiede un Riveliño guardalinee con gambaloni gommosi verdi da orto e berretto da dottore di ‘Un medico tra gli orsi’, Chi viene oggi? Cippo è teso, guarda il cielo e cerca rondini in volo, dimenticandosi che è Febbraio, facile che le rondini si facciano prendere a sassate, piuttosto che volare nel cielo. Il Grumulus, dice basso e pensieroso, Speriamo in bene. Rive storce il labbro inferiore, si vedono tre denti che battono ritmicamente tipo bonghi, tipo dal freddo, tipo terrore che cresce. Quelli di Grumello? chiede. Cippo annuisce silente. Quelli che là noi vincevamo tre a zero? Cippo annuisce mesto. Quelli che han fatto 3 a 3 in sei minuti? Cippo chiude gli occhi e annuisce strofinandosi. Quelli che Bòrtolo ha soffiato fuori della porta il rigore del loro 4 a 3 all’ultimo istante di gioco? Cippo estrae un badile, annuisce tremando e inizia a scavare. Quelli che erano undici sembravano seimila? Cippo fa la buca, annuisce e ci si fionda dentro. Quelli che ululavano, puzzavano di carogna ed avevano il pelo che gli usciva dalle orec…

OOOH! ALLORA? fa Cippo uscendo dalla buca con in bocca un sigaro acceso e con in testa un elmetto mimetico americano da 1° conflitto mondiale, CI DAI UN TAGLIO TE O TI FACCIO SEGARE IN DUE DA UN MAGO? Riveliño non fa una piega. O chiamo Morna? aggiunge Cippo iena. No, pensa Riveliño agghiacciato, Morna no! accusa il colpo, stringe le mandibole e si ritira giù nel fosso da cui era risalito, confondendosi con le sterpaglie e simulando di essere una rana cicciona. Anche ‘Robert Mitchum’ Cippo si eclissa sottoterra e ricopre la buca con un telo mimetico. Il terrore dilaga sottile, e ancora gli avversari non sono arrivati.

Dieci secondi prima del fischio dell’arbitro gli avversari ancora non si vedono. La Corazzata della Madonnina è già schierata in campo, ma del Grumulus nemmeno l’ombra. L’ombra non è altro che l’artiglio che ghermisce nel profondo! commenta in latino un guardalinee Riveliño sudato e come posseduto da un’entità diabolica. ALLORAAA??? si sente urlare flebile Cippo da sotto i piedi dei panchinari, un metro abbondante sottoterra. Anche Rive si ri-eclissa.

In effetti l’assenza degli avversari lascia un poco interdetti e non ha neppure fatto bene alla concentrazione. Durante il riscaldamento Kristio il finto bielorusso srotulato ‘figlio dei fiori e dell’ammòre’ si è sdraiato in fascia destra a ricamar ghirlande di fiori gialli e trifoglio per gli avversari, Lupo e Rubo han fatto sette partite a scopa a centrocampo (Lupo aveva due carte di ori nascoste nella manica, Rubo una Derringer ‘due colpi’ carica nel calzettone), e Bòrtolo ha aperto un cancello nel cemento del muro di fondo usando il laser degli occhi bionici. Bisognerà procurargli un visore schermato incanala-flusso, ha commentato un mr Luca tornato in borghese e preoccupato per l’impianto, Tipo Ciclope degli X-Men! Morna s’è detto d’accordo. Eh sì, ha detto, Non è che possiam permettere che ogni cosa che vede, lui la disintegra. Il Don ci fa la pelle! Luca annuiva serio mentre Bòrtolo apriva nel muro anche un cucinotto e una rimessa per le barche, e sua moglie in tribuna lo osservava intenerita. A proposito, ha aggiunto mr Morna estraendo il fucile a pompa e caricandolo con un braccio solo, Hai visto in giro Riveliño? Luca ha squadrato la fascia opposta in cerca della rana umana. Nessuna traccia. Mah, ha fatto poi, Era di là pochi minuti fa.

Dall’altra parte intanto, dove dovrebbe trovarsi Rive il guardalinee, dalla pozza di acqua stagnante dentro il fosso due cannucce spuntano dall’acquaccia e si muovono inalando ossigeno. Bolle salgono alla superficie, quando si rompono a contatto con l’aria si sente una voce in latino che ripete Mannarus!… Licantropus!

Anche oggi soliti problemi per i tre mrs. A parte i soliti assenti dispersi, purtroppo Tony ‘Mig21’ Gattuso non ce la fa a recuperare lo shock dopo l’impatto col Superfly di ‘Jimmy Snuka’ Luca (mr Sluka!) e sale in tribuna, Cizzu deve contare gli svedesi scesi da sedici pullman, tutti ultra ottantenni che visitano il museo dove lavora, il Puma Tomasini è fuori per turn-over, Gigiao Bernao invece era dentro ma si è accorto oggi di essersi svegliato all’una e di essere andato a letto a mezzogiorno e quindi di non averne granché voglia di sgambare, così ha tirato il pacco. In campo la formazione è la seguente: Ciclope Bòrtolo in porta; libero il ‘cursore’ Paglia che siccome son tre giorni che non esce da Cremona dopodomani va a Miami per lavoro; marcatori fissi Dade ‘Pettinato’ Chiari con una carnagione sempre più color pastello rosa scuro finto e le pomelle di Heidi, e Faio Faini in down perché la morosa rossa di capelli gli ha imposto per il pomeriggio tardi di andare a vedere la mostra sul ‘Parmigianino e La Pratica dell’Alchimia’ a Casalmaggiore (Come se non avessi già problemi di mio, ha commentato solamente alla stampa bulgara il forte difensore); centrocampo da sinistra: Simo ‘Aramis’ Spugnetta (col cerone bianco in faccia e il pizzetto lucidato con la liquirizia), Rubo ‘il sinistro’ carico come un missile ma con un buco nel polpaccio dove la Derringer male oliata ha fatto fuoco da sola, Gabo Gabino bruciato dalla lampada dell’Arcipelago del Sole di Via Redegatti, Lupo ‘Gambler’ Lupino (che ha vinto a carte poco prima la morosa di Rubo) e Kristio il ‘viandante delle stelle’; davanti il solito ‘airone cenerino’ Mino Minoia sempre più uguale ad un birillo nervoso, ed un insolito Ciòlo ‘Mike Patton’ Facciòlo lievemente sovrappeso (Quei sette, ottomila chiletti in più neh? gli ha fatto notare il Faio ‘la iena’ Faini. Questione di punti di vista, ha glissato il Ciòlo, che ultimamente pare esser diventato il leader di una congrega bresciana di giocatori di Bingo).

In panca si accomodano Maurone ‘il Centurione’ (con un bel paio di scaldamuscoli rossi da ‘première etoile’ dell’Opera di Parigi), Ripo ‘marùni’ Ripo (che è scomparso dentro il vano motore di sé stesso a ripararsi l’albero di trasmissione delle pale), e la premiata ditta RossoChiodino&BeppeBeppone di ritorno dalla tournée in Arabia Saudita dove han fatto ridere milioni di islamici dandosi calci in varie parti del corpo senza gridare di dolore.

E, del Grumulus, nessuna traccia.

Pìììììp. L’arbitro fischia l’inizio. Ma come, chiede Cippo da sottoterra, Non aspettiamo che arrivino? L’arbitro fa spallucce e bocca da bertuccia. Problemi loro, dice, Noi siam schierati, tra poco fa buio, e io alle cinque ho il ‘lui&lei’ a bocce alla Baldesio! Morna si fa preciso. Ma non bisogna aspettare un tempo, da regolamento? L’arbitro apre le braccia e dondola approssimativo. Poi si piglia l’orologio in mano e lo tira avanti di mezz’ora. Ecco fatto, dice sornione, Hanno ancora cinque minuti!

In quei cinque minuti i randagi tra l’altro capiscono di dover agevolare la visione a Cippo, che sarà quel che sarà ma è comunque un mr, veder la partita da sottoterra non è il massimo. Ci penso io! fa un Tony Gattuso che si ricorda di essere esperto in campo edile, e con l’ausilio di Ripo Ripo in qualità di ‘giovane’ (giöen in celtico) si armano di carriola e cazzuola e tirano su in 19 secondi netti una postazione mimetica di controllo partita, con inserito già un binocolo e un fucile mitragliatore. L’alternativa era mettere in buca un periscopio ma al porto canale quello del sommergibile ‘Toti’ lo aveva già grattato via Gigiao Bernao una notte alcolica di un mese fa (Per fare del voyeurismo alla finestra di casa, aveva spiegato alla polizia).

La postazione è alta circa sei metri, se Cippo allunga una mano tocca la Madonnina di gesso sugli spogliatoi. Ripo guarda Tony sul ponteggio, la punta di ruolo, il bomber inamovibile, lo vede ancora infiacchito nei movimenti dallo shock con ‘Jimmy Sluka’. Ripo, in silenzio, fa 2 + 2. Cinque! pensa. E’ un attimo. Tony sente un numero 40 tacchettato che gli spinge una chiappa fuori dall’impalcatura. Il cronista polinesiano che lì sotto pisolava affermerà: ‘Mboa ‘mboa riugh-ltttwalpa assittu speriam nonmoa!… (‘l’ho visto cadere come un bignè di pasta di riso sul carretto, auguriamoci che ce la faccia!’). Ovviamente nessun testimone del colpevole, ma nell’aria si sente aleggiare un pensiero soddisfatto: ‘Marùùùùni, marùùùni!

Stanno per scoccare i 5 minuti concessi dall’arbitro bocciofilo.

Riveliño si alza tutto bagnato dal fosso, sputa le due cannette e si toglie l’alga dalla fronte. Arrivano! urla indemoniato. Morna estrae subito il cellulare e compone il numero dell’Esorciccio.

Intanto una specie di nebbia a bufera giunge al quadrato della Chiesina, tra il volo di foglie e il turbine di polvere si sentono ululati strazianti e si vedono fauci spalancate che minacciano i passanti. Sembrano cento Diavoletti della Tanzmania! urla Dade Chiari. Due secondi dopo la polvere si dirada, la recinzione presenta uno squarcio di dieci metri e in campo appare schierato il Grumulus al completo in divisa rossonera. Sono tutti a braccia incrociate. Uno di loro, col pelo grigio e la voce cavernosa, urla un ordine in linguaggio mannaro e tutti e undici i giocatori battono a terra il piede forte. Il campo trema di brutto.

I capitani si giocano palla e campo, i guardalinee la fascia. Rive perde e gli tocca stare a sbandierare sotto la tribuna, cosa che non accadeva dall’ultima sconfitta in casa. E questo è il primo presagio. Poi appare alla recinzione un nostalgico Passerotto con pargolo al seguito, e questo non accadeva dall’ultima sconfitta in casa. Secondo presagio. Poi il Puma Tomasini alla recinzione non commenta maligno la sua esclusione dalla rosa e non critica Cippo, mai successo. Terzo segno. Cippo si tocca lo scroto con la mano destra, la Madonnina con la sinistra. ’Ndiam bene, andiamo… commenta amaro.

Un micron prima che l’arbitro fischi ufficialmente l’inizio, i Grumulussini estraggono i denti e li digrignano ai randagi, mostrando brandelli di giocatori avversari di sabato scorso ancora incastrati nelle fessure. Quel polpaccio lo riconosco, si atterrisce Gabino, E’ un terzino del S. Martino, poveraccio, si era appena sposato, che brutta fine! Mino Minoia invece va da Rubo per caricarlo ancor di più. Occhio al 4, gli dice maestro, Non mollarlo, non deve toccare una palla. Rubo si pulisce il naso. Sarà fatto! risponde.

Pììììììp. Inizio. Numero 4. Gol. Uno a zero, ululati e palla al centro.

Mino guarda Rubo a braccia giù e bocca spalancata. Cazzo ma… attacca, Non ti sei nemmeno mosso! Rubo è scosso, fatica a parlare. Non… prova a dire, Non hai visto che occhi gialli aveva…

Un paio di occasioni buone fallite di poco per gli uranioti, almeno una come al solito di Mino Minoia ed una del Ciòlo, che più che a calcio oggi sembra fare del salto in alto stile Fosbury, si adagia dolcemente al suolo ogni volta che lo toccano. Anche Rubo cerca di farsi perdonare lo svarione di prima con due conclusioni potenti da fuori sul cui rimpallo però non giunge alcun randagio.

I Grumulussini corrono come diavoli, ogni tanto uno si ferma e si spulcia, gli uranioti sono schiacciati dall’inesplicabile natura di questi incroci umano-mannari. Poi, tra il lusco e il frusco, su un calcio piazzato avversario a centrocampo, Mino Minoia si avvicina a Rubo. Lo prendi te il 7? gli dice dandogli un’altra chance. Tranqui! fa Rubo. Punizione inoffensiva. Palla al 7 che galoppa. Gol.

Stavolta? chiede Mino rassegnato. Occhi gialli, fa Rubo tremando. Brrr, aggiunge. Portamelo via dagli occhi, Mino! commenta un Lupo Lupino con due basette da sci alpino.

Pììììp. Intervallo. Mino porta un demoralizzato Rubo negli spogliatoi, tenendogli la testa sotto l’ala protettiva, come una mamma. Una mamma glabra.

Negli spogliatoi mancano Cippo e Riveliño. Il primo è asserragliato sulla torretta con sotto tre licantropi che girano intorno come squali pelosi. Rive invece stava rientrando ma due mani ossute lo hanno prima ghermito da dietro una pianta e quindi messo di fronte ad un crocifisso. In nomine pater, et… ha cominciato a salmodiare l’Esorciccio con la foto segnaletica di Rive appiccicata sul paletot, mentre dietro di lui mr Morna a braccia conserte osservava grato la scena. Rive ha estratto una lingua lunga sei metri, ha schioccato le dita e gridato bestemmie come ogni buon eretico indemoniato che si rispetti. L’Esorciccio non ha fatto una piega. Prima ti libero dal diavolo mannaro, gli ha detto, Poi come d’accordo col tuo mr ti esorcizzo anche dai Nomadi! Morna annuiva.

NOOOO! ha urlato Rive rotolandosi con voce di donna isterica, I NOMADI NOOOO! e con uno sforzo immane si è liberato dalla morsa ed è scomparso dentro una porticina. E l’Esorciccio dietro. La porta si è richiusa. Morna è rimasto interdetto, braccia conserte e bocca stravolta. Non è lavoro per te o per quel pretuncolo, Morna ha detto Kristio il ‘lepricauno nordico’ transitando di lì, Come minimo bisogna contattare tutti i chierici di Specularum ed almeno un patriarca della santa chiesa legale di Paladine! A Morna è cascato il braccio destro.

C’è qualche problema? ha chiesto anche mr Luca che stava seguendo la corsa flaccida di una lumaca lì nei pressi. Beh… ecco… ha provato Morna monco, Rive… Esorciccio… Nomadi, ecco… Luca ha fatto finta di nulla. Ah che brutta faccenda, ha detto glissando, Non c’è soluzione. Però Morna lo ha visto telare verso la cabina telefonica di viale Concordia. Trenta secondi dopo, al grido di Superflyyyyy!, un turbine rosso è penetrato nella porticina sfondandola.

Pììììp. Secondo tempo. Si comincia senza Rive, il guardalinee lo fa un messicano di un metro e dodici di nome Pedro che faceva la siesta nel giardino del Don. Arriva in tribuna Cizzu in pausa lavorativa, si avvicina al clan Faini e al clan Gabini, chiede il risultato, 2 a 0 per loro e Tony Gattuso caduto dall’impalcatura, spiega Rosolo Gabini. Cizzu torna alla macchina, accende, corre via piangendo.

Sulla sinistra Simo ‘Aramis’ Spugnetta spinge molto e ottiene ottimi dribbling, che lo portano però sempre fuori dal campo. In più litiga un paio di volte col simpaticissimo portierino del Grumulus. Il mannaro n°1 è arrivato sesto all’edizione della Corrida dell’anno scorso, e ci tiene a farlo capire. Così al secondo contatto illegale di caviglie in area quello avvia la candidatura agli Oscar come miglior interprete. Una volta che fa il muso duro a Simo, riceve una spallata che lo spinge via di un metro buono. Cambia subito atteggiamento, resta comico ma mansueto.

Fuori Rubo e dentro il centurione. Fuori Kristio che in uno scontro resta sciolto al suolo e dentro Rosso Chiodino. Su un contropiede efficace, un randagio impensabile si trova uno contro uno con n°1 Jerry Lewis, che lo affronta ma perde il contrasto mano-piedi. Palla in rete, 2 a 1 e tutti a festeggiare Dade Chiari che non si capisce bene perché sia salito ma è stato meglio così perché ha riaperto la partita.

Ma è la giornata di merda di Faio Faini a richiuderla definitivamente. Dopo alcuni disimpegni errati, pensa bene di farsi staccare in corsa dal suo mannaro, che defilato sulla sinistra raccoglie un buon suggerimento in profondità del comandante licantropo, il terribile ‘mannaro grigio’, e insacca Bòrtolo sulla destra. Festini tribali nella metà campo dei Werewolwes di Grumello. Buio in quella dei randagi. La divisa azzurrina poi non aiuta il morale.

Due minuti dopo, prima Mino Minoia di testa pela l’incrocio, poi Simo si beve quarantasei avversari e smolla a centro area sui piedi del Ciòlo la palla del necessario 3 a 2. Palla perfetta, millimetrica, sul dischetto, a rimbalzo, non la sbaglierebbe nemmeno un bambino dell’asilo. Il Ciòlo l’asilo non lo ha nemmeno fatto. Da piccolo era sempre al seguito di papà e mamma in concerto nel Nepal. Quindi cicca il fùbal. Quindi Cippo lo toglie per Ripo. E toglie Simo che ormai rischia la rissa ogni contrasto, dentro Beppone. E il 4 a 1 tristissimo arriva su una punizione tirata bene dal mannaro 17 appena entrato. E c’è spazio pure per un altro mannaro che fa il suo ingresso in campo, la fotocopia di Zuzzurro. E insomma oggi c’era poco da fare, mancava la grinta ed è mancata la freddezza sottoporta. Al Grumulus 4 tiri in porta 4 gol.

Tutti al Villetta a chiedere a Morna se è vero che Jimmy ‘Superfly’ Sluka è stato visto con Rive in una mano e l’Esorciccio nell’altra, a cavallo di un sidecar sulla strada per la discarica di San Rocco.

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Andrea Cisi
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