25.01.03: URANIA – GILBERTINA

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Pìììììp! Inizio.

Wwwrrruuùùmm!… WWWwwwrrruuuuuùùùùùmmmm!

Con due volate a seicento chilometri l’ora, il Mig21 Tony Gattuso brucia per due volte la marcatura e già nel primo istante di gara si libera al tiro a colpo quasi sicuro, partita praticamente già chiusa ancora prima di cominciare. Invece no. Il primo tiro lo para il muretto dietro la porta. L’altro colpisce un Boeing che transitava lì sopra a qualche decina di migliaia di metri di altitudine.

Lo sapevo , fa un mr Cippo con berrettino a visiera della Semenzani Manzi, La lap-dance di ieri sera della polacca l’ha fiaccato!

La polenta col capriolo vorrai dire , contesta cupo mr Morna.

Ma torniamo un attimo indietro.

Giornata di luce bianca oggi alle 14.00 al quadrato infame della Madonnina di Viale Concordia. Sono i primi soli di un Gennaio malato di freddo.Che sole triste, dice Beppone con un’aria da Barbapapà rosa. Meglio ‘sole’ che male accompagnate, risponde Gigiño pensando alle figliole Soncinesi viste in disco al River ieri sera. Du Brasìu, aggiunge poi carioca. Chi manca oggi? chiede Faio scendendo dal Golf dove la morosa rossa di capelli legge l’ultimo numero di ‘Più’ uscito in edicola. Tutti, fa mr Cippo. Di più, fa mr Morna. Praticamente il mondo, fa mr Luca che oggi sembra Alberto Tomba con occhialoni da sci e basette folte. Kristio invece si presenta con sotto il braccio un’edizione originale del gioco in scatola ‘Il Piccolo Chirurgo’. Lui e mr Luca si fissano. Io opero, dice il finto bielorusso, Sono bravo, il naso non suona mai. Luca si fa strafottente. Io scio, dice, E sono bravo, faccio senza bastoncini.

Gli uranioti li fissano entrambi, tutti si chiedono che razza di dialogo sia quello, ma nessuno contesta. Solo Ripo scuote il capo e pensa: ‘Marùni!’

Gli avversari di oggi sono i Gilbertini, quelli col nome poco cazzuto, quelli dell’andata con Super Bòrtolo, quelli dei due estremi casi umani (uno capitano pelato e basso e uno terzino alto e cappellone), quelli dei 37 angoli consecutivi del Puma Tomasini, quelli della Magnum 44 dell’ispettore Lupo Lupino, quelli del tizio che dice Ah! e poi piange come un monello dell’asilo. Non sono una gran formazione, quando arrivano al campo gli uranioti li scherniscono tirandogli carte di Big Bubble ciucciate e appallottolate. Quelli nemmeno reagiscono.

L’Urania oggi, a parte i soliti, deve fare senza Cizzu che deve ammansire dei giapponesi malati di liuteria, Gabo Gabino che segue un corso di yoga alla palestra di Ca’ de Mari con un maestrone frocio di nome Jalangay Semiura, e il Ciòlo Facciòlo che lavora a Milano in Largo Sarpi in mezzo ai cinesi come controfigura di Mike Patton per uno show Arci. Però recupera a grande sorpresa un Mullah Guindajh che rivela di essere tornato dopo un periodo sabbatico sui monti dell’Iran inferiore, dove ha colto il vero senso della vita che, senza mezzi termini, rivela al gruppo essere ‘la Figa’.

Il Mullah inizia il riscaldamento in un tripudio di ovazioni dei tre tifosi presenti (il BambinoIno nostalgico che apre un fumogeno e asfissia Ronnie il Ragazzone lì di fianco, Ronnie appunto e il fratello minore di Mino Minoia, Minoietto Minoia). L’arbitro corre fuori seguito da mr Morna con in mano la distinta, e dice che secondo lui il Mullah non può giocare perché sul suo cartellino, scaduto tra l’altro da due anni, c’è scritto che fa uso regolare di Napalm da struscio e di bazooka nel week-end. Beh, si difende il Mullah, Il bazzu lo uso è vero, ma solo per questioni di sicurezza in Villetta. C’è in giro della gente che davvero, non ci si crede! Per l’arbitro non basta. Dieci minuti dopo il Mullah raggiunge la tifoseria alla recinzione di curva sud.

Tra l’altro il riscaldamento pre-partita è spesso interrotto dai continui Gnèè!… Gnèèè, cazzo ho toccato… …evviva, ho recuperato una tibia! di Kristio che coricato nell’erba come un bambino delle elementari prova il suo Piccolo Chirurgo.

Formazione randagia: in porta Bòrtolo in mimetica rosso benzinaio; libero un Paglia che oltre ai polpacci ha appena fatto cromare anche i tendini internamente e quando si muove sembra il T1000 di Terminator; sfregiatori professionisti Faio Faini (che si è iscritto ieri sera al piccolo fanclub rossonero di Kaka Kaladze ma per precauzione sentimentale non ha iscritto la morosa) e Dade ‘pettinato’ Chiari; centrocampo da destra un Kristio biondo tinto (Ma eri già biondo, gli fa notare Cippo. Sì però così sono spumeggiante! risponde lui felice della tinta platino), un inedito Maurone ‘Tito Stagnus’ Centurione (che per l’occasione indossa scarpette allacciate a intreccio fino al ginocchio, Si dice coturno, spiega pazientemente all’arbitro in latino per convincerlo che sono regolamentari), Rubo ‘il sinistro’ (che saputo che giocava centrale si è smarrito e non è più rientrato in sé), Simo ‘Proxima Centauri’ Spugnetta con un colore di faccia simile al mercurio del termometro e infine Rosso Chiodino, che troppo spesso manda sguardi languidi alla panchina dove siede Beppone. Davanti i due aviogetti umani, Tony ‘Mig21’ Gattuso e Mino Minoia (che per stare lontano dall’alcol che beveva durante la settimana in Viscontea ha deciso di aprire un bar in via Giordano, così è lontano da ‘quell’alcol’ ma è vicino a ‘questo’ nuovo).

In panca vanno Lupo dalle basette di pongo, Beppone, Ripo-Ripo, il Puma Tomasini, Gigiño e il ginocchione di Beppe (un po’ in disparte per non disturbare).

I Gilbertini si presentano con la divisa nera. Questo agli uranioti non piace affatto, perché il nero è il loro colore ufficiale.Perché ci smagrisce, aveva detto mr Luca a suo tempo.Perché incute, aveva precisato il Mullah. Perché ci fa cazzuti! aveva chiuso Bòrtolo. Comunque ai randagi tocca l’azzurrino della divisa di riserva.

Il diversivo lo crea una specie di carrozzone che parcheggia dentro l’area dell’oratorio, trainato da due cavalli pulciosi. Dal mezzo scendono dodici frittole gitane con anelli, catenine e cavigliere, nacchere alle mani e gonnelline con gli sbuffi nonostante i 10° di temperatura. Sono arrivati i miei amici, dice Kristio salutandoli con un idioma tra il basco e il rumeno, I figli della luna di Hitano! L’arbitro Pììììììp! fischia l’inizio ma le due squadre pensano alle zingarelle.

Tutti tranne il Mig21 che brucia l’erba e va a fallire le due occasioni subito in apertura. I neri Gilbertini non fanno in tempo a dire Stiamo più att… che si sente il Click di un cane di fucile che si alza e uno scoppio Sbrang! Tutti si voltano lasciando perdere le gitane e vedono del fumo salire dai piedi di Simo Spugnetta. L’arbitro fischia, uno a zero. Nessuno ha visto niente.Ho visto io, fa giaccanera battendosi il petto, Era una fucilata! Il Gilbertino n°7 fa per avvicinarsi a giaccanera, ha lo sguardo di chi vuole protestare. Si sente Stòk! e l’uomo è in terra col pelo sulla tibia bruciato. Anche qui nessuno ha visto nulla ma Tito Stagnus Maurone se ne va pensando ‘ Per gli Dei! Il dado è tratto. Marte, arma il mio braccio, Mercurio, calza le ali ai miei coturni!

Nell’insieme la partita non ha molto da offrire. I Gilbertini capiscono subito che aria pestilenziale tira alla Madonnina, non c’è verso oggi. Infatti a suggello del primo tempo, arriva sul finire il gol di scherno di Tony, che scherza con l’avversario e poi a sorpresa infila a mezz’altezza dal limite sinistro sul 2° palo. Due a zero e palla al centro. Tutti festeggiano Tony tranne Kristio, impegnato ad estrarre un’Ulna e un pezzo di bacino senza far suonare il naso del chirurgo.

Tra l’altro, tutti si accorgono che le zingarelle non ci sono più. Si pensa ad un’illusione di massa operata dal bielorusso ma lui, ai cronisti orobici presenti, nega. Le via di Ypnos sono misteriose, glissa.

Il tempo per Mino Minoia di prendere un’ammonizione per proteste su un fallo subìto e Pìììììp! fine prima frazione.

L’unica frase dell’intervallo la dice Faio Faini a un Mino Minoia rabbioso col suo marcatore che lo legna come un falegname. Figa Mino, gli dice esperto e pacato come un nonno, Mi sembri un allievo alle prime armi. Se prendi un fallo stai muto, poi quando l’arbitro non vede glielo dai indietro. E gli strizza l’occhio. Mino accetta mesto, ammirato da tanta sapiente tranquillità e ragione.

Pìììììp . Ripresa. Fallo del centravanti proprio su Faio. Faio signorile controlla se l’arbitro guarda. L’arbitro guarda. Sbràààng! Entrata a piedi uniti sul centravanti da dietro in carpiato fluido. Centravanti rotto. Ammonito Faio. Passa di lì Mino Minoia. Stai zitto Mino, dice Faio viola, Non dirmi niente.

Intanto alla recinzione sono apparsi anche i soliti nuclei Gabini e Faini, più il solito indiano Arrapaho scappato dalla riserva del Cambonino. Dalla parte opposta del campo il guardalinee Riveliño, con indosso maglietta, calzettoni, bandana, gilet, adesivi e braccialetto del Nomadi fanclub di Vescovato, accende un fuocherello e con una coperta inizia a comunicare col pellerossa. Gli interessa sapere i risultati delle altre partite del girone. L’Arrapaho, di nome Aqh-fwoah-paqh (Quaglia-che-squaglia), estrae un coniglio e un coltello e si prepara a ‘divinare’.

Anche la seconda frazione offre ben poche emozioni. A parte tre uscite impeccabili di Bòrtolo sulle punte avversarie, che si rammentano così di chi diavolo sia quel benzinaio rosso con lo sguardo truce che avevano, per timore reverenziale, rimosso dalla memoria dell’andata.

E a parte le altre tre ammonizioni rimediate dai randagi: Simo (perché offeso nell’orgoglio dall’avversario che lo ha chiamato ‘Signorinella’ gli ha offeso a sua volta dieci generazioni di parenti), Kristio (perché essendo sempre coricato a giocare al Piccolo Chirurgo tocca sempre saltarlo e infastidisce parecchio il gioco) e Dade Chiari (perché il suo uomo gli dice Adesso io ti salto e me ne vad… e lui lo stende dritto come un panno appeso ad asciugare).

Diciamo che le emozioni vere sono in tutto ancora tre:

  1. lo show personale del Mig21 Gattuso che parte sul limite dell’off-side, vola come una saetta sul portiere, lo salta in uscita sulla destra rischiando di finire oltre il fondo, rientra, ridribbla il portiere, si mette in posizione a uovo per sostenere l’urto del terzino che arriva a precipizio, vince il contrasto facendo volar via il terzino, riridribbla il portierone e poi, prima di accomodare in porta, si legge pure lui l’inserto ‘Più’ uscito oggi. Poi sigla il tre a zero palla al centro mentre tutta la Gilbertina cerca di saltargli addosso.

  2. Entrano a 10′ dal termine Lupo, il Puma e Gigiño. Il Puma dal nulla estrae una piccola discesa ed un cross perfetto, di quelli che nessuno ha ancora capito da dove cazzo li estragga. Palla a Gigiño, che di prima intenzione dal limite apre perfettamente sulla destra dove purtroppo non c’è nessuno. Bella l’apertura esterna, gli dice il Puma, Ma per chi era? Gigio tira il boffo, Era un tiro, dice piano, Almeno credo.

  3. Maurone il Centurione, galvanizzato dalla buona prova a centrocampo, ruba palla e si avventura in dribbling in cerca di fortuna verso l’area avversaria. Di fianco a lui galoppa Lupo. Di solito i polmoni di Lupo gli permettono una sola scorribanda in avanti a partita. E’ questa. Maurone dribbla un uomo.Mauro, gli suggerisce Lupo. Maurone punta il libero. Mauro! lo chiama Lupo liberissimo sulla destra. Maurone a tu per tu con l’uomo. MAURO! dice Lupo davanti alla porta. Contrasto con l’uomo. Mauro… fa Lupo fermandosi. Palla recuperata dal libero. Mauro, fa Lupo rientrando con lo stesso passo, Vedi di andare ad affittare il culo!

Interessante pure lo scambio di opinioni tra il guardalinee Rive e l’Arrapaho. Rive spegne il fuoco e avvisa la panchina dei risultati delle altre squadre. Kristio intanto si lamenta a bordocampo, dopo la sostituzione con il Puma, che qualcuno gli ha pestato la scatola del Piccolo Chirurgo. Certo che, dice polemico transitando davanti alla panca, Questa società non ti tutela proprio per un cazzo. E’ un vero schifo!

Tutti al Villetta a giocare a biglie, a bere Cynar con il Campari e a discutere della visione de ‘Il Signore degli Anelli 2: le due torri’, stabilendo che l’elfa Liv Tyler è più figa di Eowen, la nipote di re Teoden, e che quindi Aragorn è un idiota.

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Andrea Cisi
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