21.12.02. URANIA – AZIENDA CARTARIA

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Quasi Natale. Bontà e allelujah. Le 15.03 del sabato prima.

Jingle Bells, jingle bells, jingle all the way…

Questo è il sentimento che si respira per le strade di tutto il mondo. Strade bianche, luci delicate, pini enormi sui piazzali, tutti addobbati, chiese accoglienti con presepi meccanici, coppiette imbacuccate nei piumini di pelo che scappano in qualche caffè a riscaldarsi e raccontarsi la giornata di regali e di buoni sentimenti. Lui è un manager finanziario/lei lavora in una piccola libreria di quartiere. Lui è un poliziotto fuori servizio/lei una cameriera di fast-food. Lui è un medico di pronto soccorso/lei una chirurga. Le occupazioni sono secondarie, sotto Natale c’è solo il sentimento romantico e l’altruismo, la festa e l’incontro. A Parigi Montmartre si fa bella, e l’orologione digitale sulla Tour Eiffel conta i giorni che mancano a Capodanno. A NY City l’Empire State Building è sepolto sotto una coltre di neve più bianca delle nuvole, anche di notte risplende di chiarore e illumina le highway squadrate della metropoli con reticoli di luce. A Londra il Big Ben scandisce ore pomeridiane quiete, per notti di cuore e amicizia che allieteranno il torpore dei discopub lungo il Tamigi e sopiranno la ferocia dei serial killer da vicolo. A Perth in Australia ragazzoni in pantaloncini da bagno e berretta di Babbo Natale cavalcano onde gigantesche su tavole da surf taglienti, sotto un sole a 33°, mentre in spiaggia le ragazze fanno ruotare barbecue arroventati cantando le Carole inglesi di Natale.

Il mondo si fa penetrare dal Natale, alle 15.03 del sabato pre-natalizio, lo assorbe, ne diventa parte integrante.

Alla chiesina di via Postumia invece, sotto un cielo grigio piombo di aria ghiacciata e immobile, si sente solo Stòck! Ma non è, come si potrebbe pensare, un boscaiolo gnomo o un elfo dei boschi. Non è il carpentiere di Babbo Natale che fa slitte per le sue renne.

E’ il Centurione al lavoro.

Sta piallando il ginocchio del suo avversario.Io sono il falegname di Babbo Natale, continua a dirgli, E tu sei il mio ceppo! Quello chiama la mamma.

Ma andiamo per gradi (e oggi ce ne vorrebbe sicuramente qualcuno in più).

Oh , chiede un Faio Faini malmostoso al ritrovo, Com’è che mancano i misters?

Sono andati a casa a cambiarsi , risponde Beppone con lo scròto in mano.

Perché?

Volevano farci la sorpresa, si son vestiti da Re Magi e han pitturato da cammello la macchina di mr Luca con l’indelebile color cacchetta.

E quindi? Faio si gratta la testa.

Il Don li ha blindati all’ingresso , fa Beppe passando il suo pesantissimo scròto a Rosso che ne gode, Quando li ha visti entrare quasi sviene, più che i Magi sembravano tre zoccole. Gli ha spiegato che i Magi arrivano il 6 di Gennaio, non il 21 di Dicembre. Li ha obbligati a dire l’Ave Maria lì sul posto e domani a seguire il corso di Tradizioni Natalizie all’oratorio con i bambini delle terze.

Tony Gattuso ride di gusto, poi li vede arrivare e si fa serio. Eccoli!

I 3 mrs arrivano col passo incazzoso, sguardo basso. Cippo ha ancora in faccia un pezzo di barba dipinta, Luca il cerone nero del Magio africano, Morna in testa un turbante.Il primo che dice qualcosa finisce in panchina! dice Cippo secco. In tribuna! dice Luca gelido. In infermeria! dice Morna astioso.

Cominciamo bene , commenta Ripo Ripo. Cippo lo guarda, mette giù la borsa, estrae un’agendina nera e una biro, tira una riga su ‘Ripo’ e poi la mette via. Ripo scioccato corre in campo a mangiare l’erba per sfogarsi, mentre dietro si sente uno Sciàk! da pelle d’oca e tutti vedono il povero Rosso Chiodino accasciarsi al suolo sepolto dallo scrotòne di Beppone.

Oggi si gioca il recupero del ritorno con l’Azienda Cartaria, sospeso per pioggia inesistente tre settimane fa. All’andata la Corazzata Nera espugnò il leggendario Luigi Poli di S. Sigismondo con un secco quanto sofferto 1 a 0 firmato da Rubo ‘il sinistro’ di testa, l’unico gol del mancinus eccelsi nel girone d’andata. Il cielo fa schifo, il freddo è letale, il campo è bello verdone scuro, erba alta, buche presenti ma invisibili, son tre notti che le talpe invece che andare in letargo si ritrovano al ‘sindacato sotterraneo roditori’ per discutere se sia più buona l’erba del campo dei randagi o le radici di quello intorno al Circondariale di via Ca’ del Ferro.

Oggi i mrs hanno qualche problemino di formazione. Oltre agli irriducibili della scomparsa mancano Cizzu (che porta cesti natalizi in giro ai siùri di Cremona per un’enoteca), Gabo Gabino (ancora per la gamba seppellita e non ancora ritrovata) e Dade ‘pettinato’ Chiari (per l’influenza vigliacca cacarellosa di questo periodo).

Formazione: CyberBòrtolo tra i pali in divisona ‘rosso fuoco-d’ammòre’; libero un inedito omino Paglia (Beppone ha lo scròto infiammato ma va in panca per questioni di numero); fucilieri posteriori Faio ‘toh il depliant del negozio della mia morosa rossa di capelli’ Faini e Maurone ‘Caio’ Centurione con la barba di Ben Hur quando rema sulla galera degli schiavi; a metà da sinistra: il Puma Tomasini con due guance rosa tipo Heidi, Simo ‘Spugnetta’ bianco cadavere col pizzo cavatappi, Rubo ‘il sinistro’ con gli scaldamuscoli verdi di Robin Hood, Lupo con due basette a forma di zanne di mammuth e Kristio il finto bielorusso che oggi sulla divisa ha cucito delle formine natalizie di pezza ( …sto cercando di attirare fuori dei boschi l’unico esemplare di Renna Albina esistente al mondo, ne nasce una ogni sette generazioni, sono molto ghiotte di formine di Natale di pezza… ). Fucilieri offensivi Mino ‘l’airone glabro’ Minoia e Tony ‘Mig21’ Gattuso, al rientro dopo la squalifica.

La panca vede Beppone lo scrotàto, Rosso il suo derviscio fedele e l’elicotterino Ripo Ripo in down per aver perso il posto in squadra con quella frase. Marùni, marùni, pensa il velivolo umano scuotendo la testolina a pale incrociate.

L’arbitro è quello sosia del tizio della torre di controllo di L’aereo più pazzo del mondo, Lioyd Bridges. Ma anche un po’ Trapattoni. Insomma quel bruttissimo lì.

Gli avversari son poco appariscenti, a parte il libero (un tipico oste della bassa con due guanti viola e la faccia sorridente di Frate Tac), il n°10 (che ancor prima di entrare in campo sta già polemizzando) e un tizio uguale al ‘giovane Adso’ del Nome della Rosa che sta in panca e pare sia un liutaio. Mah! Pììììp. Inizio partita.

Al 20° minuto la gente chiede ai giocatori in campo se può andare a casa a fare una pennica. Possono tutti tranne la moglie di Bòrtolo.Te non vai, le dice micione, Sennò io faccio apposta a giocare male, ecco! Lo dice come per fare un dispetto.

Intanto arriva trafelato Cizzu, dispensa a panchina e tifosi giovani del Collettivo Radioattivo secchiate di Lindt al latte e di Tu-Fù alla nocciola, poi riparte a razzo con l’auto dell’enoteca. Subito dopo alla curva Sud dell’ex-Caraffone appaiono gli irriducibili Poldo e BambinoIno, coperti di pellicce e grasso di elefante riscaldanti.

Le fasce viaggiano abbastanza, il Puma Tomasini non si è ancora scrollato bene di dosso il ghiaccio di sabato scorso a Castelleone, più macina chilometri e più lo strato gli si solidifica sulle gambe. Di là Kristio estrae i soliti buoni dribbling ma ogni tanto rotola giù nel fosso senza farsi vedere dall’arbitro e inizia a simulare rivolto al boschetto il verso della Renna Albina in amore. L’unico effetto che ottiene è che alla terza volta il guardialinee Riveliño molla la bandierina e corre a strusciarsi equivoco contro la corteccia di un platano.

Davanti Mino e Tony (due soprannomi da balera di liscio) corrono molto, ma il campo non aiuta il controllo-palla e le conclusioni sono affrettate e deboli, inoltre si dialoga poco. In mezzo Lupo vince parecchi contrasti e la palla arriva spesso a Simo e a Rubo per le ripartenze, ma i due fantasisti sono un po’ indietro col riscaldamento, il primo non sa mai che direzione di corsa prendere e quando parte si perde, il secondo aspetta sempre il contrasto del marcatore e perde qualche pallone di troppo.

Ma è proprio da questi due paciocconi sonnolenti che si accende la lampadina, il lume della Ragione in campo. Simo riceve un pallone sulla ‘¾ di mezza destra’ (geometri ed architetti han provato a calcolare tale posizione ma hanno rinunciato), alza gli occhi, vede Rubo che come un dromedario dinoccolato parte sull’estrema sinistra sfruttando il movimento opposto delle due punte che gli liberano la fascia. E’ un attimo: riabbassa gli occhi, pensa Ma sì dai che te la do ben benino! e calibra un pallone a volta di cattedrale che si spegne sul petto in corsa di Rubo. Il mancinus eccelsi stoppa, comprime nell’urto le 6.000 atmosfere di nicotina che i suoi polmoni hanno immagazzinate, emette un suono tipo Uhmpf! e la mette giù perfetta. Tiro secco dal basso in alto sul primo palo, il portierone avversario non si capisce bene se la vede oppure se la sogna solamente. La rete si gonfia.

Pììììììp! 1 a 0 palla al centro.

Rubo viene festeggiato da tutti. Gli avversari invece temono che lui rechi con sé una qualche sorta di maledizione, chiedono a Cippo di sostituirlo, glielo chiedono ‘per piacere’ perché con loro segna sempre solo lui e non è giusto. Quando Cippo dice ovviamente di no, il n°10 comincia a bersagliarlo, gli fa l’applauso ironico, gli dice Bello, bello giocare così, se vi divertite voi, bravi, bravi, l’importante è che vi divertiate voi.

Intanto inizia a scaldarsi il liutaio uguale al ‘giovane Adso’. Un ragazzino del Collettivo gli chiede se è vero che lui fa i violini e il ‘giovane Adso’ tutto contento gli dà il biglietto da visita della sua bottega artigiana. Il Radioattivo si stringe intorno al biglietto, lo legge interessato, c’è scritto su ‘Maestro Liutaio’ in caratteri aramaici, son tutti onorati quelli del Collettivo, strappano il biglietto in due parti e ci fan due filtri da cannone.

La partita non offre nulla fino al riposo, da rimarcare il lavoro oscuro di ‘Bruce Lee’ Paglia che chiude ogni buco anticipando i pochi cartàri che sfuggono alla massacrante marcatura dei due cannibali Faio e Maurone. In un’azione addirittura anticipa 18 uomini filati, alcuni non c’entravano niente con la partita ma lui è fatto così, se una cosa la inizia la fa bene. E’ troppo tonico, il Paglia fa un papà Gabini estasiato in tribuna, Meno male che c’è il Paglia. Papà Faini invece tira su le braccia al cielo, Per me beve solo acqua Tonica, dice, Ave, o Paglia! e fa un Osanna.

Negli spogliatoi entrano tutti tranne il Puma Tomasini e Kristio.

Dove sono quei due impiastri là? chiede Cippo con accento inglese.

Kristio sta intagliando Rune nei platani , fa Riveliño, Non vuole che mi strusci.

Il Puma è qui , dice Morna entrando con un blocco di ghiaccio tenuto con un rampone sulla schiena, come il fratello di Stallone in ‘Taverna Paradiso’. Mette giù il blocco accanto alla stufetta, il blocco è a forma di felino con le orecchie all’indietro.

Cippo si avvicina con la pipa in bocca e la lente d’ingrandimento. E’ vivo?

Elementare, Cippo , fa Morna indossando baffi finti e una mantellina a scacchi.

Cos’è , chiede Simo Spugnetta sudato guardandoli, Carnevale?

Non ci fanno fare i Magi, facciamo gli investigatori! rispondono loro. Poi sentono un grido fuori. Stringono gli occhi a fessura gattoni, aprono uno spiraglio, guardano fuori uno sopra l’altro. I randagi stanchi non credono alla scena. Fuori c’è il mr Luca vestito da Jack Lo Squartatore che simula un’uccisione, sotto di lui c’è il corpo accasciato di una bella ragazza bionda (sua futura moglie) che simula invece di essere una vittima. I due investigatori si spintonano per uscire al grido di Cippo E’ lui Watson, è quel perfido Jack. Prendiamolo! e scappano fuori mentre mr Luca se la dà a gambe levate e la ragazza ride. Quei cartàri che han visto la scena cominciano a sentire voglia di casa. I randagi nello spogliatoio si guardano perplessi alcuni minuti.

Forse c’è un virus in panchina , fa Rubo incredulo.

Secondo me è il freddo , commenta Lupo esperto.

Secondo me son deficienti, chiude gentile Maurone, Tutti e tre!

Dai , suona la carica il Faio, Tutti col phon acceso, sciogliamo il Puma che tra due minuti rientriamo.

Pìììììp . Secondo tempo.

Subito Mino Minoia raggela ulteriormente la tribuna con il suo tipico tiro da centrocampo. Uno su quattro di solito entra. Non è questo. La palla la raccatta il rudino di via Angelo Pisone, controlla se è autografata dai randagi e poi la sbatte nel tritarifiuti. Risate grasse in tribuna ma l’airone bianco non se la prende, ci ride su anche lui, invita gente a casa a bere per riderci su meglio. Anche il secondo tempo non offre granché sul piano del gioco. La Cartaria trova qualche spazietto ma non punge, la Corazzata Nera ha tre trincee da passare: il girone dei dannati (Faio e il Centurione), il girone dei bionici (il Paglia) e la muraglia del pianto (Bòrtolo). Dove non giungono i tacchetti dei primi o i nervi del secondo arriva il ‘braccio violento della legge di Bòrtolo’.

Da segnalare solo un buon inizio del Puma riscaldato e rimesso a nuovo, che si propone bene in fascia e mordicchia palloni su palloni. Un Rubo sempre più lento e macchinoso che sostituisce la calma col nervosismo, cioè l’esatto contrario. Un Tony Gattuso che le prova tutte per giungere al gol, compreso dare un colpo di testa alla faccia dura di un avversario, gesto di amicizia che lo lascia riverso al suolo privo di razionalità. Immediatamente mr Morna corre dentro il magazzino, ne estrae un mega faro su carrello che su due binari estrae all’aria aperta. Lo accende e verso il cielo semi buio parte una colonna di luce che illumina un cerchio nelle nubi, tipo Batman. Solo che invece di un pipistrello, in mezzo c’è una grande ‘U’. Dall’ospedale parte un razzo segnaletico di risposta e l’ambulanza parte a missile. Tony viene trasportato in reparto da due amorevoli infermierine. Dentro l’elicotterino scalpitante Ripo Ripo, che disputa un diligente finale di gara.

Lupo intanto semina cadaveri in campo, fino al momento in cui cerca di arare anche il portiere. Lo ara, in effetti, ma ci rimette un ginocchio, il freddo amplifica la botta. Fuori lui e dentro Beppone, non c’è nessun altro. Ho scelto un brutto giorno per smettere di suonare il violino, pensa Sherlock Cippo. Il mio scròto! pensa Beppe.

Ogni tanto si sente gridare intorno al campo, è sempre mr Luca che simula omicidi col coltello di plastica. Morna si rimette la mantellina e i baffi e torna in caccia. Anche Cizzu ripassa e semina al volo torroncini e caciotte. Panico in campo.

Entra il ‘giovane Adso’ che si scaldava dal veglione dell’anno scorso, dalla tribuna un Collettivo fumato canta Facci un violino! Adso facci un violino! Facci un violììììnoo, dai Adso facci un violìììnoo! Il Puma viene calpestato da un cartàrio, prima cade e agonizza, poi si alza e zoppica veloce da quello là e gli ringhia in faccia, poi ricrolla al suolo e agonizza, poi si rialza e zoppica da un altro a ringhiargli, fa così sei volte, Trapattoni lo ammonisce per idiozia, Cippo lo toglie per pietà.

Sul finale due brividi. Il ‘giovane Adso’ sfiora un gol da cineteca con un tiro diagonale da destra che se lo faceva Roberto Baggio girava a destra in giù, mentre il suo gira a sinistra e in su ma fa venire la cacarella comunque ai randagi spossati. Poi un tiro bello secco a mezzo giro di un Kristio alla ricerca sempre del gol ad effetto. La palla si alza troppo e finisce in un boschetto nebbioso. Trapattoni fischia la fine dopo 7° di recupero. La moglie di Bòrtolo gioca a insulti col libero ciccioso in guanti viola, poi tutti tornano frettolosi negli spogliatoi.

Tranne Kristio. Sull’ultimo tiro ha sentito uno Spunf! e un Fsssssss! Sorride intuitivo, il finto bielorusso filo-Montana srotulato figlio dei boschi. Si avventura nel boschetto. Laggiù, oltre un ruscelletto di acqua putrida, incastonato tra i rami bassi di un pioppo, c’è il faccione bianco di una bellissima e massiccia renna. Col pallone bucato infilato sulle corna. Ciao esemplare stupendo, amica della natura, amica mia, le dice Kristio amorevole nel linguaggio del Cantico delle Creature di San Francesco.

Sei stato te? risponde la bestia incazzata indicando con gli occhioni la palla.

Ehm , accenna Kristio a disagio, ehm… no no, in realtà è stato… è stato Morna!

La bestia rarissima si eclissa di nuovo nel nulla del bosco.

Tutti al Maggiore a bere tisane e a rincuorare un Tony convinto di essere Gesù.

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Andrea Cisi
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