14.12.02: SAN BERNARDINO LA.RI.BO – URANIA

1

Siamo mica in tanti , commenta un mr Cippo imbacuccato nel piumino al ritrovo alla chiesina. Poi mancano Rubo e Maurone, come al solito.

Rubo l’ho visto io poco fa davanti al Villetta , dice il Puma Tomasini che ha il moccio al naso ghiacciato tipo stalattite, Era in macchina.

Ma veniva? chiede un mr Luca in versione ‘Scarface’, dopo che al lavoro si è quasi staccato un orecchio con una lastra di vetro.

Più che altro dormiva , sentenzia il Puma. Di brutto, aggiunge. Tipo coma, chiude.

Parte una raffica di telefonate, da tutti e tre i mrs, tutte indirizzate all’abitacolo su ruote di Rubo ‘il sinistro’. Bisogna svegliarlo, abbaia Cippo. Svegliarlo si deve, obbedisce Scarface. Lo sveglieremo, completa Morna mussoliniano.

Intanto giunge il Centurione con la borsa a tracolla e la siga con bocchino tra le labbra. Indossa un completo nero stretto anni ’70 da beccamorto, un paio di occhiali da sole a specchio da vecchia, modello Nilla Pizzi, e sulla spalla destra porta appollaiato un corvo nero come la morte.

I randagi si toccano tutti. Minchia! esclama Lupo con due basette rococò. Il Centurione si avvicina, tutti i randagi si specchiano nei suoi occhiali e temono che apra bocca, mentre Kristio il finto bielorusso (appena rientrato da Sharm) dialoga sorridente con l’uccellaccio, nel linguaggio dei rapaci notturni.

Kraa-krac , dice Kristio dandogli una pacca amicona sulla schienetta.Krikcaa-ahaak! fa il corvaccio allargando le ali. Si chiama Ernesto! spiega Kristio al gruppo. Kra! aggiunge il pennuto menagramo. Ma noi possiamo chiamarlo Tino, traduce lo srotulato annuendo.

Oggi perdiamo! fa pacato Maurone, e tutti si strizzano le palle, Rosso le strizza a Beppe che mugugna felice. Se oggi perdiamo mi dimetto, risponde il mr Cippo con voce da oltretomba, Quei segaioli là hanno 3 punti.

Appunto , fa il gladiatore romano, Ho un brutto presentimento.

Tutti stramazzano al suolo con la bava, il Puma strangola una gallina e fa un rito voodoo, Facio Facciòlo spezza un cornetto napoletano, Faio Faini estrae un barile di sale e lo getta alle spalle ripetendo per 3 volte ‘Franco Baresi’.

E poi , aggiunge Maurone guardando il cielo e boccando la siga, Tanto non giochiamo, oggi vien giù il nebbione! Gli uranioti fissano il cielo. Sole tipo Arizona.

Ernesto ci piazza un bel Kraa!

Otto chilometri fuori Cremona la nebbia divora il cielo.

Oggi si gioca a Castelleone il ritorno con la Ri.Bo., campo ostico ma squadra abbordabile che non ha ancora vinto un match. Il campionato è fermo da due settimane, prima per pioggia che non c’era e poi per pioggia che c’era ma poca. Oggi che sembra che l’abisso abbia inghiottito l’umanità, si gioca. Al C.s.i si drogano.

Arrivati a Castelleone i randagi non riescono a vedere neppure il contachilometri in macchina, la nebbia si può tagliare a fette da tanto che è spessa. Maurone è venuto su in macchina da solo, per ultimo, nessuno lo ha voluto accompagnare. Scettici! ha commentato lui. Prima di entrare in paese, dalla macchina di Faio Faini vengono gettati dei chiodi in strada. Così buca e non viene a menare sfiga! spiega Faio al mr Morna incredulo. Morna si fa lasciare giù a raccogliere i chiodi, se manca Maurone sono davvero contati.

Kristio è agitato fin dalla chiesina, parlare il corvese lo ha messo di malumore. Quelli in macchina con lui lo osservano pensierosi.Devo oliare le scarpe con il grasso di balena, dice soltanto, Oliare le scarpe con il grasso di balena.

Scesi dalle auto nel pessimo impianto sportivo del La.Ri.Bo. (un oratorio multimediale scrostato con musica a badile che scende dai piani alti e un paio di campi da basket inguardabili) i randagi studiano il campo, appena riescono a vederlo. La nebbia va e viene tipo entità ectoplasmatica, ogni tanto dai banchi sparsi esce un tizio in tuta argentea con una specie di aspirapolvere in mano e la foto segnaletica di un fantasma sbarrato sulla schiena. Beppone ne vede addirittura due. Il cielo si fa nero in un attimo, l’unica luce è quella bianca della nebbia. Il campo è un deserto ghiacciato a tratti, fangoso a sprazzi, di merda nell’insieme.

Il tempo di metter giù le borse per i randagi (e di toglier Rosso dalla borsa per Beppone) che arriva il centurione con la sua Punto bianco-rossa. In genere è bianca totale, la Punto, ma oggi Maurone ha avuto una sorpresa colorita durante il viaggio: all’ingresso di Castelleone, nel cosmico paesaggio marziano di nebbia e luna crescente, gli è apparsa nella luce incerta dei fari la mistica figura di Morna, messo giù a 90° come un laido lungo la provinciale.

Morna! ha fatto in tempo a pensare mentre i loro occhi si incrociavano.

Merda! ha solo pensato il mr.

Krakkio! ha esternato Ernesto.

Poi lo ha spalmato sopra il cofano e sul cofano Morna è giunto al campo.

L’unica cosa più bianca della nebbia sembra essere Cizzu. Lo ieratico scende dalla Golf di Dade Chiari come se gli avessero ribaltato lo stomaco tipo forchetta in un piatto di spaghetti. Sento mica tanto bene, riesce a bofonchiare. Prova col Tantra! consiglia un Kristio in para dura per le scarpe da ungere col grasso di balena. Arriva anche Rubo, gli occhi sbarellati per il sonno e il nebbione. Scoppia la ghigna , dice.

Medicina ayurvedica! fa Kristio assomigliando sempre più ad un esquimese.

Assenti oltre ai soliti: Tony Gattuso perché ha il corso di sub al lancone di Motta Baluffi, Rosso perché Beppone giocando a mosca cieca gli ha infilato in un eccesso di zelo il ginocchione nell’occhio, Gabino perché due settimane fa in allenamento ha lasciato una gamba seppellita al campetto, il Paglia che aveva una maratona acquatica in Madagascar. Di Gùsto Bagnoli, Vlad e Otta: the Vanishing nessuna notizia da mesi.

Formazione: Bòrtolo il portiere bionico numero 1; Beppone libero; mastini cannibali Faio Faini (che entra in campo consegnando ad ogni avversario un depliant con la pubblicità del nuovo negozio di ‘regalini’ della morosa rossa di capelli) e Dade ‘Pettinato’ Chiari; a centrocampo da sinistra Cizzu (con i primi accenni di visioni, vede due omini in tuta argentea che cantano Tananànannàna tananananànannàà Ghost Busters!), Simo ‘Diabolik’ Spugnetta (con un paio di collant neri di lana riscaldanti rubati alla moglie che lo fanno sembrare un giocatore africano, Senegal! dice Cippo, Lesotho! dice lui), Lupo Lupino (che compiendo oggi gli anni entra in campo con cappellino e trombetta), Rubo ‘il sinistro’ in divisa nera e scaldamuscoli verde ‘Peter Pan’, Kristio con una capigliatura bionda fluente alla Caniggia, un’abbronzatura tipo agente di Miami Vice e un odore di grasso di balena nauseante; dietro di lui una muta di cani affamati; davanti operano Mino ‘l’airone bianco’ Minoia e Ripo ‘elicotterino’ Ripari. In panca vanno il menagramo Centurione, il Puma Tomasini che ormai è una caverna di ghiaccio e il Ciòlo ‘Mike Patton’ Facciòlo che sotto la divisa indossa un piumino Monclère.

Quelli del La.Ri.Bo. son tutti più o meno anonimi, l’unico che si distingue è il portiere, un tizio lungo e stretto dell’età apparente di 15 o 45 anni. Però i padroni di casa indossano una casacchina fluorescente bianca che si nota nel nebbione, mentre i randagi sono in nera. Praticamente bui. Strategicamente si parte male.

L’arbitro sembra Renato Rascel a fine carriera. Entra in campo, si mette a centrocampo e fissa le due porte. Non riesce a vedere nemmeno il cerchio di centrocampo. Nemmeno il fischietto. Si gioca! urla nell’abisso di umido che è sceso.

Pìììììp . Primo tempo.

Il primo tempo si può riassumere in poche parole. Anzi, in una: dominio. Anzi in due: bel gioco. Anzi in quattro: si vede un cazzo. I randagi si domandano se valga davvero la pena di giocare, tanto più che ogni tre minuti circa appare una figura luminosa che pulsa a forma di cuscino con gli occhi, e subito esce dal nebbione un omino in tuta argento che lo aspira al grido di “Egon, Egon, ne ho preso un altro!”.

Solo che, al 10° circa, al termine dell’ennesima bella azione di ripartenza uraniota, uno scambio rapido sulla sinistra Rubo-Simo-Lupo mette in condizione Mino Minoia di trovarsi a centro area con la palla ai piedi e di fronte solo un marcatore. Doppia finta dell’airone glabro del Nord e l’uomo è bello che pippato, tiro di sinistro a incrociare e palla in rete nell’angolo basso. Tutti sopra Mino che con un Flap! morbido si alza in balzo oltre loro e plana a centrocampo festoso. Cizzu festeggia prendendo due aspirine gialle sciolte in Gin e Alca seltz, Kristio fa un buco circolare nel ghiaccio e pesca sei pescioni di fosso da offrire alla tribù, Bòrtolo cabla il visore e comunica alla Nasa i dati della segnatura tramite satellite, in panca il Puma cerca di ruggire ma gli cascano due denti e mr ‘Scarface’ Luca tira su Morna dalla barella per abbracciarlo.

A questo punto i La.Ri.Boini provano a buttarla sul tragico. Arbitro non ci si veeede… arbitro ci facciamo maaale… arbitro ci sono i fantaaasmi… e cose astute così, solo che a patteggiare con il capitano di casa va Bòrtolo, che riesce a strappare un diplomatico Aspettiamo a Rascel Fifì minacciandolo con lo sguardone.

Il resto del primo tempo vede una supremazia di sinistra nettissima, anche sul piano tecnico. Cizzu nonostante l’apatia febbrile, Simo nonostante l’inestetismo della tutina e Rubo nonostante i capelli si siano gonfiati da nigger per l’umidità, dialogano stretti e di prima per almeno sei o sette volte, partendo dalla propria area ed arrivando in quella avversaria, strappando applausi agli spettatori lì accanto, uno dei quali più invasato degli altri urla Oh, ma cos’è questa, la Juve? Poi si rivelerà essere Gabo Gabino in estasi da assenza.

Nell’arco del primo tempo gli uranioti falliscono almeno tre gol fatti: uno Simo che parte a razzo per vie centrali e buca a 130 all’ora tutta la squadra avversaria salvo poi tirare a colpo sicuro da sinistra sul portiere; uno Kristio che sfrutta la nebbia e si nasconde come un cheyenne in guerra ai La.Ri.Boini, sbuca dalla fascia in area e tira secco a colpo sicuro ma avendo ancora Sharm negli occhi trova la gobba e manca la porta; e sempre a colpo sicuro anche Cizzu, che dopo aver tentato un suggerimento diagonale centrale per Mino rimpallato da un avversario, si propone verticale allo stesso Mino, che lifta un assist perfetto da tu per tu col portiere, Cizzu alza gli occhi, non vede nient’altro che bianco intorno a sé, sente i rumori del portierone e d’istinto tenta il dribbling lungo ma il tiro seguente viene neutralizzato dalle unghie guantate dell’indefinibile numero 1. Questo solo per non dire dei sette fuorigioco inesistenti fischiati da Rascel Fifì, del tiro di Lupo da barba al palo, dell’incursione centrale a 120 orari prepotente di Cizzu fermata per soccorrere un avversario, del costante giocare a fil di difesa dell’elicotterino Ripari che dà profondità agli altri, del senso tattico e del dribbling secco di un Rubo in vena.

Per il La.Ri.Bo un tiro in porta su punizione, una bella traversa piena che però non basta a giustificare un tempo.

Pììììp . Intervallo.

Andiamo bene , dice Cippo. Almeno credo, non si vede un cazzo. Però come sempre molliamo nel finale. Stiamo più coperti e non giochiamo troppo delicati, il campo è quello che è.

Il Centurione mette la testa nello spogliatoio. Per me pareggiano, dice con occhi bianchi da spettro. Por-kra vakkra! gracchia Ernesto dalla sua spalla. Una serie di scarpe a sei tacchetti lo manca per un pelo.

Pììììp . Secondo tempo.

Il tempo per Cizzu di mancare un corridoio per Ripo Ripo ben smarcato e la piccola e potente punta ad elica cede il posto al paninaro Ciòlo Facciòlo.

Il La.Ri.Bo. sembra crederci un filo di più, pressa più di prima. Ma subito l’azione più bella della partita la estrae dal cilindro ancora la Corazzata, sempre sulla sinistra: punizione, Simo corto a Cizzu e poi parte, Cizzu verticalizza sul Ciòlo e gli va incontro, palla giù, finta di appoggio e palla invece in fascia ancora per il fluidificante Diabolik che mette in mezzo di prima, l’airone Minoia si eleva al cielo e impatta ma non riesce a dare troppa forza e l’Indefinibile n°1 ci arriva in tuffo.

Cizzu crede di sentirsi bene, meglio del primo tempo.Vah che mi sento proprio benino, pensa allegrotto, Vah che mi sento tonico, vah che non ho più gli svarioni. Batte una rimessa, provata diecimila volte in allenamento. L’unica volta in tutta la partita che le punte fanno il movimento giusto e lui dà il fùbal a quella sbagliata. Vah che furbo che sono a volte, pensa. Cippo lo toglie. Dentro il Centurione. Vah che forse ci avevo gli svarioni ma non me ne accorgevo, pensa triste e ieratico Cizzu, Vah che se n’è accorto Cippo, cazzo!

Il Centurione entra in campo deciso. Dopo un secondo e mezzo il suo avversario si riscopre terrorizzato, ma nella nebbia nessuno ha visto cosa gli abbia fatto Maurone. In compenso arriva il pareggio, su un calcio d’angolo preso un po’ sottogamba dalla difesa dei randagi. Unico tiro in porta della ripresa per i padroni di casa, gol. Il Centurione si gira con occhi bianchi verso la panca, col ditino ammonisce che lui lo aveva detto. Cippo vomita, Luca picchia Morna. Il Puma si mangia il corvo. E’ la dura legge del ‘Libro della jungla’, commenta il sosia felino di Fausto Coppi.

Dentro anche il Puma per un ‘sinistro’ Rubo che ha disputato il suo miglior primo tempo di quest’anno, ottima rotazione di palla e dribbling efficace. Peccato che le cotiche mangiate di nascosto dai mrs nell’intervallo e il cambio gelo-calura dello spogliatoio lo abbia, come dire, segato in due. Il Puma sputa penne e ossicini.

Poi è tutta nebbia.

Rascel Fifì si nasconde in un angolo e telefona alla moglie di preparargli la bacinella per i fumighi e quella per il pediluvio. Bòrtolo approfitta della foschia ultraterrena per andare a fare la doccia prima del tempo, ma lungo il sentiero sente ululare e, ricordandosi del Grumulus, torna tra i pali amici. Il Ciòlo si gira e si riscopre da solo, o che tutti (avversari compresi) gli stan facendo lo scherzone oppure il più vicino a lui non è a portata di voce. Mino Minoia vede due luci, gli va incontro e scopre di essere a un incrocio sulla Paullese dove un coreano ha bucato due gomme del suo furgo-bar-paninoteca ambulante. Il giallone gli chiede dov’è Milano, Mino gli chiede dov’è Castelleone. Il Puma lotta con due oranghi e un serpente alato. Kristio incontra il Brucaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie e si fanno insieme una bella pippata. Beppone accende un razzo segnalatore, ma istantaneamente due omini argentati gli puntano gli aspirapolveri e lo ingabbiano per sempre gridando festosi “Un altro, Egon. Ne abbiamo preso uno grosso.”

Intanto però i bene informati, dotati di occhiali al laser omaggiati dalla moglie gentile di Bòrtolo che li ha grattati alla ditta dove hanno reso bionico il portierone, asseriscono che nella nebbia gli uranioti le han provate tutte: un tiro di sinistro di Kristio deviato in corner dopo un elegante stop a centro area, una punizione a fil di palo di Mino, una frustata di testa del Centurione su cross liftato del Puma. Niente da fare. L’Indefinibile n°1 La.Ri.Boino è caduto nella pozione da piccolo, come Obelix.

Negli spogliatoi, Ripo, Cizzu e Rubo si toccano sotto la doccia, si fanno schifo da soli e decidono di accendere torce tipo pista di atterraggio fuori per agevolare il rientro degli incrociatori da battaglia uranici.

Pììììp . Fine secondo tempo.

Più o meno tutti a casa. A parte Cizzu che va in farmacia con 38° di febbre e Rosso che vaga nella nebbia a cercare Beppone, tutti gli altri corrono al Villetta a festeggiare il compleanno di Lupino e di Ivanone il Passerotto. A Castelleone si fermano solo i tre mrs e un tizio uguale a Van Gogh pagato per dipingergli la partita, perché nessuno di loro l’ha vista.

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