9.11.02: URANIA – OLIMPIA

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Pioggia di sangue, oggi pomeriggio dopo il match. Le nubi assumono forme che mandano presagi nefasti, un coltello, un teschio bianco, un water con lo sciacquone tirato. Gli uranioti escono dal quadrato verde della chiesina con la coda tra le gambe. Prima o poi doveva succedere. Il segnale peggiore, dopo le lamentele dei mrs sullo scarso attaccamento all’allenamento del giovedì, è stato proprio lo scarso afflusso di due giorni fa. Sei uranioti presenti, niente allenamento, pane e salame per tutti offerti da Bòrtolo per il rigore parato col Grumulus.

L’unica nota positiva della partita di oggi è il commento finale di un Brio accomodante. Non si fischia, ha imposto a quèi del Caraffone che volevano contestare la squadra, I ragazzi ce l’hanno messa tutta.

Ma procediamo per gradi.

Gigio , fa un Cippo severo al ritrovo, Ieri sera ti han visto coricato sotto il bancone del Nek Ente con una bottiglia di vodka rubata, han detto che la stavi sgosando giù come un rubinetto .

Non mi ricordo , si difende un Gigiao plastico, Ma se fosse vero non mi ricorderei comunque.

Fa niente , aggiunge un Cippo nazi, Oggi panca, per punizione.

Gigiao fa due calcoli. Io la faccio sempre la panca, mister.

Si ma oggi almeno ho la scusa! chiude un Cippo soddisfatto.

Oggi al campo Madonnina giunge la squadra più insidiosa in classifica, tre punti meno della Corazzata con una partita in meno, è già scontro diretto, l’Olimpia si presenta qui per vincere.

I problemi oggi per Cippo sono trascurabili. Oltre ai soliti mancano solo Mino Minoia che boccia su in Trentino, Rosso Chiodino che sconta la squalifica e il Centurione che ha una caviglia nel baule. Però rientra l’omino a molla detto Paglia e l’attacco schiera Gattuso nonostante le voci insistenti di legamenti lesionati circolate in settimana per colpa di un cronista transalpino in vena di bufale. La giornata è bellina giusto cinque minuti, poi scende un gelo invisibile che blocca le articolazioni. Il Mr Morna estrae dal magazzino un Meccano nuovo di pacca e, come un chirurgo malato, sistema sulla panchina uraniota il set di cacciaviti e seghe da legno. Si sa mai, lo sentono dire falegname, Meglio esser pronti.

Il tifo è presente numeroso, il Caraffone è carico ma non per il match di oggi, loro son già avanti, stanno organizzando il trasfertone a S. Martino in Beliseto di sabato prossimo. Manifestini dell’organizzazione (Brio e Poldo) sono appesi ovunque, quelli appesi nell’oratorio li ha messi furtivo il guardialinee Riveliño, corrotto da Brio per la simbolica cifra di due cassette registrate dei Nomadi, concerto di Sissa ’92 e concerto di Novellara ’97. Mentre appiccicava lo scotch ai lampioni, il Riveliño notturno cantava Iòòòòò vagabondo chessoniòòòòò… Dietro di lui una fila di paperelle lo scambiava per mamma anatra e lo seguiva per dieci minuti. Chi lo ha visto (tutti, non essendo Rive prettamente un Arsenio Lupin) ha giurato che la scena era davvero raccapricciante.

Formazione: ‘Steve Austin’ Bòrtolo in porta; Beppone libero, marcatori abbaianti Faio Faini e il Paglia, che oggi sotto i parastinchi indossa due ammortizzatori da trattore; esterno sinistro un Simo Spugnetta tonico come non mai, destro un Kristio che entra in campo con appesi in spalla due blocchi di metallo legati da una cordicella ( Sono i miei blocchi di partenza da centometrista, io parto solo da quelli se devo fare la fascia! ). In mezzo a destra Lupo dalle basette asfittiche e a sinistra Rubo ‘il sinistro al vetriolo’. Dietro le punte Gabo Gabino capitano, oggi si è fatto crescere i capelli come Cruise in Magnolia; punte Tony ‘Mig21’ Gattuso e il Ciòlo Facciolo che vuol segnare perché sotto ha una maglietta da mostrare con su una dedica privata per la morosa del mr Cippo. Il mr Cippo non lo sa.

In panca si accomodano un Dade Chiari pettinato tipo calotta di piscina comunale e 66 tra punte e mezze punte. Cioè Ripo Ripo l’elicotterino smarrito che piano piano ritrova sé stesso, il Puma Tomasini che stamani era reperibile, è uscito dalla Disco alle cinque e dopo un minuto è stato chiamato per sistemare l’allarme di una cliente bonazza che lo ha accolto abba discinta, lui ha sistemato l’allarme, ha sistemato la cliente e poi ha vomitato in macchina; Gigiao Bernao il sudamericanense alpino stonato e Cizzu, bianco cadaverico e giunto pochi minuti prima dell’inizio dell’incontro per problemi familiari, che si è presentato con la giustifica scritta per i mrs. Oh, gli ha detto Gigiao il blasfemo appena lo ha visto, Sei bianco come ‘nu mmorto, cos’hai fatto ieri sera?

Cizzu lo guarda ieratico. Ero con te a sgosàre vodka al mirtillo sotto il bancone, bestia.

Ah però , fa Gigio massaggiandosi il prepuzio, Soprattutto mi ricordo. Poi il massaggio gli prende bene e dopo un istante gode come un ramarro.

La divisa uraniota è quella gialla dei compleanni, quella degli Olimpi è griffata Wind, blu con due strisce arancio. Visti così sembrano una squadra di elettrauto.

L’arbitro è il Guido Meda del Csi, bravo e fiscalino, quando fischia il sifolo gli resta in gola e dura dei minuti. Pììììììììììììììììììììììììì inizio ììììììììp!

I primi minuti volano via lisci, la cosa che colpisce di più sono i rinvii del portierone Olimpio, se non ci fosse la gravità tirerebbe direttamente su Saturno, un paio di volte Bòrtolo si stava facendo la barba e la fucilata da rinvio gli è passata rasente faccia. Si assestano le marcature, si cerca di dar modo a Gabo Gabino di avvicinarsi alle punte ma non si riesce a spingere con continuità. Soprattutto si commettono troppi errori di disimpegno e sulla fascia lontana gli uranioti non stanno in piedi, le talpe hanno scavato buche antiuomo durante la notte, anche se gli Olimpi invece non sembrano risentirne. Per me han sotto i cingoli! si sente commentare la voce del Centurione dagli spalti, Come quelli del Gun Cannon in Gundam!

Lupo si capotta un paio di volte come Charlie Brown, Gabino una volta ci mette il piede la volta dopo no, il Paglia è un fascio di nervi, rispetto al suo avversario arriva sempre prima e dopo contemporaneamente, quello vede il pallone solo in foto, ma quando riparte il Paglia fallisce gli appoggi e così non si riesce a passare la metà campo. Sulla destra poi Kristio ci mette davvero un po’ troppo a mettere giù i blocchi, il suo avversario Olimpio gli chiede se ha bisogno di una mano, lui risponde No, tu gioca intanto che io arrivo. Sulla sinistra invece Simo si muove come Zidane e lotta da vero guerriero, spinge molto ma è poco incisivo. Dietro di lui Rubo fatica a trovare la posizione, né abba avanti né abba indietro, non può impostare e copre poco, ma si vede che ci prova. Solo che Simo non riesce ad essere sia avanti che indietro. Un insieme di piccole cose, insomma.

Così in panca non c’è nemmeno il tempo di commentare l’ultimo film di Woody Allen che l’Olimpia passa due volte su due episodi clamorosi, nati però entrambi da due bei tiri. E da due bellissimi svarioni della difesa. Numero uno: il Paglia anticipa il suo uomo di testa, la palla torna ancora lì, il Paglia lo anticipa di piede, la palla va sulla fascia opposta, il Paglia corre di là e anticipa l’uomo capellone di Simo, poi il Caraffone mette un piede dentro la recinzione, il Paglia li anticipa tutti di striscio, poi si apre un corridoio da un’altra parte del globo terracqueo, forse in Africa, ma il Paglia arriva anche lì e salva in angolo. Corner, la difesa immobile in linea tranne il Paglia che spazza di testa, ma fuori non ci sono uranioti, ci son due Olimpi. Un Olimpio elettrauto scarica al volo in porta un missile a voragine che si trascina dietro il cielo a rimorchio, Bòrtolo inquadra il missile sul nuovo quadrante al plasma degli occhi e forse spezzandosi un unghietta riesce a inarcarsi e deviarlo sul sottotraversa. La palla resta lì e ci si fionda su il capellone cavallone elettrauto di fascia, solo che arriva anche il Paglia come un furetto. Capellone – piede Paglia – tacco capellone – faccia Bòrtolo – piccione occasionale di becco – testa talpa assonnata – collo capellone – naso Paglia – liscio Bòrtolo – rete paradosso. Cippo nasa il presagio delle nubi e capisce che l’irreparabile è alle porte. Devo scaldarmi? gli chiede Gigiño perso in un mondo di balocchi verdi e cioccolato Così almeno i tifosi si infervorano! Cippo lo guarda ma guardare Gigiao è come guardare il codice sorgente di Matrix che scorre sullo schermo. Magari dopo, Gigio, gli fa, Teniamoti come estrema risorsa.

Numero due: Cavallo Pazzo l’elettrauto capellone viene imbeccato con un lancio profondo in fascia, parte nitrendo e Simo è rimasto su dopo una sgroppata delle sue, mentre Rubo stava infilando la cartolina ripiegata col mollettone tra i raggi della bici per far rumore. Così è Beppone che deve corrergli dietro, ma quello ha un po’ di vantaggio, stringe in area in diagonale, fa partire un siluro all’incrocio che Bòrtolo smanaccia con un salto. Bòrtolo finisce fuori campo ma si trova così bene dove sta che si dimentica di rialzarsi in fretta, arrivano contemporaneamente un elettrauto nano e il Paglia (che comincia a stargli abba sul cazzo a tutti gli uranioti perché vuol giocare solo lui). Contrasto – rinvio Paglia – faccia elettrauto – palo – ritorno di Bòrtolo – manaccia – mucchia – rete misteriosa con Paglia seppellito sotto Bòrtolo. Bòrtolo resta riverso a terra, non si è capito bene se ha centrato il ferro del palo o il cemento armato delle gambe del Paglia. Arriva mr Morna con tutto il kit del Meccano, sembra Super Mario Bros. Quando Bòrtolo lo vede giungere con l’espressione di Hannibal Lecter negli occhi decide di rialzarsi da solo simulando freschezza anche se soffre come un cane.

Oltre al dramma del risultato ora ci son tre presi male: Bòrtolo (che con le dita cerca di strapparsi gli occhi bionici, convinto che siano difettosi), il Paglia (si sente colpevole degli eventi e per sfogarsi picchia due cinesi mandarini che passavano di lì tirandoli giù dal risciò) e Cippo (gli girano le palle perché non s’è mica tanto reso conto bene di che razza di gol han preso i suoi, e perché qualcuno che puzza di vodka gli ha confidato della maglietta del Ciòlo).

Inoltre non si sfruttano gli episodi. Prima Tony, al termine di una splendida azione di fascia Paglia – Ciòlo – Kristio – Ciòlo – Lupo – Ciòlo, spara sotto porta defilato ma trova il muretto del portierone Olimpio. Poi quattro punizioni dal limite e Tony due volte, Kristio e Rubo, i più tecnici insomma, si dimostrano pericolosi come un boy scout per l’anticristo.

Ho dei petardi, mister dice Gigiño sopra pensiero, Li scoppio così la gente si distrae? Ma Cippo ormai è preda del mutismo. Ci vuole un miracolo.

E dove non arriva la strategia dei mrs, arriva la Sacra Fede. Cippo schiaccia il bottone di osso di Santo celato all’interno della panchina, in un anfratto che solo i tre mrs e il Don conoscono. La Madonnina di gesso apre gli occhi, si volta verso il campo e guarda uno a caso: il Ciòlo. Cippo crolla in lacrime, Nòòòòòòhoo pensa Il Ciòlo nòòòòho perché se segna tira su la maglietta. Invece. Dapprima il Ciòlo Facciolo si ricorda di esserci anche lui in campo e ottiene un paio di buoni falli ed estrae dal cilindro un paio di dribbling in mantenimento di palla non indifferenti. Poi grazie al ‘flusso sacrale’ della Vergine si ricorda anche di avere dei trascorsi come attore emergente nel Globe Theather Shakespeariano, lui era il ‘delfino’ di Ian Mc Kellen, le platee lo adoravano per la sua imitazione ironica del maggiordomo in ‘L’amante di Lady Chatterley’, gli urlavano Go little Ciòlo, go! e lo sommergevano di rose bianche. Così, il Ciòlo nostalgico, decide di rinverdire i fasti e con un carpiato in avvitamento rotola gridando Eppur muoio! sul portierone in uscita, ottenendo un sacrosanto rigore inesistente. Guido Meda è un fan del teatro elisabettiano e il Ciòlo lo sa. Piiiiiiiiiiiii Tony sul dischetto, gol! iiiiiip!

C’è ancora il tempo per Gabino di rubare caparbio una palla di testa al suo uomo e di lanciarsi a rete ma Guido Meda lo ferma con un errata valutazione di fallo in carica. Pìììììììììì fine primo tempo e Urania ancora in gara ìììììììp!

Cosa avete oggi? chiede calmo Cippo negli spogliatoi. Avete freddo? chiede calmo.Fame? Avete fame, eh? è calmissimo. Vi scappa la cacca? Eh? Vi scappa la cacca? troppo calmo, i randagi iniziano a temerlo. Volete il Gatorade? Eh? L’Energade, lo volete l’Energade eh? Tony prende il coraggio a quattro mani e lo implora di smetterla, i randagi hanno tutti le mani sulle orecchie dal terrore. Ce l’avete con me? chiede Cippo sereno.Ce l’avete con me vero? Perché? Perché sono juventino vero? grida E’ PERCHÉ SONO JUVENTINO VERO? RISPONDETE BRUTTE CANAGLIE! Lo spogliatoio esplode in un pianto isterico, la gente si butta fuori dalle finestrelle per cercar riparo.

Pìììììììììì secondo tempo ììììììp!

Non cambia nulla. L’Urania spinge di più, si vede ad occhio nudo, si lotta di più a centrocampo ma c’è sterilità davanti, la compagine Olimpia ha una buona difesa, nonostante uno di loro sembri Boris Eltsin, e poi sono tignosi e rompicoglioni, spesso si arriva a mettersi le mani addosso. Simo sulla sinistra è carico ma andrebbe spostato un poco più avanti, consentirgli di non rientrare, oppure rischiare una terza punta. Oltretutto il suo uomo, Cavallo Pazzo l’elettrauto capellone, spinge molto e Rubo non lo chiude troppo volentieri. Ma una nube passa sulla Madonnina di gesso e così, su una punizione drammatica degli Olimpi, un elettrauto slambrottone sbaglia il cross in mezzo e scavalca un Bòrtolo leggermente avanti di posizione con un beffardo pallonetto teso. Tre a uno taglia gambe. Bòrtolo s’infila agli di pino negli occhi a mo’ di Harakiri. Cippo spacca sacrilego un rosario spargendone i grani, dalla panca urla Ricordiamoci di Grumello, dai ragazzi! ha del fumo che gli esce dal cervello, mentre una sottile lastra di ghiaccio ha appena imprigionato i piedini dei panchinari saldandoglieli nelle scarpe.

Cizzu inizia a scaldarsi, le dita gli sembrano bastoncini del Shanghai. Entrerà per un Kristio generoso che ha dato tutto, a quindici dal termine. Deve sedare Cavallo Pazzo e permettere a Simo di spostarsi a destra e avanzare di più. Quando entra Cizzu però gli Olimpi spostano di là il capellone ed entra uno nuovo che non si è nemmeno scaldato. Tra lui e Cizzu è una gara a chi scricchiola di più per il freddo, ogni tanto si soffiano a vicenda sulle scarpe per cercare di sbloccarsi le dita. L’ingresso di Cizzu (nonostante la scarsa lena e la difficoltà col fiato, che lo portano ad alcuni disimpegni degni di un moribondo) offre una momentanea quadratura, che porta gli uranioti ad arrivare al tiro due o tre volte, conclusioni sempre mirate all’obitorio oltre il Caraffone. Solo una splendida rovesciata di Tony che si trasforma in centrifuga umana fa scaturire applausi ma il risultato non cambia. E non cambia neppure dopo l’espulsione dell’Olimpio n°2, reo di aver tirato il pallone addosso a Gabino dopo che il capitano randagio lo aveva provocato in stretto slang ceceno. Il Caraffone non se la prende col 2, non si sa perché se la prende col 7. Amsterdàààm cantano Amsterdàààm, la mamma del numèèro 7 sta in vetrììna ad Amsterdaàààm! Il n°7 degli Olimpi si domanda come facciano a saperlo.

Comunque l’officina elettrauto Olimpia regge lo stesso, Guido Meda fischia la fine e non ci son cazzi, tre episodi strani e tre gol per loro, zero pericolosità per la Corazzata sporca della Madonnina. Risultato sostanzialmente giusto, nonostante l’impegno ci sia stato. E’ mancata la concretezza, forse.

Per chi se ne fosse scordato , dice solo un mesto Cippo a fine match, Martedì c’è allenamento. Fate un po’ voi.

Il Paglia si veste in un secondo e parte per la Svizzera dove l’attende la morosa, tutti gli altri al Villetta, ma stavolta si beve il Ginger. C’è davvero poca voglia di festeggiare, oggi.

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Andrea Cisi
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