3.11.02: GRUMULUS – URANIA

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Allelujàààh Allelujallelujàààh… Allelujààh Alleùùjà…h…

Allelujàààh Allelujallelujàààh… Allelujààh Allelùùùùùùiààààh!

Ci sarebbe bisogno di pregare e lodare, oggi, dopo il fischio dell’arbitro Tralla, vecchia conoscenza degli uranioti che l’anno scorso grazie a lui persero Lupo per tre giornate. Anche grazie al servizio di pelo e contropelo di Lupo sul suo avversario, diciamo, ma un po’ anche grazie a quest’arbitro Trallallero Trallallà. Quando i randagi escono dal campo di Grumello il cielo piscia grigio, il fresco diventa umido e c’è poca voglia di parlare. Intorno al campo, oltre la recinzione, a salutare i reduci della massacrante battaglia c’è un pubblico scarno: Faio Faione, Gabo Gabone, Simo Spugnetta e Rosso Chiodino squalificati, una bella tribunetta con le ragazze uraniote e Ronnie il Ragazzone in completo jeans nero inferno. Più una serie di capre spelacchiate, una decina di autoctoni con la barba e un avvoltoio che volteggia.

Il Caraffone ha disertato. Brio è a Roma con la morosa (‘ …anche se la mia città è Venezia!‘ ha dichiarato in sala stampa al Villetta ieri notte), Golia è stato visto all’alba in un bar di camionisti sulla Mantovana in completo giallo canarino, Poldo e Borghi si son dati appuntamento in due posti diversi e a due ore diverse, sono ancora là che si aspettano. Niente cori quindi, quest’oggi. Il morale dei bombardieri della Madonnina ne risentirà.

Ma cerchiamo di dare ordine all’accaduto.

Tehantalliantah ? chiede Kristio al mr Cippo al ritrovo, Mahchette conchette chittellatti gionchiammiullatti ogghiajhiatta? Cippo deglutisce a disagio. Non ho capito, gli dice, Ti sei drogato? Kristio allora fa un gesto con le mani e sbuffa, come a dire che Cippo non sa niente. E’ linguaggio elficoCippo, gli spiega pazientemente, Se oggi non sai parlare l’elfico non sai niente! Cippo ci resta male. Aggiornati, cazzo! aggiunge il finto bielorusso srotulato figlio dei boschi.

Io lo capisco! dice uno stralunato ieratico Cizzu. Ti ha chiesto: Teh, ma come si chiama la squadra con cui giochiamo oggi? Tutti fissano Cizzu increduli. Lui si schermisce, finge di non aver detto niente, poi aggiunge Vabbeh, io l’elfico lo capisco, è colpa mia? Cippo scuote la testa, Una manica di deficienti, lo sentono borbottare, Comunque la squadra si chiama Grumulus.

Grumulus? chiede Faio Cos’è, uno yogurt?

Sarà un giochino della Play Station 2, suggerisce Tony ‘Mig21’ Gattuso.

No! sentenzia il guardalinee Riveliño come se stesse per rivelare la verità, e tutti lo fissano muti mentre un lampo attraversa il cielo sopra i randagi illuminando gli occhi da telepate del biondo filo-Nevada Kristio. Niente yogurt e niente Ps2, ne ho visti troppi di bordicampo, fossi e zone boscose per non riconoscerli… Gli occhi randagi son tutti su di lui mentre il cielo si fa nero. Dillo Rive! implora il mr Morna con la pelle d’oca. Riveliño alza le palle bianche degli occhi sotto la visierina del berretto e sussurra Licantropus!

Un ululato si alza dai campi intorno alla chiesina, è domenica mattina ma sembra notte fonda. La luna non c’è ma è piena. Grumulussi Mannarusi Luporuti! sussurra un Kristio dagli occhi gialli. Il cagone comincia a circolare nelle brache dei randagi.

Partenza poco rilassata.

Il campo di Grumello è bello piatto ed erbosetto, però è largo.

Mi sa che facciam fatica , attacca Gabo Gabino.

Mi sa che tocca correre , dice Faio Faini.

Mi sa che muoio! aggiunge Cizzu che ama lo sforzo come lo sterco marcio.

Prima di entrare in campo, otto elementi su undici fanno una capatina al cesso per svuotare, con solide argomentazioni che non san di violetta, i timori scatenati da Riveliño. Son tutte superstizioni vero? chiede un Tony Gattuso bisognoso di certezze a Kristio, l’uomo sbagliato. Superstizioni un cazzo, si vede che sei un neofita chiosa il biondo con dita affusolate e unghie che si allungano Il mannaro ti bracca, poi ti addenta, poi ti spolpaccia, infine si ciba di te. Tony ha un attacco di panico.

Durante il riscaldamento il Grumulus fa il suo ingresso in campo. Gli uranioti li osservano come si può guardare un porno fetish. Guarda , li indica Riveliño a un Tony ormai sull’orlo dell’esaurimento, Bassi, spalle larghe, pelo dappertutto. Tony si soffia sulle mani, ha le pelle d’oca. E poi guardali aggiunge un Rive inquieto agitando la bandierina Pelle rosea, si sono appena cibati!

Tony corre negli spogliatoi.

Kristio esce dal cesso dopo aver espletato, vede una massa tremante nascosta in un angolo sotto un accappatoio, tira su e sotto c’è Tony. Il bomber fissa con orrore e assenza lo sguardo blu cobalto del biondo srotulato, il quale dice Nontremartette iaverreh solutio purrìa tremartibus! il che non agevola la ripresa di Tony. Ma Kristio scivola sospeso nell’aria fino al suo borsone, ne estrae una scatoletta di legno di sandalo contenente una fialetta. La da in mano al tremante Tony e gli stringe il pugno.Mannaè perrìa tu problemmio, spalmallah! gli dice arcano. NON PARLO ELFICO CAZZO! gli urla quasi in lacrime un Tony stremato nella testa. Non è elfico, zotico sussurra Kristio, Questo è il linguaggio dei Centauri di smeraldo. La fiala contiene unguento estratto dai loro zoccoli, spalmala sul cuore e il tremore se ne andrà! Poi, sempre scivolando nell’aria, vola fuori dallo spogliatoio, mentre Tony si prende la testa tra le mani e cerca di capire cosa gli sta accadendo.

Formazione: Bòrtolo, al rientro dopo l’operazione bionica agli occhi; Beppone in mezzo, Faio Faini e il Centurione a uccidere le punte avversarie; a centrocampo da sinistra Schizzo il panettiere, che ha fatto il pane fino a due ore fa e adesso sa di focaccia al rosmarino, Lupo dalle basette paraboliche, Gabo Gabino che oggi si è autoconvinto di avere del ferro nella caviglia destra, Cizzu lo ieratico e Kristio il bielorusso per finta. Davanti un Mino Minoia che ringiovanisce a vista d’occhio e un Tony Gattuso che con le braccia strette intorno al corpo pare tremare di freddo. La panca accoglie comoda e interrata il Ciòlo Facciolo, il Puma Tomasini, il ‘pettinato’ Dade Chiari alla prima apparizione dopo la tranvata contro il palo dell’Azienda Cartaria e Rubo ‘il sinistro’. I tre mrs sono tesi, e hanno ragione. Guardando di fronte lo schieramento del Grumulus nel grigio scuro del cielo si vedono solo sagome tozze, pellicce irsute e occhi gialli. In più, da dietro un gabbiotto, esce un gregge di capre senza pastore. Quelli del Grum si leccano i baffi. Pììììp. Inizio.

Due minuti e Lupo smonta un polpaccio al mannaro n°18, dicendo Io i mannari li scuoio così!, l’arbitro Trallallero non s’azzarda nemmeno a fischiare e il 18 muore qualche minuto senza lamentarsi. I Grumulussini non dicono mai niente, ringhiano e corrono e puzzano di selvatico, ogni tanto uno si gratta sul petto o dietro le orecchie con le unghie delle dita dei piedi. La partita assume subito i contorni di un bel bordello, le marcature di centrocampo sono ancora da definire bene e il Grumulus ne approfitta di rapina. Decimo minuto, puntata battuta corta da Bòrtolo, uranioti fermi, testa del mannaro n°4 che ributta avanti, micro contropiede, vola il mannaro n°17, l’unico glabro, il capobranco, brucia la difesa e fora Bòrtolo incolpevole. Bòrtolo si rialza, e mentre i Grumulussini si saltano addosso in mucchia ululando e artigliandosi festosi, guarda torvo i suoi centrocampisti.Se la prossima volta non saltate, dice quieto , lupantropi o no io vi schiaccio!

Effettivamente a centrocampo i mannari si muovono di più e riescono ad avere sempre una quasi terza punta. Tutti guardano Cizzu. Che due coglioni! pensa lo ieratico e si adatta anche oggi a seguire a uomo il mannaro 18 molto mobile. In questo modo però le cose un poco si sistemano e i mannari non trovano più la via per la porta, Faio e il Centurione randellano mica da ridere, Lupo fa il bilancino da destra a sinistra e Gabo Gabino prova a smistare di prima. Le fasce latitano un po’, Kristio non spinge ma copre abbastanza e Schizzo non si è ancora ripreso dalla levataccia. Intanto davanti Tony opera gesti strani, ogni tanto si eclissa, si infila una mano sotto la maglietta e spalma qualcosa, poi prova un paio di volte a flippare il mannaro n°1 con tiri improvvisi a giro, mancando di un soffio. Piano piano si ricarica, e gli sporadici sguardi bluette del biondo figlio dei boschi Kristio lo rassicurano.

Poi l’ennesimo capolavoro. Lo ‘stregone’ Kristio recupera un pallone indietro urlando atuahadeshspingirilloaprhleali! e lo sbatte laterale su Mino che si è spostato in fascia a cercar fortuna. Mino fatica a capire Kristio ma si ricorda di essere un airone cenerino, allarga le ali, le sbatte forte con un Flap!, aprendo le zampette e bevendosi il marcatore con un fintone da rotocalco sportivo, vola sobbalzante qualche metro e gira subito in mezzo per il Mig21 Gattuso, che con una specie di aura bianca scintillante intorno e un sorriso quieto di bontà brucia i reattori pur di mettere metri tra sé e il suo mastino. Ora, consideriamo che Tony Gattuso adesso ha addosso il fluido rigeneratore, e che però già di suo è un purista dell’esibizione, un corsaro opportunista, un minimalista. Da piccolo lui ha deciso che un tocco deve bastare. Raggiunge il fùbal, addocchia il portiere, tocco secco di sinistro a incrociare. Pììììp, uno a uno palla al centro.

Il resto è abbastanza noia e tafferugli di caviglie, restano solo da chiarire i 702 falli di mano uranioti non visti dal giaccanera Tralla e l’episodio finale in cui su una palla a campanile in area, il solitamente corretto Beppone scardina la faccia con una gomitata alla punta mannara. Anche qui Trallallero non interviene, ottenendo proteste e minacciosi sguardi belluini carichi d’odio dai mannari col pelo dritto.

Pììììp . Fine primo tempo.

Nell’intervallo il mr Cippo dice solo che a centrocampo bisogna stare più attenti, però è convinto che il Grumulus giochi a due punte, invece gioca quasi sempre a tre. Ma te cosa stavi guardando invece della partita? gli chiede insidioso il capitano Gabo Gabino. Ehm… eh beh… si schermisce Cippo… un po’ la partita e un po’… un po’ le caprette… Tutti lo fissano redarguenti e lui si nasconde sotto un accappatoio. Sotto l’accappatoio trova Kristio e Tony che confabulano in una lingua mai sentita prima da essere umano e si spalmano cose a vicenda. Cippo rabbrividisce.

Pììììp . Secondo tempo e secondo capolavoro.

Quarto minuto. Punizione dalla tre quarti, batte Cizzu che imbecca teso la testa di Tony. Ponte per Mino Minoia. Palla giù con calma al limite, finta di tirare col destro, tacco, crolla metà della difesa mannara, un paio vomitano, rientro e tiro col sinistro a incrociare, da manuale, palo interno e gol, due a uno e palla al centro. Tra i guaiti di disperazione dei Grumulussini gli uranioti sommergono il glabro bocciofilo tirandogli pacche sulla testa. La punizione sembra provata in allenamento, da tanto che è venuta bene, uno schema che invece è uscito così, per culo. Però bravi tutti.

I licantropi non ci capiscono più niente, a centrocampo si ruota meglio, le punte vengono bloccate e il n°18 non s’azzarda più a ricever palla davanti perché le gambe di Cizzu gli finiscono sempre in mezzo alle sue a massaggiargli lo scroto, così resta arretrato in una sterile impostazione.

Ed è così che i capolavori diventano tre.

A Schizzo parte un embolo allucinogeno mentre ha la palla tra i piedi servitagli da un Lupo diligente. Senza dir niente a nessuno parte sulla sinistra come un Sioux sul sentiero di guerra, galoppa e lancia frecce, striglia il suo stallone pezzato e si pitta le guance con sangue di bisonte, fino a che arriva sul fondo e spara un traversone di sinistro che dopo non ci credeva nemmeno lui che veniva così bello teso. In mezzo c’è un uno-contro-uno improponibile, il marcatore di Tony salta in elevazione ma quando è al massimo delle sue potenzialità si accorge che con le braccia alzate arriva appena alle caviglie del Mig fatato, il quale si alza di otto metri da terra, si ferma un paio di giorni in elevazione aerea e tra un caffè e un quotidiano tira una frustata di testa che arroventa l’aria. Tre a uno, palla al centro, rondini che intervistano Tony sulle sue qualità di ‘sospensione aerea’ ed esplosione di festa tra gli uranioti, che pensano di aver sotterrato i mannari una volta per tutte. Invece.

I licantropi di Grumello tirano fuori le zanne e i peli diventano di ferro arrugginito, tanto che Mino Minoia pensa bene di litigare con uno che nel tempo libero spacca i mobili con le dita, gli arriva ai pettorali, fanno a pettate come due pinguini insultandosi vari gradi di parentela e poi si calmano.

Ma la partita adesso la prende in mano la squadra di casa. L’Urania si allunga, il campo non l’aiuta e la difficoltà dietro aumenta. Kristio molla giù male un piede e il ginocchio gli fa un giro completo della gamba. Qual è il ginocchio disastrato? gli chiede Tralla preoccupato dai gemiti del biondo ‘figlio della cascata d’autunno’. Mah, fa lui incerto, Non saprei neanch’io quale scegliere. Cambio. Dentro Dade Chiari. La sostituzione avviene con tre minuti di ritardo, Dade stava dando da mangiare alle caprette dietro la panchina. Anche quando entra sembra assente, sereno di serenità divina, tipo con la testa sull’Olimpo, pensa a scene di pastorizia e transumanza, si immagina coricato nell’Ellade su un prato con in mano una cetra. E il suo svarione mentale si vede, perché da quella fascia lì vengon giù i treni pelosi mannari come rocce in una slavina, in quindici minuti di un forcing spietato scendono 35 volte, ogni volta la palla va verso la porta per un tiro, un rimpallo, un gelato o un pokerino, ma Bòrtolo è sempre bravo a bloccare o smanacciare. Su un calcio d’angolo contro Cizzu si scopre un mannaro attaccato al polso coi denti. Oh, gli urla, L’azione è finita, bestia! Il mostro molla le fauci e scodinzola via sbavando.

Poi la barriera cede. Il licantropo n°7 trova un dribbling in area, rientra dal fondo e in diagonale buca la rete. Non fanno in tempo ad alzare la testa gli uranioti che la palla è già sul dischetto di centrocampo e gli occhi dei mannari sono rosso sangue.

Passano pochi minuti, Gabino stremato perde palla a centrocampo e il mannaro di sinistra trova un corridoio in mezzo per un cross diagonale che taglia l’area e impatta le scarpette di un mannaro sosia di Yuri Chechi, il veterano della squadra che insacca in fuorigioco il meritato 3 a 3. Sconforto tra i randagi, festini ululanti e baccanali tra i mannari che ora vogliono vincere.

E il Centurione li aiuta. Confondendo la partita odierna per un match settimanale da allenamento, subìto un fallo in area uranica che Tralla non fischia, pensa bene di prendere in mano la palla e di fermare lui il gioco.Guarda che non potresti, gli dice Tralla facendo di no col ditino.Certo che posso! fa il Centurione. Invece non può proprio. Pìììììp. Rigore. Lupo tira su il grilletto della 44 magnum degli occhi e li punta su Maurone, che però si dichiara dispiaciuto ai microfoni.

Bòrtolo guarda negli occhi i suoi randagi, dipendono tutti da lui. Sente un fluido caldo come un vento africano carezzargli la nuca, si gira e c’è Kristio in piedi dietro la porta con un ginocchio svitato in mano, lo fissa con occhi color mercurio. Tu non sei un uomo, gli sussurra, Tu sei Bòrtolo!

Il mannaro piazza la palla, guarda il portierone, lo sfida. Per fargli capire che lui è un mannaro estrae le zanne e ringhia ridendo. Bòrtolo lo fissa battendo mano contro mano come un lottatore di Sumo, sprizzando polvere di luna intorno.

Ti mangio, umano! dice il mannaro calciando sicuro.

Mangia tua sorella, coglione! ribadisce Bòrtolo, poi gli spuntano due ali da putto e vola angelico a chiudere la porta. Doppia mandata! Respinge e si rialza con la palla che scoppietta fuori grazie al Faio, guarda il mannaro che si stringe le tempie in lacrime perché non crede al suo errore. Io i mannari li mangio all’aperitivo, gli spiega paziente Bòrtolo per calmarlo, e poi ho gli occhi bionici, aggiunge paterno.

Nient’altro da riferire, a parte l’ingresso del Ciòlo a fine gara e l’inseguimento delle capre da parte dei Grumulussini nudi dopo il fischio finale.

Tutti al Villetta a festeggiare Bòrtolo e il Mig Gattuso, a cercare il numero di telefono di Abraham Van Helsing e a fare le squadre per il torneo di Subbuteo a casa del mr Morna.

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Andrea Cisi
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