19.10.02: GILBERTINA – URANIA

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Vèècchio, vèècchio… bòmber! Bòmber!

Vèècchio, vèècchio… bòmber! Bòmber!

E’ questo il grido che sale al cielo al termine della partita più tignosa, rude e difficile giocata fino a questo punto di campionato dalla fantasmagorica corazzata uraniota. I randagi escono dal campo bello rasato con espressioni provate, silenziosi, quasi guardinghi. La tifoseria li accompagna negli spogliatoi con le voci accalorate dalla battaglia appena vista consumarsi in campo. E ce n’è davvero motivo. Ma cominciamo dal principio.

Oggi il mister Cippo non c’è , spiega il mister Luca al ritrovo alla chiesina, Matrimonio!

Chi si sposa? chiede ingenuamente Tony Gattuso con le braccia conserte tipo genio della lampada mentre Kristio il finto bielorusso cerca di fargli solletico con una piuma di piccione viaggiatore. Non lo so, fa Luca , Non lo sa nemmeno Cippo a dire il vero, però ci va!

Stiloso, dice il Puma Tomasini. Du Brasìu! dice Gigiao Bernao con occhi enormi come quelli di Titti il canarino. Chi stiamo aspettando? chiede Maurone il Centurione. Cizzu, Faio, Rosso e Beppe, fa il mister Luca.

Schizzo c’è? chiede Maurone.

No .

E Gùsto Bagnoli?

No .

E Vlad? E il Mullah? E Otta? E Ripo Ripo? E Mino Minoia?

No .

Okay, siam messi bene anche oggi , chiude solenne il Centurione.

Arriva Cizzu lo ieratico col suo R4 dal cofano che ride. Ha la faccia tipo caglio di latte, come se gliel’avessero strizzata sotto un torchio. Dice che ha fatto le ore piccole perché ha trovato coda tornando da Bologna ieri notte. Che cazzo ci facevi a Bologna? chiede elegantemente il Centurione. Sono andato a vedere il Boss suonare, se la tira Cizzu. Che Boss? chiede Kristio il filo statunitense, improvvisamente serio e drizzando le orecchie, Il Boss Boss?

Il Boss Boss , chiude Cizzu con un sospiro tipo uno che ha visto la Madonna.

Kristio il filo statunitense fa un rapido calcolo matematico: Boss = Gran Concerto = Celebrazione della tragedia delle Torri = USA!

Scoppia in lacrime impotenti.

Misteriosi omini volanti sbucati dal nulla iniziano a consolarlo spargendogli polverina scintillante sulla testa bionda. Dopo pochi secondi Kristio ritrova il sorriso.

Arrivano Rosso Chiodino e Beppone (col fantaginocchione racchiuso in una campana protettiva di cristallo). Ogni due passi che fanno si tirano un calcio e uno schiaffo, poi ridacchiano. Sono arrivati Cip e Ciop, fa il Puma.

Arriva Faio Faini senza morosa rossa di capelli, tira giù il finestrino e con aria da paraculo chiede Chi stiamo aspettando?

Te , gli fa il mister Luca.

Ma dai , dice Faio, Ma che amici.

Partenza.

Oggi è un trasfertone. Si va a Formigara, paese noto perché durante la guerra del 15-18 la poca popolazione trovò rifugio dalle bombe scavando buche nel terreno e infilandoci la testa tipo struzzo. Per tre anni ognuno si nutrì delle formiche che trovava nella sua buca, da cui il nome del paese e l’appellativo di ‘Formighini’ dei paesani attuali, tutti con una curiosa pigmentazione nera lucente della pelle, una stramba conformazione allungata del muso e due piccole antennine sulla testa. Quando comunicano tra loro non hanno voci normali, sembrano frequenze in onde corte.

Gli avversari sono quelli della Gilbertina, squadra dal nome davvero poco cazzuto. Che coincidenza, mia zia si chiama Albertina Gilli, commenta Cizzu sovrappensiero, poi si accorge che non gliene frega niente a nessuno di sua zia e si chiude in sé stesso.

La giornata è luminosa, un sole caldo e lucente accarezza le guance degli uranioti che si stanno riscaldando a bordocampo sul tappeto verde tenuto bene. Il campo è troppo grosso! dice Cizzu che ama lo sforzo fisico come si può amare la merda. Avremo dei problemi sul largo, profetizza Gabo Gabino che oggi ha la curiosa espressione del procuratore Tom Cruise in Jerry Maguire. Oggi si sgamba di brutto, aggiunge il Puma. Io ho dimenticato a casa la pistola ad aria compressa, cazzo! si lamenta Gigiño.

Intanto la tifoseria irriducibile fa il suo ingresso alla recinzione. Ci sono cinque Caraffoni con lo striscione Beck’s Team. Uno è Brio vestito stranamente bene (‘oggi volevo baraccare, sì, ma da signore’, dichiarerà al cronista nipponico). Il secondo non si è mai visto prima, nemmeno Brio l’ha mai visto, però al bar Villetta l’ha raccattato su e quello non ha protestato. Il terzo è un tizio basso e su con gli anni che chiamano Fritz e che si arrampica sulla recinzione come un bambino invasato. Poi ci sono il Bambino Ino super nostalgico e Ronnie il ragazzone, con una fascetta da cantante dei Delta V in testa. Poi il clan Gabini e il clan Faini al completo, qualche discreta fighetta in jeans e un paio di liutai cremonesi che tifano solo Cizzu.

Formazione di emergenza dietro: in porta Bòrtolo che ha l’occhio sinistro operato e il destro no, tutti si augurano che i Gilbertini tirino solo a sinistra. Dato che il Centurione non sta bene Beppe va in marcatura, libero giocherà uno ieratico Cizzu, che sulle spalle ha un’immensa esperienza da libero di circa trenta minuti. Marcatori fissi Beppone appunto e un Faio Faini in vena di rivelazioni di mercato. Abbiamo già acquistato Alviero Chiorri e ‘Mutanda’ Finardi, bisbiglia sornione ad un cronista di Verona che passa di lì per caso, Però siamo anche in trattativa per Policano, Bruscolotti e Lentini .

A centrocampo da sinistra: Simo Spugnetta che oggi fa battute che nessuno ride, Rubo ‘il Sinistro’ che continua a dire che al ritorno vuole fermarsi in un bar sulla via Milano perché ci son dentro due belle figliole, Gabo Gabino che ha una barbetta ispida che se gli si gratta un fiammifero si accende, Lupo con due basette rigide inamidate e una strana fame di caviglie e il Puma Tomasini che scalpita come un dromedario in calore. Davanti Kristio e il Ciòlo Facciolo. Oggi il Ciòlo ha un qualcosa di Mike Patton, il cantante dei Faith no More. Mentre gli altri si scaldano lui fa le prove microfono. Kristio invece si avvicina in corsa a Cizzu.

Teh, ma ha fatto ‘Born in the Usa’? gli chiede serioso in un sussurro.

L’ha fatta, l’ha fatta , annuisce Cizzu in estasi.

Kristio si porta le mani alla faccia ed esplode a piangere mentre corre. Dopo pochi secondi è un turbinare di spiritelli e folletti che gli asciugano le lacrime, lo cospargono di manna e gli cantano nenie addolcenti con voci flautate. Kristio ritrova il sorriso.

La panca è l’ennesima variante del sabato. L’unica costante è lo ‘stakanov della perdizione’, il Maradona di via del Macello 12/b, la serpe glabra Gigiao Bernao, che sedendosi esclama: Se avevo la mia pistola tiravamo a turno alle nutrie nel fosso! Accanto a lui si accomodano Rosso Chiodino per il turn over col Puma, il bomber Tony Gattuso che forse prova dieci minuti finali dopo lo strappo di alcuni sabati fa e il Centurione con le costole dolenti.

Dentro gli spogliatoi. L’arbitro è lo stesso che ha espulso Gabino per una saracca sacrilega scappata involontariamente l’anno scorso, un incrocio tra Trapattoni e l’uomo della torre di controllo di ‘L’aereo più pazzo del Mondo’. Distinta veloce. Avete qualcosa da chiedere? domanda alla fine il giacca nera come da rituale.Beh sì, tua moglie è ancora maiala? pensa il Ciòlo.Tiri ancora i bocchini dietro l’argine? pensa Cizzu. Quella lì sarà una parrucca? pensa Gigiño ancora in down per la pistola ad aria compressa.

Le squadre escono, cori contenuti, sole caldo. Kristio va da Cizzu, Mi raccomando, gli dice comprensivo, Tieni la squadra corta, chiamali forte che vengano su quando pressiamo!

, fa Cizzu libero improvvisato e diligente, Però se vedi che stento a farlo fammelo notare in partita.

Ok , chiude comprensivo e paziente Kristio.

Pììììp . Inizio.

Kristio batte, poi si disinteressa del mondo e assume un’aria da cane rabbioso, ha la bava e gli fuma un occhio, va da Cizzu. ALLORA?!? gli urla da venti centimetri in faccia, LA TIRI SU O NO QUESTA CAZZO DI SQUADRA? A Cizzu gli viene subito il magone. E son passati solo otto secondi.

I randagi giocano discretamente, spingono e dialogano. Anche la difesa se la cava, Beppone ha la mole sbagliata per fare il marcatore ma l’anticipo e l’intuito sono quelli del mastino, rallentato ma mastino. Faio ha un paio di svarioni ma solo nella sua testa e Cizzu sgambetta da destra a sinistra e s’intromette in ogni puntata offensiva dei Gilbertini ma è poco concreto nell’impostazione. Ogni tanto Kristio guarda Cizzu e gli fa cenno ringhiando cattivo di accorciare la squadra. Cizzu comincia ad aver paura di Kristio.

Dopo quindici minuti Gabino e Lupo iniziano a faticare a trovare la misura degli alleggerimenti, i contrasti aumentano a centrocampo, soprattutto con il capitano avversario, un Mastro Lindo che sembra dappertutto ma quando lancia in profondità trova sempre Cizzu a chiudere in qualche modo.

Bòrtolo resta inattivo per la prima parte di gara, nonostante alcune sortite dei Gilbertini. Poi improvvisamente un guizzo in avanti, i difensori casalinghi pasticciano e, non si sa bene perché, dalla sinistra la palla trotterella in mezzo appena fuori area dei Gilbertini, portiere oltrepassato. Stava transitando da quelle parti il Ciòlo con l’aria indifferente di chi ha appena fatto 70 vasche alla piscina Comunale, vede la palla, decide di andarle incontro, dato che c’è magari si prova anche a darle un colpetto verso la porta. Uno a zero palla al centro.

Kristio chiede a Cizzu se il Boss ha fatto almeno due ore di concerto.

Ne ha fatte 3 secche senza pause! rivela Cizzu impaurito.

Kristio si corica in terra e dà pugni fragili all’erba frignando e scalciando come un posseduto. Sedici ‘Driadi dei Boschi’ escono dai fossi, lo sollevano dal suolo con le loro vesti, gli fanno solletichino con le unghiette e gli parlano la lingua della natura. Kristio si rialza sorridente.

Pììììp . Ripresa.

I due liutai fuori inneggiano a Cizzu, Sei come Antonio Stradivari , dicono, Di più, sei come Guarneri del Gesù! gli urlano sporchi di trucioli e segatura.

Il tempo solo di voltare la testa e l’uomo del Puma gli fa Io adesso vado, se non ti spiace e parte a razzo, il Puma pensa dentro di sé, Beh, se proprio devi andare vai, cazzo vuoi che ti dica, e lo lascia andare. Palla in profondità, Cizzu arriva tardi a chiudere e liscia il fùbal, i due liutai stramazzano al suolo e Brio li soccorre facendogli aria con la bandiera degli stati confederati. La punta è a tu per tu con Bòrtolo senza sapere che adesso il colosso numero 1 ha un occhio nuovo di pacca, l’occhio del cobra. Infatti il Gilbertino resta ipnotizzato, Bòrtolo si impianta in terra come un baobab africano ed allarga i remi guantati, copre non solo la porta ma tutto il mondo alle sue spalle, la punta vede tutto buio, tira ma la palla non passa. Un muro.

Beppone comincia a perdere metri dal suo uomo, pensa che forse non ce la fa a tenerlo ma non lo dice a nessuno, il Puma Tomasini oggi ha avvitato male gli artigli e non riesce a stoppare un pallone che è uno, fa arrabbiare in modo delicato Lupo che si deve sgangannare anche per lui. TIRA FUORI I COGLIONI, PUMA! gli suggerisce con una calibro 44 negli occhi. Gabino si muove abbastanza, Cizzu adesso riesce a ripartire da dietro appoggiando su di lui, lo fanno tre volte in pochi minuti e il gioco ne guadagna. Rubo il Sinistro invece stenta a trovare movenze e tocco, quelle due benedette figliole che lavorano al bar lo stanno massacrando nella testa, ha solo pensieri erotici profondi e non riesce a concentrarsi sul match. Simo corre avanti e indietro lungo la linea laterale sinistra, senza spostarsi mai per più di dieci centimetri da essa, scavando un solco come i trattori.

Dieci minuti di forcing dei padroni di casa, con un Cizzu che, dopo parecchi mesi, sente di nuovo la voce di Dio dalla recinzione che gli chiede spiritualmente di ergersi a baluardo e chiudere tutto lì dietro . Non devono passare, Cizzu! dice la voce. E per dieci minuti non passano, Cizzu chiude tutto tra Faio e Beppone, rispara avanti almeno dieci palloni e vince quattro contrasti, l’ultimo però Mastro Lindo gli devia una caviglia a piedi uniti. Attimi di apprensione. Gigiño ne approfitta per modellare un po’ di terra a forma di farfalla, quando prova a farla volare e non vola ci resta molto male. Era fatta di terra, prova a spiegargli un Tony Gattuso dubbioso. Anche tu sei fatto di polvere ma cammini, dice Gigiño, poi si infila gli occhiali da sole. Tony stupito si eclissa in un angolo e riflette su questa verità sacrosanta.

Cizzu si rialza, guarda fuori dove ha sentito la voce divina, vede Brio che lo guarda serio, lo vede circondato da un’aura mistica color azzurro venata di nero. Non si passa, lo sente brontolare, Di lì non si passa!

Invece si passa. Se non proprio su azione, quantomeno su calcio d’angolo, anzi su ‘calci’ d’angolo. La Gilbertina ne batte 37 di fila in un assedio che non ha precedenti in nessun conflitto bellico se non nelle lotte interne tra samurai. Gli uranioti sono in dieci in area a protezione di Bòrtolo, ma non riescono mai a rilanciare, il numero 3 Gilbertino è uno spilungone che crea confusione, la palla ronza sempre lì ad ogni battuta finché prima Bòrtolo non compie un miracolo e subito dopo il Puma non cerca di rinviarla lontano ciccandola e spedendola a banana marcia sopra la propria traversa. Su 37 angoli, per 35 volte succede questo. Per 35 volte Bòrtolo dà l’impressione ai Gilbertini che oggi proprio non ci sia trippa per il gatto. Per 35 volte, subito dopo, il fato decreta che la palla capiti ad un Puma alquanto teso che la risbatte in angolo. Al 36° tentativo Lupo punta la 44 Magnum dei suoi occhi in piena fronte del Puma, gli va vicino, gli esce una voce alla Samuel Jackson in Pulp Fiction, gli sussurra in faccia Fallo ancora una volta Puma, ti prego, fallo ancora una cazzo di ultima volta!

Il Puma gli viene addosso, come dire, la cacarella.

Angolo. Mischia. Numero 3. Bomba. Bòrtolo. Un muro che respinge. Puma.

Pensiamo all’ennesimo dramma di questo ragazzo nato per correre. Born to Run, pensa Kristio e piange. Puma. Rinvio.

Palla sopra la traversa di Bòrtolo!

Lupo scatena una caccia all’uomo. Il Puma si ribassa gattone e scodinzola via nella mucchia, Lupo col pelo dritto sulla schiena e le zanne fuori dalle gengive cerca di prenderlo a calci nel culo per fargli male, poi si accorge che han battuto l’angolo n°37, vede la palla passare. Urlando un grintoso VAI AD AFFITTARE IL CULO! molla un rinvio che prende su palla, tre zolle, una talpa, una mina antiuomo del secondo conflitto e mezza gamba di due avversari che restano riversi al suolo. L’arbitro Trap è ancora provato dalla mucchia, non se la sente di fischiare, l’azione prosegue e sfocia nel nulla ma tutti adesso respirano.

Pìììp . Fine primo tempo.

Il mister Luca è di poche parole, il mister Morna ancora meno. Sono affranti dall’ultimo periodo di gara. Meno male che oggi Bòrtolo è un ira di Dio! dice Morna, e guarda Bòrtolo con occhi erotici. Meno male che oggi Bòrtolo è fatto di magia! esclama Luca e fissa Bòrtolo facendo le fusa con la voce.

Bòrtolo, un tanto a disagio, s’infila un paio di mutande di ghisa.

Anche Cippo vuol dirvi due parole , riprende Morna. Tutti restano col fiato sospeso. Morna alza il suo cellulare e si sente la voce metallica di Cippo, immersa in un sottofondo di folla, che dal matrimonio catechizza la squadra. Nessuno sa esattamente cosa i randagi abbiano udito in quel frangente, voci parlano di messaggi subliminali via etere e di filosofia spicciola incantatrice. Fatto sta che al rientro i randagi sembrano più carichi.

Invece è un assedio dei padroni di casa.

Rubo è evanescente e viene sostituito dal Centurione, che dopo sei secondi pialla i peli al suo avversario. Il Puma Tomasini non si è più ripreso dall’astio di Lupo e il nervoso si è trasformato in paura, dopo una discesa di trecento metri, un cross fuori e qualche contrasto andato male, cede il posto a Rosso Chiodino e scappa a casa a guardare Bayside School. Dopo poco anche il positivo Kristio cederà il posto al tonico Tony Gattuso che scalpita dalla voglia di darsi da fare. Si crea più spazio davanti, Simo spinge come un trenino ma arrivato in area si dimentica di cosa deve fare il bravo calciatore e vanifica gli sforzi, Gabino se la prende con un Gilbertino che ha fatto Ah! con la bocca per avere il fallo e l’arbitro lo giallizza. I Gilbertini spingono come matterelli, riescono a bucare la difesa almeno in tre occasioni pericolose ma non c’è verso, oggi Bòrtolo ha qualcosa, una specie di incantesimo addosso, si muove con grazia nonostante la mole, vola quasi e si trasforma in muro pieno quando deve fermare i bolidi da un metro, oggi non passerebbe neanche Superman lanciato a razzo.

Gigiao Bernao si fa una ronfa in panca, indifferente alla tragedia in campo, ma c’è qualcuno che non molla mai, due per la precisione. Uno è Lupo, che negli ultimi 20° di gara riscopre il gusto di andar per tibie e caviglie, gli avversari di centrocampo si lamentano con l’arbitro Trap come donnicciole importunate, Lupo ‘dalle basette d’amido’ invece prosegue imperterrito a scontrarsi, sembra uno stambecco, se protestano con lui va a fare a pettate con l’avversario fissandolo negli occhi e mostrandogli nell’iride proiettili calibro 44. L’altro che non molla mai è il Centurione, alquanto schematico nel gestirsi, se un mister non gli dice di dissetarsi muore disidratato, però quando bisogna soffrire lui soffre per tre, marca e sui calci d’angolo va sotto rete a cercare il gol.

Su uno di questi corner, battuto in qualche modo da un Gabo Gabino in debito d’ossigeno, il più brutto calcio d’angolo mai battuto da essere umano su questo pianeta, il calcio d’angolo definito sui manuali ‘pessimo’ per eccellenza, il calcio d’angolo peggio calciato della storia del calcio, capita che la palla arrivi in area, transiti dietro il portiere (che dichiarerà ‘non m’aspettavo un corner così orrido!) e nello stupore generale trovi il Centurione in versione Rotolone Regina che come un rullo arriva ad impattare e spinge dentro il 2 a 1 che taglia le gambe ai Gilbertini. Maurone il Centurione fa il saluto a Cesare, si batte il petto e bacia l’anello, corre in panca a travolgere Gigiao che assaporava le proprie ascelle e poi riprende posizione.

Poco da riferire nel prosieguo.

A parte l’ultima occasione per i Gilbertini, con la punta che lanciata a rete vede Bòrtolo insorgere e, da sola e senza motivo, si ferma e non prosegue l’attacco, inginocchiandosi e mettendosi a piangere con Bòrtolo che la consola. A parte Cizzu e Gabino che prendono in giro il numero 15 avversario con pochi palleggi da equilibristi. A parte l’ingenuo Gilbertino n°6 che dice Sei un cremonese di merda! al Centurione senza che, per fortuna di quello, il Centurione senta. Ma con la sfortuna che senta Brio che è lì di fianco e cerca immediatamente di infilare le mani attraverso la recinzione per prendere il povero ingenuo formighino e trascinarlo fuori verso le meritate botte. E a parte infine l’ultima domanda di Kristio dalla panchina ad un Cizzu ormai in preda all’embolia da mancanza di fiato e crampi.

Ma ha fatto anche Thunder Road? urla il biondo.

L’ha fatta, l’ha fatta! risponde boccheggiando Cizzu.

Chitarra e armonica? chiede Kristio per farsi del male.

Chitarra e armonica , lo uccide Cizzu.

Kristio muore.

Un istante dopo un folletto grigio esce da sotto un sasso, si arrampica sul corpo esanime di Kristio e gli soffia dentro un vento vitale che lo aiuta a riaprire gli occhi sorridente.

La curva dritta della tifoseria ospite inizia ad inneggiare al Centurione, non nuovo a queste miracolose sortite in avanti, con un roboante Vèècchio, vèècchio… bòmber! Bòmber! Vèècchio, vèècchio… bòmber! Bòmber! Lui saluta e quelli ringraziano.

Poi tutti a festeggiare, chi lungo la via Milano da due belle figliole bariste, e chi al Villetta a tirar su del bianco e a mangiare patatine San Carlo scadute nell’89.

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