URANIA 2002/2003

U

La presentazione del nuovo ‘plotone di esecuzione calcistica’ della Madonnina avviene sotto un cielo incerto, un cielo di cartapesta azzurra con stelline verdi e un paio di lune arancioni appese a falce in giù, come sorrisi al contrario. C’è stata la festa dell’oratorio e i bambini han disegnato i festoni come nemmeno Picasso si sarebbe mai sognato. Il primo impulso è il vomito. C’è anche un angelo nero. Sarà forse un segno?

La stanzetta è gremita, ci saranno almeno almeno otto persone. Tutti gli altri sono incasinati in giro a giocare a fubalino o a freccette, a tirare le trecce alle ragazze della pallavolo, a commentare questo e quel bel culetto o a rimirare il campetto d’allenamento e le sue buche da colpo di mortaio.

Oh! grida il mister Cippo con voce ubriaca , Ma possiamo almeno un anno cominciare in modo decoroso? Volete venire qua che c’è il don che vuol fare il discorso? Dài Schizzo, Puma, dàài, lasciate stare le fi…

La nuca del mister Cippo si ribalta in avanti, la sberla del don è ‘divina’, non necessita di ulteriori commenti.

Ehm , si giustifica, Don, volevo dire ‘figliole’.

E io ti volevo carezzare, fa il don.

I randagi comunque abbandonano le loro inutili divagazioni, vengono spente a terra le siga che tengono allenati i polmoni, si spintonano i più piccoli, Gabo Gabino dice Forza Juve!, Faio Faini risponde Avete una squadra di scambisti!

Si attacca insomma subito a menare un po’ le mani.

Allora , inizia il don dopo aver sedato la rissa, A parte il pollaio che avete menato su poco fa per questioni futili come la serie A, vorrei che tutti ci raccogliessimo un attimo insieme per capire la meravigliosa esperienza di trovarci ancora un altro anno uniti allo scopo di passare del tempo in modo sano e stimolante, e poi soprattutto…

Tutti annuiscono laidi, tutti fanno Sissì!! con la testolina furbetta, tutti simulano attenzione e partecipazione emotiva. La stanza diventa una competizione per l’Oscar al miglior attore protagonista, alla fine il più convincente risulterà essere il Mullah Guindajh, per lui le palette danno alcuni 8, un paio di 9 e un 10 sospetto. Forse il 10 l’ha tirato su lui stesso. L’unico 4 gli arriva dal filo-statunitense Kristio, una new entry della stagione, che come sente il Mullah parlare arabo per i ringraziamenti di rito gli ribolle subito il sangue nelle vene.

…quindi , termina catechisticamente il don, se dimentichiamo i disdicevoli episodi della passata stagione, e se dimentichiamo le figuracce morali che alcuni di ‘noi’ hanno raccolto (mi ci metto anch’io perché siamo tutte pecorelle dello stesso gregge il cui pastore ci adora e ci perdona) allora sono certo che riusciremo quest’anno a dare un senso al nostro sforzo di produrre insieme una vittoria del sentimento e dell’amicizia, oltre che sportiva e agonistica.

Ripo Ripo guarda il Puma Tomasini, Oh, mi son perso a metà, gli sussurra guardingo.

Chi? risponde il Puma che sta ancora pensando all’ultimo week-end trascorso a Cortina d’Ampezzo, in mezzo alle fighe di classe. Gigiao Bernao invece, il sudamericanense stakanovista del vizio, che da quest’anno vuole essere chiamato Gigiño, vaga tranquillo con gli occhi come se stesse osservando un acquario illuminato blu elettrico. Oh, fa Ripo Ripo pure a lui, Mi son perso a metà. Gigiño cerca di identificare nel blu elettrico colui che ha parlato.Eh, io mi sono perso ieri sera sul presto, risponde cileno. Con la macchina? chiede Ripo incerto. Coi funghetti psichedelici di Amsterdam! chiude el loko ridacchiando sornione. Dentro di sé Ripo è meditabondo. Mah, pensa, Marùni, marùni!

Quest’estate le voci di mercato han fatto tremare l’organizzazione, si parlava di un acquisto e venti cessioni. La squadra sembrava allo sfascio. In realtà ad alimentare queste illazioni ha contribuito il protagonismo di Gabo Gabino, in procinto di passare in una squadra di 2ª categoria che invece negherà sempre il suo interessamento. Lavorando di sotterfugio come un piccolo carbonaro ha cercato di minare la panchina sotto il culo dei tre misters, a metà luglio si prospettavano otto rinunce sicure, quelle importanti che fanno la differenza. Invece poi il suo gioco sporco è stato smascherato e si è dovuto sbattere per convincere gli altri sette a restare anche loro. Ha dovuto promettere loro di urlare Juve merda! alla fine di ogni partita casalinga dell’Urania. Se non lo farà verrà lapidato e il suo corpo immerso in una pila di letame fumante.

Quest’anno pertanto la formazione è praticamente la stessa dell’anno scorso, con Gabo Gabino e la sua finta somiglianza con Tom Cruise, l’ipercritico Lupo ‘dalle dritte basette’, Simo Spugnetta il ragazzo padre e Cizzu lo ieratico a centrocampo. Il bocciofilo ex portiere Mino Minoia, il piccolo elicotterino Ripo Ripo, il selvatico Puma Tomasini e l’estroso Gigiao Bernao a disegnare il reparto avanzato. Il Mullah Guindajh, Rosso Chiodino e Schizzo ‘ l’Emerson bianco’ preserveranno a turno le fasce, mentre Beppone e il suo ginocchione, Dade Chiari il ‘pettinato’, Faio Faini e la sua morosa rossa di capelli e il nuovo Maurone il Centurione fresco di matrimonio chiuderanno la difesa. Si aspetta come sempre la conferma di Otta ‘The vanishing’, il libero meno libero della storia del calcio amatoriale.

La porta non si discute. In porta si sistema il titano Bòrtolo.

Tuttavia la corazzata uraniota ha perso due elementi pesanti. Il Passerotto, punta greve da 26.000 gol a stagione, ha deciso di abbandonare il nido accogliente della Madonnina per approdare alla corte di Spinadesco, svuotando così l’attacco della sua mole e della sua indifferenza allo sforzo. La modica cifra di un tosaerba elettrico e due buoni spesa all’Esselunga di via Ghisleri son bastati a incrinare la sua cieca fede nell’Urania. Alla microscopica festa della birra di Cavatigozzi, scoprendo che lo sfascio estivo della Corazzata era stata tutta un’invenzione di Gabo ‘Diabolik’ Gabino, testimoni hanno assistito ad un pianto disperato del Passero che aveva appena firmato per lo Spinadesco.

Il Bambino Ino invece ha portato i suoi vent’anni in 3ª categoria a Castelvetro Piacentino, chi lo ha incontrato dopo i primi allenamenti lo ha visto adeguatamente alterato per la mole di impegno che gli viene richiesta laggiù in terra straniera. Tipo che agli allenamenti deve andarci, per esempio. Tipo a tutti, per esempio. Tipo che se non ci va non gioca, ad esempio. Gli girano i maròni, per esempio, al Bambino Ino.

Però ci sono dei nuovi acquisti, alcuni dei quali si son già presentati con i loro bei paradossi. Vedi il caso Kristio.

Kristio è in realtà un prodotto tipico Villetta, un marchio trentenne garantito, esploso in quel calderone di creatività marcia che fu la temibile Polisportiva Viscontea degli ultimi anni ottanta, sul cui campo, il famigerato Luigi Poli, si sgambava e si coltivavano le patate allo stesso tempo, la leggendaria Viscontea dove non si è vinta una partita per dieci anni ma negli spogliatoi si recitavano poesie volgari alle fighe di campagna.

Kristio lo conoscono tutti, è dotato di una classe cristallina, con entrambi i piedi è capace di infilare da trenta metri una pallina da tennis dentro il suo contenitore a tubo, dandogli anche l’effetto, facendogli chiudere anche il coperchio prima di andar via. Un giorno di qualche anno fa, per manie di protagonismo, si fece riprendere da una rete televisiva locale a palleggiare con una patata. Sui fianchi delle scarpe Pantofola d’Oro aveva fatto applicare dal cugino barbiere due lamette bic. A fine palleggio la patata era pronta da lessare.

Il paradosso che si porta dietro Kristio è che esteticamente lo diresti bielorusso, capelli lunghetti tipo paglia e colorito biancoroseo, invece lui è USA nell’animo. Nella sua personalissima graduatoria di affetti, prima di mamma e papà, viene Springsteen. Subito dopo Michel Platini. Poi i Pooh, tutti quanti tranne Riccardo Fogli. Poi mamma e papà. Quando è ubriaco la graduatoria si allunga un po’, e ai primi cinque posti si inseriscono anche dei cartoni animati che nessuno ha mai visto.

Poi ci sono due nuovi che si vestono uguale. Anche questi in realtà non son nuovi, sono Villettari purosangue, si chiamano Tony Gattuso e Facio ‘il Ciòlo’ Facciòlo. Tony Gattuso ci tiene subito a spiegare a quei pochi uranioti che non son Villettari, tipo Cizzu lo ieratico che invece è uno Zaistiano, che lui e il Gattuso del Milan non c’entrano un fico secco. Lo specifica con cattiveria da serial killer.

Facio Facciòlo invece ci tiene a specificare subito che lui in porta non ci vuol giocare. Mica sei stato preso per giocare in porta, gli spiega il mister Morna. Beh, risponde secco Facio, Io comunque non ci gioco, in porta!

Facio Facciòlo e Tony Gattuso sono stati acquistati perché quando fanno allenamento si vestono uguali. Per una questione estetica, quindi. Indossano entrambi da sempre due completini, giacca della tuta e scaldamuscoli, completamente azzurri griffati Casalbuttano.

Io a Casalbuttano volevo mettere una bomba in chiesa , dice Gigiño in estasi con le pupille blu elettriche. Perché? chiede il mister Cippo, preoccupato dalla piega che sta prendendo il cervello di Gigiño. Mah, mister, fa lui vacuo, Vai te a sapere a volte a uno cosa gli piglia.

Poi c’è uno piccolino che è stato acquistato direttamente da casa sua perché uomo di fatica e quantità. Lo chiamano ‘Il Paglia’ perché sembra sottile, invece appena si toglie la maglietta sembra Bruce Lee. Dice il mister Luca che di mestiere il Paglia trasporta le navi sulla schiena.Sulla schiena di cosa? chiede Schizzo terrorizzato. Sulla sua, spiega il mister Morna, Navi sue, le prende in deposito, se le carica sulla schiena e le sbatte in acqua.

Succhiamelo! pensa Schizzo colpito. Succhiatelo te! pensa Morna. Gigiño sta pensando invece Brasìììììl, el ghe l’ha long ch’el par en Tìììììr…

E’ stato preso anche un nuovo vecchio terzino sinistro, Gùsto Bagnoli. Gli è stato detto che giocherà sempre, invece è stato acquistato solo perché è un ottimo fisioterapista trentenne, i randagi sono ancora memori di come son finite le cose con gli infortuni l’anno prima. Meglio star coperti, dice mister Cippo.

A fine presentazione, prima di correre tutti al Villetta a inaugurare il rito di festeggiamento che si consumerà dopo ogni vittoria della squadra, arriva sgommando una macchina. Tutti si voltano. Scende Otta ‘the vanishing’, saluta tutti.

Quest’anno? chiede secco ai misters.

Il libero! rispondono loro contemporaneamente ridendo.

Otta si schiaccia disperato le tempie con le mani come un bambino dell’asilo, scoppia a piangere divorato dall’ansia, sale in macchina e scappa sgommando.

Un’altra stagione è cominciata sotto i migliori auspici.

Riguardo l' autore

Andrea Cisi
Andrea Cisi

Aggiungi commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Andrea Cisi

Andrea Cisi

Categorie

Commenti recenti

Articoli recenti

Archivi