Sig4 Experience

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Riiiing. Riiiing.

Pronto? Come? Ah, buonasera Signorina Adecco

Buonasera, mi dica. Come? Mah sì, perché no? Quando? Domani venerdì 5 aprile ore 17.15? Ci sarò, ci conti. Come si chiama la ditta? Sig4? E che cazzo vuole dire, mi perdoni? Ah, d’accordo. Magazziniere, dice? Uso computer, dice? Che computer? Ah. Patente B, dice? E perché, mi scusi? Ah.

Minimo 25 e massimo 35 anni? Ci siamo, mi pare. Vabbeh, grazie mille Signorina Adecco Buonasera, cosa farei senza di lei. A risentirci.

Arrivo.

Il capannone è nuovo nuovento, infilato tra il cavalcavia che conduce al casello autostradale e un concessionario Citroen che non vende un tubo. Lo so perché si passa di lì per andare all’Iper Coop e fuori nel giardino saranno tre anni che sono esposte le stesse Occasione e gli stessi Usato.

Io non lo so perché, ma fare questo colloquio mi mette l’ansia. Fare il magazziniere full time, ecco, insomma, l’esperienza TnT Traco mi è servita per capire che passi giorni interi ad annusare l’odore sintetico dei cartoni marroni e dello scotch biadesivo. Insomma, non è che. Però.

Il magazzino ha due luoghi, spazio dettaglio che è uno squallido supermercatino del giocattolo di terza mano, marca cambogiana o peggio, e uno spazio all’ingrosso che è uno squallido magazzinone che è più alto che largo, mi sa che il magazzino è soppalcato per guadagnare spazi geometrici.

Sono il terzo. C’è dentro a colloquio un tizio alto coi capelli lunghi, camicia azzurra dentro i pantaloni scuri. Tipico guidatore di filobus che d’estate va a brillare a Formentera. Ha gli occhiali da sole sulla testa e un’aria brigante. Esce sorridendo, come avesse fatto bella impressione.

Prima di me c’è poi anche un tizio ciccio che ha scritto in faccia e sul trippone che è sposato con figli e che deve aver fatto tipo il ferroviere fino ad ora. Lo sguardo assente e il passo da binario. Quando esce sembra gli abbiano piantato un coltello nella schiena. Entro io.

Il tizio-colloquio ha capelli rasati, età quaranta portati da quaranta, maglietta blu, sorriso forzato col traforo tra le palette bianche, alla Vanessa Paradis. Ipnotico, quel solco.

Prende un foglio prestampato, una biro nera senza tappo, la rigira stanchissimo, come se oggi invece che dieci colloqui di un minuto l’uno avesse scavato da solo il Canale di Suez con la paletta da spiaggia. E quel solco tra i denti mi agghiaccia.

• Nome?

• Gabriele.

• Cognome?

• Ronca.

• Età?

• 25.

Sta riflettendo. Sì, mi verrebbe da dirgli, 25 è compreso tra 25 e 35, fidati. Ma mi trattengo, vedo che è snervato, il poverino. L’ansia da postaccio, però, mi sale più pesante.

• Indirizzo?

• Via del Macello 12.

• Città?

• Cremona.

• Telefono?

• 0372/217654

• Titolo di studio?

• Geometra.

• Sposato?

Non aspetta che rispondo, mi guarda in faccia e lo vedo segnare ‘No’.

E lei è sposato? Chiedo io polemico. Mi fa vedere la fede all’anulare sinistro. La mia polemica finisce qui, non so che altro chiedergli.

• Precedenti esperienze.

Ecco, questa invece non è una domanda, è un’affermazione secca e gravida di aspettative. Metti che io di precedenti esperienze non ne ho. Che fai? Mi fai male? Mi mastichi con quel traforo tra le palette bianche? Ipnotico sei, con quella caverna lì che hai in faccia, altro che professionale.

Ti sistemo io, io sono poco convinto di questo lavoro e di questo postaccio, ma ho giusto giusto le esperienze che servono a voi.

Ho lavorato in Traco, gli dico, Addetto magazzino e ‘inserimento dati’ nel computer. Non specifico che ho lavorato solo tre settimane. Lui scrive solo ‘Traco’.

E ho fatto consegne per l’Enoteca Cremona, dico poi, Col furgone, patente B. Le consegne le ho fatte, è vero, però in realtà con l’Audi della padrona e solo sotto Natale. Lui scrive solo ‘Enoteca’. E poi ho lavorato per Mac Donald’s, dico un po’ schifato, Addetto cucine e magazzino. Scrive ‘Cuoco’. Lo guardo esterrefatto, lui non mi ascolta, manco alza più lo sguardo.

E il calciatore professionista, aggiungo, Nel Milan. E cantante lirico, esagero, Nel coro polifonico di Asdrubalia. Ah, mi sovviene, E il geologo e lo speleologo in sudafrica. Cercavo Atlantide.

Lui scrive ‘Milan’, ‘Rigoletto’, ‘Mantide’.

Non ho più esperienze belle da dirgli. Solleva lo sguardo, mi fissa adesso, per la prima volta. Okay, mi dice, Le faremo sapere. E mentre mi alzo lo vedo infilare quel curriculum assurdo in mezzo agli altri, in ordine alfabetico. Uscendo incrocio una ragazza bruttina che entrerà adesso dal tizio, per il colloquio. Ha l’espressione di chi deve assolutamente avere quel posto. Mi auguro onestamente che ce la faccia.

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Andrea Cisi
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